Istantanee dal Giappone – Ise

La seconda tappa del nostro viaggio è Ise, dove ci rechiamo per visitare il santuario shinto più importante del Giappone. Da Nagoya, si può arrivare alla stazione di Iseshima con la linea Kintetsu in circa un’ora di treno; la stazione si trova proprio di fronte all’ingresso del santuario esterno, comunemente chiamato “Geku”. Utilizzo la parola “esterno” perché il santuario di Ise è costituito da ben 125 jinja (termine che indica i luoghi di culto nello Shintoismo), di cui spesso si visitano solo i due principali, il Geku appunto, e il Naiku, il santuario interno. Essi sono dedicati rispettivamente a Toyo’uke-no-Omikami, divinità legata al raccolto e ai beni primari, e Amaterasu, dea del sole, da cui si ritiene discenda la famiglia imperiale. Per tradizione, la visita parte dal Geku, per poi spostarsi verso il Naiku.

È bene fare una breve precisazione, prima di continuare. Per i giapponesi, la distinzione tra shintoismo e buddismo non è sempre nettamente definita; chiunque può pregare sia nei templi buddisti che in quelli shinto, senza che questo generi perplessità. Esistono invece differenze a livello architettonico, che si notano appena arrivati al Geku. I luoghi di culto shinto sono generalmente più semplici e spogli, meno colorati e più poveri di ornamenti rispetto a quelli buddisti; spesso si trovano in mezzo a veri e propri boschi, e il profumo di legno e della natura circostante ci accoglie appena oltrepassiamo i tori, i tipici portali di accesso. Entrare in un tempio giapponese è sempre un’esperienza quasi surreale: i rumori della città svaniscono immediatamente, inghiottiti dal bosco o da chissà quale divinità. Potreste essere in mezzo a una folla di automobilisti torinesi incollati al clacson in piena ora di punta, ma appena varcata la soglia d’ingresso tutto tace, quasi per magia.

Geku e Naiku sono costituiti da tanti jinja simili a capanne, col tetto di paglia. Non dovete avere paura di sbagliare percorso, le guardie presenti lungo il cammino vi indicheranno sempre la via giusta da seguire. Piccola – si fa per dire – curiosità: il complesso di Ise viene abbattuto e ricostruito per intero ogni vent’anni, secondo complessi e antichi rituali. L’ultima ricostruzione è stata nel 2013, e il sito dove verranno ricostruiti gli edifici la prossima volta è già segnalato da una fila di pietre bianche poste sul terreno.

È importante ricordare che nei luoghi più sacri dei templi non è possibile scattare foto, né avvicinarsi all’area in cui sono conservate le reliquie vere e proprie, accessibili solo ai monaci. Noi siamo stati fortunati, in quanto abbiamo potuto assistere a un evento particolare: un giapponese (forse un qualche funzionario?) a cui era stato concesso di pregare oltre la barriera che di solito impedisce ai normali visitatori di proseguire, vicino alla porta del santuario più interno. Un grande onore per un fedele!

Una volta terminata la visita al Geku, si può passare al Naiku. È possibile spostarsi dall’uno all’altro a piedi (circa un’ora di camminata) o in bus (20 minuti). Suggerirei i mezzi pubblici in caso di giornate calde, la strada è scoperta e in buona parte in salita, e sotto il sole cocente può risultare faticosa.

Il Naiku custodisce lo specchio sacro simbolo della dea Amaterasu, non visibile però al pubblico. Oltre che presso le fonti e le vasche che si trovano abitualmente all’ingresso dei templi, i visitatori possono fare le abluzioni al Mitarashi, sito lungo il fiume nel quale si riflettono le fronde degli alberi, regalando uno stupendo panorama. Nell’area centrale potrete riposarvi un po’ e rinfrescarvi grazie all’acqua e all’ottimo tè offerti, nonché apprendere qualcosa in più sulla storia del santuario. I video sono purtroppo solo in giapponese, ma chiedendo alle guardie a uno degli ingressi potrete avere una mappa illustrata, che riporta alcune utili informazioni in inglese; non abbiate timore, i giapponesi sono molto gentili e disponibili, e con l’aiuto dei gesti riuscirete a farvi capire abbastanza tranquillamente.

A fine visita, è possibile rifocillarsi presso le numerose bancarelle e negozi all’esterno: ce n’è veramente per tutti i gusti! Se volete provare lo “street food” giapponese e comprare souvenir, non avrete problemi. Se passate in questa zona del paese, una visita al santuario di Ise ve la consiglio assolutamente, non solo per la sua importanza storica e culturale, ma anche e soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Il contrasto tra la pace del tempio e la vitalità delle stradine tipiche lì attorno racchiude in pochi metri tutta la bellezza del Giappone, che riesce sempre a sorprendere ma anche a confermare l’immagine pazza e un po’ caotica che si ha del paese, pieno di rumori, luci, odori…E vogliamo parlare della soddisfazione di bersi un bel succo al mikan e gustarsi saporite korokke mentre si comprano bacchette, scodelle per il riso e persino gadget dei Peanuts?

Alla prossima tappa!

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