Summer in Vienna – cosa fare nella capitale austriaca a giugno

Come trascorrere una calda settimana estiva a Vienna? Visitando musei, facendo un giro sulle giostre acquatiche al Prater e bevendo tanto Eis Tee! Come ci capita spesso, per andare in vacanza abbiamo “scelto” un periodo di clima pazzo: questa volta niente tifoni o Burian, ma il record di temperature da non so quanto tempo a questa parte. Non ci siamo comunque lasciati scoraggiare, e abbiamo organizzato la nostra settimana di ferie cercando di tirarne fuori il meglio senza rischiare di scioglierci. La scelta della sistemazione ci ha aiutati parecchio in questo piano, dato che il nostro ostello era accanto al Naschmarkt, dove potevamo rifugiarci più volte al giorno ai tavolini dei tantissimi locali, a bere tè e limonate ghiacciate.

Cominciamo con una piccola parentesi proprio sull’ostello, il Wombat Naschmarkt. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da questo posto: le stanze private hanno addirittura il bagno in camera (una rarità), l’arredamento è moderno e funzionale e pieno di piccoli dettagli che rendono l’atmosfera giovane e divertente. Se vi interessa, in questi giorni ha aperto un nuovo Wombat a Venezia, e altri sono già presenti ad esempio a Berlino e Londra; noi ci siamo trovati bene, quindi mi sento tranquillamente di consigliarvelo. Sottolineo però che non c’è l’aria condizionata ma solo dei ventilatori, quindi pensate bene alle vostre priorità in estate!

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Edifici vicino alla Kettenbrückengasse, a due passi dall’ostello
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Messaggio simpatico sugli ascensori del Wombat 😉

Come dicevo, poi, la posizione è fantastica: accanto alla stazione della U4 Kettenbrückengasse e ad alcuni splendidi esempi di architettura Secessionista, nonché appunto al Naschmarkt. Appena vi abbiamo messo piede, un intensissimo profumo di spezie e piattini deliziosi ci ha accolti, ed è stato subito chiaro che ai viennesi piace molto la cucina orientale – sembrava anzi che la considerassero naturalmente parte del proprio patrimonio culinario, tanto vasta era la concentrazione di bistrot turchi, israeliani, indiani, giapponesi… Ovviamente con nostro grande piacere! Se non è il vostro genere, potrete comunque trovare molti ristoranti austriaci o italiani. Premetto che i costi del cibo e della vita in generale sono alti per i nostri standard, ma tenete anche presente che le porzioni sono generalmente enormi! In fondo al post i miei consigli sui locali da provare 😉

L’ostello era inoltre vicinissimo alla Wiener Secessionsgebäude, che ospita lo stupendo Fregio di Beethoven di Gustav Klimt. Vederlo dal vivo era uno dei miei sogni nel cassetto, e finalmente ce l’ho fatta!

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Wiener Secessionsgebäude
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Wiener Secessionsgebäude, Fregio di Beethoven, particolare del lato sinistro
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Wiener Secessionsgebäude, Fregio di Beethoven, particolare centrale
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Wiener Secessionsgebäude, Fregio di Beethoven, particolare del lato destro

Se poi volete spostarvi nel centro storico, l’Innere Stadt, da qui potete comodamente raggiungerlo a piedi. Noi siamo riusciti a girare quasi sempre senza utilizzare i mezzi pubblici, eccetto nel trasferimento da/per l’aeroporto e per recarci al Prater e a Schönbrunn, ma in ogni caso se non avete voglia di camminare la metro è molto comoda e facilissima da usare, ve lo dice una che ha un senso dell’orientamento pessimo! Passeggiando per l’Innere Stadt – e non solo – vi accorgerete che Vienna ospita una miriade di stupendi palazzi antichi; all’interno di molti di essi sono stati creati dei musei, tra i quali il più celebre è senz’altro quello dedicato a Sissi. Se invece non vi interessa particolarmente visitarli, potete fare un giro per negozi o gustarvi una bella fetta di Sacher al Cafè Sacher, dov’è nata questa torta (ma ricordate che è spesso pieno ovviamente). Da non perdere lo Stephansdom, date almeno un’occhiata all’esterno!

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Vienna, Innere Stadt
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Hofburg e Museo di Sissi
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Stephansdom

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato ai musei, che a Vienna non mancano di certo. I principali sono riuniti nel Museums Quarter, zona molto interessante da vedere a prescindere dal fatto che vogliate o meno visitarne qualcuno, anche solo per ammirare la splendida scenografia creata dal Kunsthistorisches Museum e dal Naturistorisches Museum, per sedervi in uno dei numerosi caffè, o magari per imbattervi in un piccolo festival o concerto organizzato in uno dei cortili interni.

