Giappone – le risposte alle vostre domande più frequenti

Quando dico a qualcuno che sono stata in Giappone, la reazione è più o meno sempre la stessa: prima arriva lo stupore e, subito dopo, una raffica di domande eccitate – “Ti è piaciuto?”, “Lo consiglieresti?”, “Vorrei andarci anch’io, ma non è caro?”, “Come funzionano i trasporti?”, e così via. Sembra che dovremo aspettare ancora un po’ di tempo, sfortunatamente, per viaggiare di nuovo, ma quale momento migliore di questo per informarsi su quella destinazione che si è sempre sognata, e magari guardare con un pizzico di ottimismo al futuro? Nell’articolo di oggi, cercherò di rispondere ai vostri quesiti più frequenti.

Ti è piaciuto? Lo consiglieresti?

Un milione di volte sì! Se è il vostro desiderio fin da bambini perché appassionati di manga e anime, se siete affascinati da quel tradizionale mondo di stupendi kimono, armature e giardini zen o se semplicemente il solo pensiero della cucina giapponese vi fa venire l’acquolina in bocca, non abbiate paura di rimanere delusi: sarà amore a prima vista. Qualunque sia il motivo che vi spinge verso questo Paese, se potete assecondate questo sogno; ce n’è davvero per tutti i gusti. Vi interessa visitare templi, parchi e villaggi tipici? Sarete soddisfatti. Preferite dedicarvi a elettronica, sale giochi e parchi a tema? Nessun problema. Siete amanti della natura e dello sport? Anche in questo caso, le mete che fanno per voi sono molteplici.

Vorrei andarci anche io, ma è carissimo!

Sfatiamo questo mito, il Giappone non è affatto caro come si pensa. Certo, il volo verso una destinazione così lontana incide parecchio sul budget, ma vi assicuro che mi è costato meno trascorrere due settimane in Giappone che cinque giorni a Vienna, in proporzione. Per il primo viaggio, tutto incluso (e con “tutto incluso” intendo anche trasporti, pasti e souvenir), ho speso poco più di 900€ per due settimane. Per il secondo, dove abbiamo badato decisamente meno a spese e ci siamo spostati molto di più, circa 1200-1300€. Con questo non voglio dire ovviamente che sia poco, ma provate a fare il paragone con due settimane in Italia o Europa…Scegliendo accuratamente la propria destinazione e programmando con un po’ di anticipo, si può risparmiare anche qualcosina in più – magari non potrete andarci durante la fioritura dei ciliegi o soggiornare in un hotel con super vista su Ginza, ma il Giappone vale qualche compromesso.

Quali città dovrei visitare?

Le opzioni sono tantissime, e credo che qualsiasi scelta vi renderà felici. Molto dipende dai vostri interessi, ma anche dal budget e, questione da non sottovalutare, dalla conoscenza della lingua. Io sono contenta di aver visitato, durante il mio primo viaggio, Kyoto: ricca di tradizione, la città non è eccessivamente grande, ed è quindi perfettamente vivibile. Si gira tranquillamente a piedi e in autobus, quasi tutti parlano inglese ed è adatta a ogni tipo di budget. Certo, se non vi interessa visitare templi e giardini, forse non è la meta più adatta a voi, ma potete eventualmente dedicarle solo qualche giorno e trascorrere il resto della vostra vacanza a Osaka e dintorni a rimpinzarvi di golosità (ma personalmente ritengo sarebbe un vero peccato trascurare quella che per me è la città più bella del mondo). Contro: non c’è un aeroporto vicino a Kyoto, quindi dopo un volo già di per sé lungo, dovrete ancora districarvi tra treni e metropolitana, prima di arrivare finalmente a destinazione. Grande “rivale” nella scelta è ovviamente Tokyo, la capitale. Qui potrete coniugare con facilità diversi interessi, dallo shopping ai videogiochi, dalla tecnologia ai musei, senza dimenticare anche in questo caso cibo e tradizione. Contro: Tokyo è decisamente più cara di Kyoto, in primis a causa delle sue dimensioni, che costringono a spostarsi sempre con i mezzi pubblici; nonostante sia la capitale, inoltre, non è affatto scontato che i suoi abitanti parlino inglese…Queste sono le mete che consiglio per prime, forse scontate, ma per prendere confidenza con una terra così diversa dalla nostra penso siano l’ideale. Dopo questo primo “incontro”, sarete pronti a esplorare il resto del Giappone – visitando ad esempio Ise, sede del più importante tempio shintoista del Paese, oppure spingendovi fino in Hokkaido o, perché no, a Okinawa.

