Istantanee dal Giappone – Osaka

Proseguiamo il nostro viaggio spostandoci a Osaka, “la cucina del Giappone”. Giusto il tempo di lasciare i bagagli in hotel e ci lanciamo subito fuori, diretti a Dotonbori, forse la strada più famosa della città; vogliamo gustarci l’atmosfera di questo posto – e perché no, un bell’okonomiyaki – prima che arrivi il tifone.  Lo sguardo si perde tra la moltitudine di ristoranti e bancarelle stracolme di cibo. Nonostante sia pomeriggio, le strade sono già parecchio affollate, e noi, affamati (e ancora senza pranzo), individuiamo l’agognata meta in pochi secondi. La scelta ricade su Botejyu, locale storico, che prepara okonomiyaki di diversi tipi, con alcune varianti interessanti. Non fatevi ingannare dal fatto che sia parte di una catena, la qualità è davvero ottima!

A stomaco pieno, possiamo finalmente esplorare la zona con più calma: pian piano sta venendo buio, ed è allora che Dotonbori si rivela in tutto il suo fascino. Le enormi insegne al neon, icone del quartiere, si accendono, la calca aumenta, i profumini sono sempre più invitanti…Se musica, colori sfavillanti e celestiali aromi di cibo sono ciò che caratterizza il paese, qui tutto è accentuato all’ennesima potenza, e neanche la pioggia ferma questo psichedelico caos. Poco lontano, si estende Shinsaibashi-suji, una sorta di mercato coperto e lunghissimo, dove potrete trovare molti negozi di abbigliamento, e non solo. Io ho acquistato una mantellina in previsione del maltempo che doveva arrivare, al prezzo di 100 yen (meno di 80 centesimi). Blu elettrico, moooolto sobria!

Osaka, Dotonbori
Vista su Dotonbori

Il giorno seguente, purtroppo, la fortuna ci abbandona: tutti i negozi, le attrazioni, i musei vengono chiusi per evitare potenziali situazioni di pericolo legate all’imminente passaggio del tifone. Dopo aver fatto scorta di cibo al konbini (come tutti, del resto), ne approfittiamo quindi per rilassarci un po’ in albergo. Se cercate una sistemazione in zona Namba, vi consiglio il WBF Namba Ebisu: la stanza era ampia, soprattutto per gli standard giapponesi, moderna e dotata di tutto ciò che poteva servire e anche di più. La chicca? Uno smartphone in camera per restare aggiornati su tutto ciò che la città offre!

Appena spuntato il sole, cerchiamo di recuperare il tempo perduto e visitare mille cose insieme, con scarso successo oserei dire…E’ bene non dimenticare che Osaka è molto grande, le distanze possono non essere così brevi e, cosa più importante, una volta scesi alla fermata giusta non è affatto detto che la destinazione prescelta sia vicina e facile da trovare come sembra dalle indicazioni. Suggerisco quindi di pianificare accuratamente il percorso da seguire per arrivare dove si desidera, al fine di evitare di sprecare minuti preziosi com’è successo a noi. Nonostante un inizio traballante, comunque, riusciamo a raggiungere il castello. Per arrivarci, si attraversa un parco che offre una piacevole passeggiata. Come nella maggioranza dei casi in Giappone, anche qui l’ingresso è economico (meno di 5€), e la visita molto interessante. Si parte dalla cima, per godersi il panorama, scendendo poi piano dopo piano, dov’è allestito il museo vero e proprio, che affianca reperti letterari e artistici antichi a varie sezioni di approfondimento sulla storia del castello e sui protagonisti delle battaglie di questo periodo.

Castello di Osaka
Vista dal Castello di Osaka

Per il resto della giornata, Osaka offre tantissima scelta; accanto alla stazione centrale, ad esempio, potrete trovare il Grand Front Osaka, centro commerciale enorme costituito da quattro torri. Se volete avere un’idea di quanto si possano fare le cose in grande in questo paese, passate da queste parti! Nota dolente i prezzi, molto alti. Di positivo però, se siete un po’ nerd come me, c’è da segnalare la presenza in stazione di un Pokèmon Store. Attenzione, è caldamente consigliato lasciare il portafoglio a casa prima di spendere tutto. Se la quantità di negozi qui non vi basta, niente paura: la città è piena di shopping malls di ogni dimensione (tendenzialmente grandi) e prezzo (tendenzialmente costosi).

Per la serata, se non volete tornare a Dotonbori, c’è il quartiere Umeda, egualmente ricca di locali ma meno battuta dai turisti, e quindi più adatta per provare la vera esperienza giapponese. Anche qui, inutile a dirsi, avrete l’imbarazzo della scelta. In zona si trova l’Umeda Sky Building, che con il suo Floating Garden Observatory offre una splendida vista di Osaka dall’alto. In alternativa, sempre in zona Namba, dalle parti del tempio Hozenji, potete cenare in uno dei piccoli ristoranti dell’Hozenji Yokocho, una stradina caratteristica, ancora permeata dalla tradizione. Da provare l’Hozenji Sanpei, dove sarete voi a decidere gli ingredienti per il vostro okonomiyaki. Se invece non potete rinunciare a una bella birra artigianale neanche in vacanza (vi capisco!), assolutamente da non mancare il Beer Belly. Il pub ha due sedi, noi abbiamo provato il Beer Belly Tenma: le ragazze che lo gestiscono sono fantastiche, la birra è eccezionale e il bacon fatto da loro fa venire l’acquolina in bocca al solo profumo. Non guasta poi l’ottima scelta musicale.

Ultimo dettaglio da non sottovalutare quando si pianifica un viaggio in Giappone, Osaka è un ottimo punto di partenza per visitare altre mete: vicina a uno dei principali aeroporti del paese, è a breve distanza da località come Kyoto – la mia città preferita – Nara, Kobe, Himeji, solo per citare alcuni esempi, il che la rende perfetta per soggiorni lunghi, all’insegna della modernità, senza però perdersi il piacere di un’escursione tra i templi più belli del Giappone o i ristoranti di carne più prelibati e lussuosi.

Minoh Beer

Prossima tappa…Kobe!

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