Cosa fa una travel blogger quando non può viaggiare? Parla di cosa fare a casa propria! Oggi ho scelto infatti di raccontare qualcosa della mia adorata Torino, la città che mi ha accolta una prima volta durante i miei studi universitari, e che mi ha poi definitivamente adottata più di un anno e mezzo fa.
Non voglio scrivere una mini-guida dei luoghi più turistici, ma qualcosa di più personale; vorrei parlare dei miei luoghi del cuore, quelli che più di tutti fanno sì che io ami Torino. Inevitabilmente fra essi ci saranno mete celebri, ma spero di poter dare anche qualche idea nuova. Partiamo con la lista!
1. Il MAO, Museo d’Arte Orientale
I turisti andranno anche tutti al Museo Egizio o alla Mole Antonelliana, ma il mio museo preferito è senza dubbio il MAO. L’ho detto che ho la passione per l’oriente no? Ci sono andata decine di volte e non mi stufa mai, oltre al fatto che il bookshop è una vera tentazione, pieno di libri che non è facile trovare altrove. Il MAO non è grandissimo, ma le collezioni includono reperti molto interessanti (bellissimi i paravento e le stampe giapponesi, così come le copie del Corano esposte nella galleria islamica); anche le mostre temporanee sono a mio parere sempre azzeccate. Attualmente è in corso “Tattoo. L’arte sulla pelle”, che andrò assolutamente a vedere. Vi farò sapere!
2. Wasabi, Ramen-ya Luca e Kokoroya: il Giappone anche a Torino
Se ormai avete imparato a conoscermi almeno un po’, non vi stupirete di trovare un angolo di Giappone anche in questa lista. Quando ho proprio tanta nostalgia, questi tre posti me la fanno passare almeno per qualche ora…O forse la accentuano?? Non saprei dire. In ogni caso, qui sì che c’è il sapore del Sol Levante! Wasabi è un ristorante gestito da veri giapponesi (abbigliamento, arredamento e inchini a profusione lo confermano appena si entra), dove l’All you can eat non esiste. I prezzi sono ovviamente alti ed è generalmente necessario prenotare giorni prima, ma la qualità è eccelsa. E quando si ha voglia di ramen? Semplice, si va da Ramen-ya Luca, nel Quadrilatero: buonissimo! Kokoroya è invece un locale minuscolo, come da tradizione giapponese, che quasi non si nota se non lo si cerca appositamente. In vetrina le classiche riproduzioni in plastica delle pietanze, proprio come si usa in Giappone. Potete comprare ingredienti difficili da reperire, oppure mangiare lì (ci sono solo tre o quattro posti a sedere però) o, in alternativa, comprarvi un bellissimo bento da asporto. Da provare!
3. Torteria Olsen
Quando ho voglia di un dolce strepitoso e di una bella tazza di tè in un ambiente accogliente, non c’è niente di meglio di Olsen per me. Le torte sono sempre deliziose e la scelta di tè molto molto ampia; è il luogo ideale quando fuori comincia a fare freddo, ma perfetto anche d’estate grazie alle ottime bevande sempre fatte in casa. L’ho scoperto anni fa grazie a una cara amica e devo dire che non sono mai rimasta delusa, anzi, Olsen eccede ogni volta le mie aspettative. È in pieno centro, quindi non fatevelo scappare!
4. Il Quadrilatero e Piazza Emanuele Filiberto
Come forse sapete Torino, almeno nella sua parte più antica, è una città quadrata. È soprattutto nella zona del Quadrilatero – il castrum romano – che ciò è visibile. Alcuni palazzi presentano ancora elementi architettonici romani o medievali, che insieme al dedalo di strette viuzze caratterizzano questo quartiere e lo differenziano dal resto della città, perlopiù barocca. Le piccole stradine acciottolate racchiudono una miriade di ristorantini, bar e bistrot di tutti i tipi: che vogliate mangiare la cucina tipica piemontese o quella etnica, qui troverete praticamente tutto. A pochi minuti a piedi da Piazza Castello, al confine tra Quadrilatero e Porta Palazzo, consiglio una visita anche a Piazza Emanuele Filiberto, un vero gioiellino pieno di locali di varie nazionalità.
Il Quadrilatero mi piace proprio per questa sua varietà: dopo anni ci sono ancora tantissime cose differenti da provare. Una sicurezza? Sibiriaki (cucina siberiana), Volver (carne argentina) e Pautasso (cucina tipica piemontese).
5. Porta Palazzo
Piazza della Repubblica ospita il più grande mercato all’aperto d’Europa, noto come mercato di Porta Palazzo, nome dovuto alla vicinanza della Porta Palatina. Infiniti banchi si estendono sulla piazza e nelle vie limitrofe, nonché all’interno della Tettoia dell’Orologio. La seconda domenica del mese si tiene inoltre il Gran Balon, un mercato dell’antiquariato enorme e decisamente curioso. Anche senza comprare nulla, l’atmosfera allegra e un po’ caotica vale una visita. Si dice che prossimamente a Porta Palazzo verrà seguito il modello di Barcellona, realizzando un mercato dove si possa mangiare comodamente seduti alle bancarelle…Nel caso il fascino del luogo non potrà che aumentare!
6. Acqua e farina
La pizza più buona che abbia mai mangiato. Anche qui il locale è piccolo e spesso bisogna attendere, ma farei comunque un’ora e mezza di coda pur di mangiare la loro pizza con la burrata e la torta caprese. Se siete stufi di stare in centro e passate in zona Cenisia, sapete dove andare.
7. Quartiere Campidoglio

Sconosciuto ai turisti e poco noto anche a molti torinesi, il Campidoglio è caratterizzato dalla presenza di murales e graffiti dipinti sulle case di tutto il quartiere. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è un’area residenziale molto tranquilla, lontana dal traffico cittadino: sembra di essere in un piccolo borgo, non più a Torino. Le opere d’arte costituiscono tutte insieme il MAU (Museo di Arte Urbana), un museo di arte contemporanea a cielo aperto e in continua evoluzione. Il Campidoglio ospita anche molti piccoli locali, tra cui consiglio la Dogana, che ha una buona selezione di birre artigianali.
8. I laghi di Avigliana

In questo caso ho un po’ barato, perché non siamo più a Torino, ma i laghi di Avigliana distano dalla città circa mezz’ora di macchina, quindi sono comodamente raggiungibili. Io ho un debole per i laghi, se devo scegliere una meta per una breve escursione o vacanza e sono indecisa tra mare o montagna, non so come ma finisco sempre al lago…Dev’essere una passione inconscia. Anch’essi poco turistici, i laghi di Avigliana sono due, il lago grande e il lago piccolo, e sono a pochi minuti dalla Sacra di San Michele. Se avete voglia di un po’ di relax e aria pulita, qui potete trovare quello che cercate. Io la prima volta ci sono stata in pieno inverno, ma vi posso assicurare che il panorama e la tranquillità fanno dimenticare anche il freddo. Una vista un po’ malinconica a dicembre, forse, che però dà quel qualcosa in più a livello emotivo.
La mia piccola lista torinese finisce qui, anche se di posti ce ne sarebbero molti altri. Come al solito ho finito per parlare soprattutto di cibo, ma come si fa a evitarlo a Torino, città dei caffè storici, dell’aperitivo e del bicerin?
A presto!
