Istantanee dal Giappone – Himeji…E ancora Nagoya!

Prima di ritornare a Nagoya e, da lì, a casa, abbiamo ancora il tempo per una piccola escursione. Prendiamo quindi nuovamente il treno e, voilà, in circa un’ora e mezza siamo a Himeji, dove si trova il famoso castello patrimonio culturale dell’umanità, perfettamente conservato grazie all’immenso lavoro di ristrutturazione e messa in sicurezza attuato dal governo giapponese fra il 2009 e il 2015. E’ grazie alla sua storia antichissima – più di 600 anni – e alla sua straordinaria bellezza, che il castello fa  parte della lista dei patrimoni Unesco. Raggiungerlo non è difficile: arroccato su una piccola collina, è visibile ancor prima di arrivare in stazione, dunque non c’è alcun rischio di perdersi. E proprio la posizione elevata e il colore bianco intenso gli hanno regalato il soprannome di “Castello dell’Airone Bianco”, con cui è conosciuto in Giappone.

L’accesso può avvenire tramite vari ingressi, che coincidono con i diversi percorsi che anche i nemici avrebbero dovuto fare in caso di assedio. La prima e principale arma di difesa del castello, infatti, era costituita proprio dalla struttura delle strade che correvano lungo i bastioni e le mura: tortuose e piuttosto strette, il loro scopo era quello di stancare gli assedianti e farne arrivare il meno possibile al cuore dell’edificio. Anche l’interno, dotato di sette piani collegati da scale sempre più ripide e strette man mano che si sale, rendeva più complicata la conquista della cima nell’eventualità di un attacco. A voi basterà invece pagare 1000 yen e potrete entrare tranquillamente, fortunelli! E’ meglio ricordarsi, comunque, che i biglietti sono limitati a 15000 al giorno, pertanto suggerisco di consultare il sito, che offre un calendario con le date in genere più affollate, prima di organizzare la visita.

L’interno del castello, come da tradizionale stile giapponese, non è ricco di arredi, ma offre una piacevole vista della città dall’alto; percorrendo il lunghissimo passaggio coperto che si estende lungo il bastione sinistro, invece, arriverete alla torre della principessa Sen, dove sono esposti alcuni oggetti. Qui potrete apprendere la tristissima e sfortunata storia della donna, oltre a sperimentare piccoli giochi (che i custodi vi esorteranno a provare anche se non siete decisamente più bambini) che cercano di spiegare in maniera divertente come furono costruite le mura.

Castello di Himeji
Castello di Himeji

Terminata la visita, rimane ancora il tempo per vedere il Kokoen, un insieme di tanti piccoli giardini che presentano stili e piante differenti. Volendo si può fare un biglietto combinato castello + Kokoen, aggiungendo solo 40 yen ai mille di prima, cosa che vi suggerisco di fare perché ne vale davvero la pena. Oltre alla bellezza del luogo in sé, il Kokoen offre anche una sala da tè e un ristorante; gustare un pranzo in tipico stile giapponese, con tanto di vista su vegetazione e laghetto con le carpe, non ha veramente prezzo, o quasi…Un prezzo ragionevolmente economico, comunque!

L’indomani è tempo di ripartire per Nagoya, che ci riserva ancora qualche sorpresa nei nostri ultimi due giorni in Giappone. Facendo shopping in cerca di souvenir, scopriamo con piacere che Oasis 21, centro commerciale molto famoso in città, ha anche prezzi abbordabili, ma soprattutto ospita un altro Centro Pokémon e…Un negozio a tema Studio Ghibli!!! Se non sapete di cosa sto parlando (eretici!), avete presente i film Totoro, La città incantata, Il Castello Errante di Howl? Ecco, è lo studio che ha prodotto questi capolavori e molti altri, di cui, neanche a dirlo, sono una grandissima fan. Risultato: mi sono portata a casa un bellissimo puzzle che non vedo l’ora di fare (appena trovo una cornice abbastanza grande per appenderlo!). Se dopo avrete ancora dei soldi, ci sono anche negozi di abbigliamento molto carini e decisamente meno costosi della media giapponese.

Per la cena, non rinunciamo di nuovo a una bella birra, e finiamo quindi da Craftbeer Keg Nagoya, a cinque minuti a piedi da Oasis 21. Stavolta il budget necessario è un po’ più elevato, ma siamo soddisfatti della scelta, e la birra in stile Sansho – leggermente piccantina in bocca, credo ci fosse dello zenzero ma non ci giurerei – è una piacevolissima scoperta, oltre al fatto che la qualità del cibo è anche stavolta molto alta.

L’ultimo giorno, ci concediamo una visita all’acquario, che vi consiglio di visitare nel weekend perché altrimenti pieno di scolaresche e bambini urlanti. Il costo è di circa 15-16€ e le didascalie purtroppo sono quasi solo in giapponese, ma è comunque un piacevole modo per passare il tempo, e l’acquario è uno dei più importanti del Paese. Ultima cena a base di sukiyaki, piatto tradizionalmente mangiato per celebrare la fine dell’anno, ma che ormai si può trovare in qualsiasi mese in locali specializzati.

Nagoya, Acquario.jpg
Meduse all’acquario di Nagoya. Qualità della foto: pessima!!

La nostra vacanza, sfortunatamente, termina qui. Lasciare il Giappone è sempre terribile: le settimane tanto agognate passano ogni volta alla velocità della luce, e la prospettiva di non sapere quando sarà la prossima occasione rende il distacco più difficile. Perché personalmente non credo ci sia la possibilità di non voler tornare; una volta visto, questo Paese ti rimane in testa, ti chiama con un canto di sirena che non puoi ignorare, ti crea una vera e propria dipendenza. E allora, non c’è altra alternativa: sono certa che prima o poi ci rivedremo, e allora un altro report di viaggio nascerà…Rimane solo da decidere quali luoghi saranno da visitare la prossima volta!

Sayonara!

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