Una settimana nella Tuscia Viterbese

Quando si pensa al Lazio e a cosa visitare, la mente corre inevitabilmente alla nostra capitale. Pochi sanno però che la zona della cosiddetta Tuscia offre bellezze paragonabili a quelle di Roma, gioielli stupendi ma spesso poco turistici, e per questo a grosso rischio di abbandono. Durante la settimana che abbiamo passato in questi luoghi ho avuto modo di scoprire delle vere e proprie perle, che non posso non condividere con voi. Vediamo quindi cosa bisogna assolutamente visitare nella Tuscia viterbese.

1. Il borgo medievale di Viterbo

Il fascino delle strette viuzze e delle case in pietra vi conquisterà già dal primo passo. Il cuore della città di Viterbo è ancora oggi costituito da un borgo medievale perfettamente conservato, che vi farà fare un tuffo nel passato; da gustarsi specialmente a inizio settembre, quando l’inizio delle scuole porta via la folla ma si hanno ancora a disposizione giornate lunghe e soleggiate. Escludendo il weekend, in cui ancora molti turisti si riversano in città, durante la settimana potrete godere appieno del silenzio e dell’atmosfera del borgo.

La Viterbo medievale è stata il campo base per le nostre escursioni, e devo dire che non potevamo fare scelta migliore. La quiete che regnava ha soddisfatto la nostra voglia di relax, la qualità dei ristorantini e osterie la nostra golosità e anche qui, con nostra grandissima gioia, abbiamo trovato il nostro “punto birra” di fiducia. La vacanza poi è stata meravigliosa anche grazie alla sistemazione in pieno quartiere San Pellegrino, presso la Suite Del Borgo. Arredamento stupendo, con tutti i comfort necessari e anche di più, una bellissima vista sui tetti che spaziava fino al Monte Argentario e un superhost, Stefano, che ha reso il nostro soggiorno perfetto. E anche la bottiglia di Est!Est!!Est!!! che abbiamo trovato al nostro arrivo non guastava di certo.

Da non perdere:

  • Il palazzo dei Papi (anche se non desiderate visitarne l’interno, vale la pena ammirarlo almeno da fuori)
  • La piazza del Comune
  • Avvistamento gatti. Sono ovunque!
  • Una passeggiata nel quartiere San Pellegrino
  • Piazza della Morte, per un bell’aperitivo o cenetta
  • Un pranzo o una cena in uno dei tanti ristoranti o osterie del centro storico (in fondo all’articolo trovate i miei consigli su dove mangiare/bere)
  • Bonus: la macchina di Santa Rosa. Se capitate a Viterbo nel periodo immediatamente successivo alla festa dedicata alla santa, potrete ammirare l’enorme scultura alta 30 metri e pesante più di 50 quintali, che durante la festa viene portata in processione a spalla da un centinaio di uomini, i “facchini di Santa Rosa”. Impressionante!
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Viterbo, Macchina di Santa Rosa

2. Il borgo di Bomarzo e il Parco dei Mostri

A pochissimi minuti di auto da Viterbo si trova il Sacro Bosco di Bomarzo, meta ideale anche per le famiglie con bambini. Il parco è costellato di sculture a tema mitologico o fantastico, frutto del progetto visionario voluto da Vicino Orsini. Le statue raffigurano mostri, gorgoni, orche, elefanti, creando un’atmosfera fiabesca, quasi grottesca. Entrate nella torre pendente e provate la sensazione di vertigine.

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Bomarzo, Sacro Bosco (o Parco dei Mostri)

Dopo il bosco potete visitare il borgo di Bomarzo, che sembra quasi una città fantasma. Molto bella la vista dall’alto del paesino con i tetti tutti in fila; ho trovato particolarmente interessante – a tratti addirittura inquietante – un vicolo un po’ nascosto, che ricordava una grotta da quanto era buio e stretto fra le case, eppure era abitato. Decisamente suggestivo.

3. Civita di Bagnoregio

Probabilmente l’avete già sentita nominare con l’appellativo di “città che muore”, ma Civita di Bagnoregio, grazie al sempre maggiore interesse dei turisti, sembra più viva che mai. Frotte di visitatori affollano le stradine del borgo, per vedere prima che sia troppo tardi la piccola città che sorge su una platea tufacea e argillosa, soggetta a continue erosioni che minacciano la sua stabilità. La tassa di ingresso che si paga per accedere a Civita (5€) dovrebbe servire proprio a mantenere intatto il fragile equilibrio del paese e a continuare a renderlo fruibile per i visitatori. Lasciate la macchina a Bagnoregio, godetevi la stupenda vista di Civita che si erge sulla Valle dei Calanchi e prendete un bel respiro: per attraversare il lungo ponte pedonale che collega Bagnoregio alla sua Civita vi serviranno buone gambe, tanto fiato e possibilmente un sole non troppo cocente. Quando siamo andati noi c’era moltissima gente, e devo dire che per mio gusto personale questo ha rovinato un po’ la bellezza del posto, ma vale comunque la pena vederlo; magari voi sarete più fortunati e troverete il borgo più solitario e godibile. Per il pranzo consiglio l’Arco del Gusto: il locale è minuscolo ma i panini e le focacce sono enormi. Provate anche la Gose ai lamponi della Freelions.