Come funzionano i trasporti?

Quando si visita un Paese che non si conosce, l’idea di prendere i mezzi pubblici desta sempre un pizzico di ansia. In realtà il sistema giapponese è molto comodo e abbastanza intuitivo, più di molte città europee – e ve lo dice una che ha zero senso dell’orientamento e riesce a perdersi dappertutto. Innanzitutto, è bene sapere che i giapponesi hanno una grandissima passione per i treni: ci sono stazioni ovunque, che collegano quasi ogni paese e anche diverse zone all’interno della stessa città, pertanto durante il vostro viaggio ne userete parecchi, in combinazione con la metropolitana. Per l’acquisto dei biglietti, funziona sempre più o meno allo stesso modo; sopra le macchinette troverete un tabellone con i nomi delle fermate, e accanto a ogni nome un prezzo in Yen. Per comprare il biglietto, è sufficiente selezionare la casellina con il prezzo corrispondente, et voilà. Se non conoscete la lingua, partite sempre dalle stazioni principali, dove troverete le indicazioni anche in inglese. Non dimenticate di conservare il biglietto, che in Giappone va timbrato sia entrando che uscendo dalla stazione!

Il celebre “bullet train” (shinkansen in giapponese) – foto di Fikri Rasyid da unsplash.com

Leggermente diverso il caso di Kyoto, dove vi sposterete quasi esclusivamente in autobus. A seconda della compagnia utilizzata, ci sono ovviamente piccole differenze, ma il meccanismo di base è molto simile. Spesso, salendo dalla porta centrale, troverete una macchinetta che in automatico emetterà un ticket. Su un tabellone elettronico posto alla testa del mezzo, sono indicati i nomi delle fermate – appena passate e in arrivo – con un prezzo, che aumenta man mano che la corsa prosegue. Quando arriverete alla vostra fermata, dovrete pagare il costo indicato sul tabellone, inserendo le monete nella macchinetta di fianco all’autista. Dovete inserire il giusto importo, ma se non avete le monete contate non preoccupatevi, la stessa macchinetta funge anche da apparecchio per cambiare le banconote in spiccioli; basta farlo durante il viaggio, per non creare coda.

Su molti blog leggerete che è consigliato comprare il JR Pass, per risparmiare. Personalmente, io non l’ho mai acquistato, in quanto il prezzo è decisamente elevato e include praticamente solo i mezzi della Japan Railways; molto spesso, però, vi muoverete con altre compagnie. Il mio suggerimento è di fare un po’ di calcoli qualche settimana prima della partenza: molti siti vi permettono di calcolare nel dettaglio il costo per ogni tratta. Provate Japan Guide (https://www.japan-guide.com/railpass/) e Hyperdia (https://www.hyperdia.com/).

Il wi-fi per orientarsi

In Giappone le vie non hanno un indirizzo vero e proprio come da noi, ma vengono identificate sulla base di città – quartiere – isolato – incrocio ecc., seguiti da una serie di numeri, che spesso rendono complicato trovare l’ubicazione esatta del posto che stiamo cercando (e non aiuta il fatto che, non essendo nella nostra lingua madre, i nomi sembrino un po’ tutti uguali). Per questo è fondamentale utilizzare Google Maps, specialmente nelle grandi città. Moltissime persone consigliano di comprare qualche dispositivo che permetta di connettersi al wi-fi ovunque, affermando che nel Paese la connessione gratuita non sia molto frequente. Forse era così anni fa, ma posso assicurarvi che, almeno nelle città più turistiche, potete farne tranquillamente a meno: è possibile connettersi in ogni stazione della metropolitana – che, ricordiamo, sono davvero molte e a distanza ravvicinata – e spesso anche nei centri commerciali e nei konbini, i “mini-market” onnipresenti in Giappone, oltre che ovviamente in hotel, ostelli ecc. Finora non mi è mai servito, è sufficiente studiarsi un minimo il percorso prima di uscire, magari utilizzando anche le funzioni offline di Maps, e ricontrollarlo prima di lasciare la stazione; dopodiché, quasi sempre vi basterà seguire la folla per trovare il vostro luogo di interesse, o guardare la cartina che prontamente vi avranno fornito o avrete chiesto in aeroporto/hotel/ostello/punti informativi…

Queste sono alcune delle domande che mi vengono poste più spesso. Se ne avete altre, o avete bisogno di qualche chiarimento su quanto scritto sopra, postate un commento all’articolo, sarò lieta di rispondervi!

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