Il frinire delle cicale, l’odore dei konbini, le luci al neon…Il ritorno in Giappone, a distanza di tre anni, colpisce dritto al cuore. La nostalgia di questo lungo periodo svanisce, finalmente; il Paese è come nei miei migliori ricordi, sempre uguale a se stesso eppure sempre sorprendente. Arrivare non è stato facile questa volta: il viaggio, già di per sé molto lungo, è stato complicato da un volo cancellato e da brutte turbolenze – compresa una parecchio tosta appena servita la colazione…Cercare di trangugiare in due secondi il caffè bollente per non rovesciarselo addosso è stata un’impresa!
Le difficoltà non sono probabilmente finite (si prevede un tifone in questi giorni), ma siamo riusciti ad atterrare al Chubu Central Airport e a raggiungere Nagoya, la nostra prima tappa. La città è, prevedibilmente, diversa da Kyoto, dove eravamo stati la scorsa volta: cibi diversi, più automobili e meno mezzi pubblici, tanti business-man e pochi stranieri, pochissimo inglese. Abbiamo scelto Nagoya come meta per il prezzo del volo: arrivare al Chubu Central Airport costava decisamente meno rispetto a Osaka o Tokyo, dove si trovano i principali aeroporti. Da qui è anche abbastanza comodo arrivare a Ise, sede del tempio shinto più importante del Giappone, di cui parleremo nei prossimi post.
Per questo viaggio abbiamo deciso di soggiornare sempre in hotel anziché in ostello, riuscendo a spendere comunque circa 40€ a notte, a volte anche meno. Qui a Nagoya la nostra base è l’Hotel Wing International, non lontano dal castello e dalla torre televisiva.
La tv tower, utilizzata anche come scenario per uno dei numerosi film di Godzilla, offre una piacevole vista della città dall’alto. La salita costa 700¥ (circa 5€), e nei dintorni ci sono diversi caffè. Se volete provare qualcosa di mooolto dolce, vicino alla torre c’è Harbs, che vi toglierà la voglia di zuccheri per qualche giorno con le sue torte gigantesche, provare per credere.
L’ingresso al Castello di Nagoya costa invece 500¥ a testa e vi permette di ammirare anche l’interno dell’Honmaru Palace, residenza di uno dei figli di Tokugawa, unificatore del Giappone. Le parti originali del ‘600 purtroppo non sono molte, ma la ricostruzione, terminata un paio di mesi fa, è ben fatta, e vale davvero la pena visitarlo. Potete vedere la foto di un bellissimo paravento sul profilo Instagram del blog.

Nagoya ci sta riservando molte sorprese: come spesso accade in Giappone, all’improvviso in mezzo a grattacieli, negozi, strade, sbuca qualche tempio. Da vedere l’Atsuta, uno dei più importanti santuari shinto dopo il già citato Ise, immerso all’interno di uno splendido bosco, ideale quindi anche per fuggire dalla calura estiva. Vi consiglio di provare gli speciali piatti del ristorante del tempio, in una versione particolare che potete trovare solo qui. Se volete unire spiritualità e amore per il cibo, questo è il Paese che fa per voi: vicino al tempio Osu Kannon si aprono strade strabordanti di bancarelle e attività di ogni tipo, e non solo alimentari! Abbigliamento, sale giochi, souvenir, oggettistica sono di casa qui. La vita notturna si concentra in questa zona e vicino alle stazioni (luogo di ritrovo tipico in Giappone), dove potrete trovare numerosi locali e centri commerciali; attenzione a non perdervi, perché come molte stazioni qui tutto è enorme e i negozi in Giappone si nascondono davvero ovunque, sopra e sottoterra!

Info utili:
Hotel Wing International Nagoya, Naka-ku, Nishiki. La catena ha altre strutture di livello maggiore in città. Un tre stelle discreto, dotato di tutto ciò di cui si può avere bisogno; noi ci siamo trovati bene.
Ristoranti/caffè – testati personalmente!
- Harbs, Naka-ku, Sakae (torteria, sala da tè, pranzo). Anche in questo caso ce ne sono altri sparsi per la città. Prezzo medio.
- Ichiran Nagoya Sakae, Naka-ku, Sakae (ramen, noodles). Prezzo economico.
- Misokatsu Yabaton, Nakamura-ku, Meieki (tonkatsu, miso katsu, piatto tipico di Nagoya). Prezzo medio-basso.
- Mermaid Cafè, stazione Kintetsu-Nagoya (breakfast). Economico.
- Donq, stazione Kintetsu-Nagoya (breakfast). Economico.
Fate un salto nella gallery per vedere le prime foto! Al prossimo post!
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