Al mattino siamo andati al Leopold Museum, che custodisce la più importante collezione di opere di Schiele al mondo, oltre a moltissimi dipinti di Klimt, di cui ho finalmente potuto fare “scorpacciata” in questa vacanza. Anche senza soffermarsi su ogni singola opera, tenete presente che la visita ha richiesto quasi tre ore…Ma forse sono stata particolarmente lenta io in questo caso. Pomeriggio invece dedicato all’Albertina, da cui ci aspettavamo molto data la presenza di una mostra da Monet a Picasso, ma che invece devo dire non ci ha colpiti particolarmente. Siamo rimasti invece sorpresi da una mostra dedicata a Nitsch, esponente dell’Azionismo viennese, che non conoscevo. Sotto posto alcune foto, ma non chiedetemi di rispiegarvi il significato…

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Albertina, mostra dedicata a Hermann Nitsch
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Albertina, mostra dedicata a Hermann Nitsch

Il terzo giorno faceva un caldo indecente (avete presente quel giorno in cui qui in Italia c’erano 40 gradi? Lì ce n’erano “solo” 37, già troppi per la mia sopravvivenza), quindi abbiamo deciso di visitare lo Schloss Belvedere al mattino non molto tardi, per poi attendere in un luogo chiuso qualche ora che passasse il peggio. Il complesso del Belvedere è ENORME, pertanto valutate bene se vederlo tutto o in parte a seconda dei vostri interessi e del tempo a disposizione. Noi abbiamo optato per l’Oberes Belvedere, dov’è conservato il Bacio di Klimt, più un breve giro per i giardini, ma se avete voglia c’è molto altro!

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Oberes Belvedere
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Unteres Belvedere

Nel pomeriggio, cercando un po’ di frescura, abbiamo arrancato verso il Prater, diviso in due parti: il parco vero e proprio, meta prediletta per gli amanti della bici e della corsa, ma anche di chi vuole fare una semplice passeggiata, e il Wurstelprater, famosissimo parco divertimenti troneggiato dalla Riesenrad, la grande ruota panoramica simbolo di Vienna. Il luna park ospita circa 250 attrazioni, il cui costo varia dai 2 ai 5€ circa (a parte la Riesenrad, che costa 12€) e moltissimi chioschi. Noi abbiamo provato la ruota panoramica e due giostre ad acqua, simili ai tronchi e ai gommoni di Gardaland per intenderci, e siamo tornati un po’ bambini! E come noi molti turisti, quasi tutti adulti 🙂

Se la vostra visita a Vienna ve lo permette, c’è ancora tanto da vedere, ad esempio l’imperdibile Schönbrunn, un tempo residenza degli Asburgo e oggi patrimonio Unesco. Calcolate purtroppo una lunga attesa prima di poter entrare, e scarse possibilità di fare foto senza persone in mezzo, ma a parte questi prevedibili inconvenienti il posto vale ovviamente una visita. Anche qui potete scegliere quanto tempo dedicare alla vostra permanenza in base al biglietto che acquisterete, quello comprensivo di tutto richiede due giorni di visita secondo i pannelli illustrativi!! Noi ci siamo accontentati del Grand Tour + giardino.

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Schloss Schönbrunn

Consiglio inoltre una visita alla Karlskirche e alla zona del Municipio, Rathausplatz, per la bellezza architettonica dell’edificio in sè e per la possibilità di imbattervi in qualche festa della musica o del cinema, che spesso vengono organizzate proprio qui. In inverno invece ci sono i mercatini di Natale e una pista di pattinaggio sul ghiaccio.

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Municipio di Vienna
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Karlskirche

 

Il tempo rimanente noi lo abbiamo dedicato a qualche giro di acquisti e a mangiare, ma Vienna offre veramente attrattive per tutti i gusti: potreste passare due settimane in città e occupare le vostre giornate facendo tutt’altro rispetto a quanto ho proposto qui, senza annoiarvi, magari assistendo a qualche concerto in uno dei numerosi teatri o alle esibizioni dei cavalli presso la scuola di equitazione spagnola, oppure facendo un giro tra gli eccentrici edifici dell’Hundertwasser. A voi l’ardua scelta!

Testati per voi: i miei consigli di viaggio

Dove dormire: Wombat Naschmarkt! Se non trovate posto, a Vienna c’è un altro ostello Wombat un po’ più a ovest.

Dove mangiare:

  • al Naschmarkt. Da provare Orient Occident, locale turco con contaminazioni di altri paesi. Io mi sono innamorata del Makava Ice Tea, che a quanto parte purtroppo producono solo in Austria 😦 Poi Tewa, di nuovo cucina orientale mista ma direi prevalentemente israeliana; Neni, cucina israeliana bellissima e buonissima (un po’ più cara e chic, mancia obbligatoria qui) e Daon, cucina indiana.
  • Said the Butcher to the Cow, vicino al Museums Quarter. Chic pub dall’ottimo cibo e ottimi gin, e con un nome così come si fa a non provarlo?
  • 1516 Brewing Company. Selezione di birra abbastanza ampia.
  • Kenny’s world of Poke. Ormai le conoscete, sono le famose bowl hawaiane! Una manna dal cielo in una giornata calda in cui vorresti solo mangiare fresco e sano. Zona Karlskirche, sulla strada tra l’ostello e il Belvedere.
  • 7Stern Bräu, pub/cucina austriaca. Non lontano dall’ostello, in un’area piena di locali di tutti i tipi e di giovani.
  • M Market, cucina austriaca, asiatica. Se una mattina avete l’esigenza di un croissant
  • Crepe&Waffle Paradise, zona Museums Quarter. Dolci squisiti e giganteschi!

 

Prossima tappa, Bratislava!

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