I mercatini di Aosta e Il Sarcofago di Spitzmaus a Milano – ora o mai più!

Cari viaggiatori, come state? E’ da molto, troppo tempo che non pubblico un articolo, e ho un po’ paura di avervi persi! Questioni lavorative e familiari mi hanno purtroppo impedito di viaggiare come avrei voluto, o anche solo di pianificare qualche brevissima fuga per staccare un po’, e la frustrazione di non poterlo fare, vi assicuro, si è fatta sentire pesantemente…Anche l’ispirazione per i miei articoli sembrava sparita. Per fortuna le vacanze natalizie – anche se non sono state proprio vacanze, dato il lavoro che faccio – e l’inizio del nuovo anno mi hanno rinfrancato un po’ lo spirito, complici i regali a tema viaggio e alcune piccole gite. Con l’arrivo del 2020 mi sento più positiva, e voglio iniziarlo suggerendovi due idee da cogliere al volo, anzi, immediatamente!

I mercatini natalizi di Aosta

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Aosta, le arcate e i resti della Porta Pretoria

Sentite ancora l’atmosfera delle feste e proprio non ne volete sapere di tornare alla realtà? Concedetevi una giornata tra i mercatini di Natale di Aosta: oltre ad essere molto caratteristici, costituiscono un’occasione unica per visitare gratuitamente l’area archeologica romana; un contesto eccezionale, che pochi altri possono vantare.

Al giro tra le bancarelle, potete unire una pattinata sul ghiaccio, una “scalata” all’albero di Natale in Piazza Chanoux, o uno spuntino a base di Bretzel e vin brulé (o anche una bella polenta con lo spezzatino, perché no?). E tra un’acquisto e l’altro, vi consiglio di esplorare la città, che potrebbe avere in serbo qualche sorpresa! Le viuzze del centro sono ancora più belle con le montagne innevate che gli fanno da sfondo, e allontanandovi un po’ potrete facilmente imbattervi in qualche chiesetta o in altri resti romani, di cui Aosta è piuttosto ricca.

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Aosta, Teatro Romano

 

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Gli chalet dei mercatini e le montagne sullo sfondo

 

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Il teatro romano e le decorazioni natalizie
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Auguri di Buon Natale in varie lingue nelle vie del centro

Non perdetevi in particolare la Collegiata di Sant’Orso e la Chiesa di San Lorenzo, che spesso ospita mostre temporanee (attualmente è in corso la mostra fotografica Bèrio,di Diego Cesare), oltre alla piccola chiesa di Santo Stefano. Nascosta tra le case, ci abbiamo messo un po’ a trovarla, ma è quella che ci ha colpito di più.

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Un bellissimo dettaglio della Chiesa di Santo Stefano

Affrettatevi, i mercatini terminano domani! Ora o…L’anno prossimo!

Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori

Il 13 gennaio termina invece la mostra “Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, curata dal mitico Wes Anderson e dall’illustratrice Juman Malouf, presso la Fondazione Prada, a Milano. Sebbene la collezione permanente non mi abbia conquistata, fatta eccezione per alcune opere e installazioni, la mostra temporanea ha riacceso il mio entusiasmo e la mia curiosità. L’allestimento volutamente privo di didascalie, avarissimo di spiegazioni e apparentemente illogico, gioca invece su associazioni visive e mentali che risvegliano il bambino in ognuno di noi: non si tratta di una serie di opere ordinate cronologicamente, secondo l’autore o la corrente artistica, ma nel suo insieme tutto ha un senso, un’armonia estetica che diverte e cattura lo sguardo. Il visitatore è dotato solamente di un opuscolo con le silhouette delle opere e brevissime note, che spesso non aggiungono nulla a quanto si può intuire da sé. Si crea dunque una caccia al tesoro un po’ caotica nel cercare di scoprire cosa possano essere gli oggetti che attirano la nostra attenzione, dal minuscolo sarcofago di Spitzmaus (toporagno) che dà il nome alla mostra, ai cimeli orientali di varie fogge e colori, dai reperti egizi alle statuette totemiche di qualche tribù sconosciuta, fino a frammenti di rocce derivanti da meteoriti.

 

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Eccomi alla collezione permanente!
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La mostra temporanea

 

La mostra temporanea

 

La mostra temporanea

 

Non guasta poi una visita al Bar Luce, all’interno della Fondazione, progettato ancora una volta dal nostro Wes. Un tuffo negli anni ’50 in tinta pastello, con juke-boxe e flipper d’epoca, torte instagrammabilissime e vasi in vetro ricolmi di quelle caramelle che mangiavamo a casa della nonna da piccoli. La qualità dei prodotti è sicuramente da migliorare, ma esteticamente è tutto favoloso.

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Il Bar , progettato da Wes Anderson
#backto50s

 

Questa volta dovete affrettarvi veramente, perché non ci sarà una ripetizione l’anno prossimo. Ora, o mai più!

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