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Civita di Bagnoregio

Sulla strada per Civita, partendo da Viterbo, potete visitare anche un altro piccolo “paese che muore”, Celleno, molto meno celebre della sorella. Anche qui si vede la volontà di riqualificare e salvare il borgo, tentativo che in generale sembra coinvolgere tutti i paesi di questa zona, dove come accennato il tasso di abbandono è molto alto. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma credo che il progetto possa dare buoni risultati.

4. Villa Lante e Villa Farnese

L’Italia è piena di ville con stupendi giardini e affreschi: Villa Lante a Bagnaia e Villa Farnese a Caprarola non sono da meno. La prima si distingue per il suo parco e il suo panorama, la seconda lascia a bocca aperta per…Tutto! Appena entrati capirete cosa intendo; non voglio svelarvi nulla, vi dico solo che è una delle ville più belle che abbia mai visto.

5. Tarquinia, la Necropoli e il Lido

“Tuscia” è il nome che veniva attribuito all’antica Etruria, e Tarquinia è uno dei luoghi migliori per studiare l’eredità etrusca. Non perdetevi la Necropoli di Monterozzi, una delle più importanti al mondo, e il Museo Archeologico Nazionale. Piccolo consiglio: andate alla Necropoli appena apre la mattina, portatevi un cappello, acqua e qualcosa di zuccherato; le tombe si trovano su una piana scoperta, dove il sole può battere molto forte. Vestitevi leggeri, nelle tombe c’è molta umidità.

Se vi va potete anche andare fino al Lido di Tarquinia e farvi un bagno al mare, visitare la riserva naturale delle Saline oppure ancora mangiare semplicemente dell’ottimo pesce al Boa Sorte, l’ultimo locale in fondo al lido. Davvero eccellente, promosso a pieni voti.

6. Lago di Bolsena e Lago di Vico

Anche in questa zona d’Italia non mancano i laghi: troviamo quello di Bolsena, più “cittadino”, e quello di Vico, scarsamente abitato data la sua appartenenza a una riserva naturale – è ricco quindi di fauna – vicino ai Monti Cimini. Noi siamo andati a Capodimonte, sul Lago di Bolsena, ma ad essere sincera non mi ha entusiasmato più di tanto dato che il borgo era parecchio desolato all’epoca della nostra visita; altri paesi come Marta e Montefiascone sono certamente più vivi. Si possono comunque fare delle belle passeggiate e anche fare il bagno in entrambi i laghi.

7. Orvieto

Viterbo è un ottimo punto di partenza per molte escursioni, non solo nel Lazio, ma anche in Umbria e Toscana. Noi siamo andati a Orvieto, ma ci sono moltissimi altri posti che potete facilmente raggiungere. Se deciderete di visitare Orvieto come noi non potete perdervi ovviamente il Duomo, stupendo dentro e fuori. Potete visitare anche il pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria, e fare un giro tra i numerosi negozietti di souvenir. Se siete collezionisti di calamite ce ne sono alcune bellissime; comprate una versione in miniatura dei colorati piatti di ceramica che ammiccano dalle vetrine di molti negozi.

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Orvieto, Duomo
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Orvieto, interno del Duomo

Da sapere:

  • Le strade che collegano i vari paesi, specialmente quelli meno abitati, possono essere molto strette e sconnesse (soprattutto quella che da Villa Lante porta a Caprarola). Se non ve la sentite di guidare in queste condizioni, cercate di organizzare il vostro viaggio in modo da non passare da un borgo minore a un altro, ma partite invece da Viterbo o altre grandi città.
  • In queste zone i lamponi dei Monti Cimini sono prodotto tipico, non dimenticate di assaggiare qualche bel piatto o bevanda fatto con questi frutti.
  • Nel centro storico di Viterbo l’acqua è potabile dappertutto.

Dove mangiare/bere:

  • Al77. Buona scelta di birre e abbinamenti azzeccati di formaggi e salumi (Viterbo)
  • TrediciGradi. Ottimo ristorantino con un bel dehor, cucina buonissima. Spettacolare il gelato al cioccolato fondente al sale con lamponi (Viterbo)
  • Beer Shock, il nostro “punto birra”. Interessanti scelte alla spina, buona selezione dei birrifici Mikkeller, Brewski e Freelions (Viterbo)
  • Al Vecchio Orologio. Osteria moderna, carbonara da paura (Viterbo)
  • Il Monastero, famoso per la pizza su due piatti. Due pizze al prezzo di una! (Viterbo)
  • Mat. Perfetto per l’aperitivo, accoglienza calorosa (Viterbo)
  • L’Arco del Gusto. Panini e focacce enormi, si può scegliere come farcirli; le birre non sono moltissime ma ce ne sono di ottime. E’ un angolino di pace un po’ più isolato e  non sempre assaltato dalla folla di turisti (Civita di Bagnoregio)
  • Boa Sorte. Eccellente ristorante di pesce in fondo al Lido di Tarquinia, in riva alla spiaggia.

See you, viaggiatori!

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