Il Piemonte tra borghi e spiritualità: Monforte d’Alba e il Santuario di Vicoforte

Cari lettori,

sono passate alcune, troppe, settimane dalla pubblicazione dell’ultimo articolo, ma data la situazione spero mi perdonerete. Negli ultimi giorni, per fortuna, ci sono stati piccoli cambiamenti che mi hanno spronata ad uscire dal grigio torpore in cui mi ero adagiata: sono tornata a lavorare a tempo pieno, ho dato una svolta al mio look mettendo gli occhiali, e finalmente ho potuto prendermi una birra seduta al tavolo del mio locale preferito qui a Torino. E con il ritorno della tanto agognata zona gialla e delle giornate soleggiate, sentivo il bisogno di concedermi una meritatissima uscita  – sempre in sicurezza, utilizzando il buonsenso.

Ho scritto “giornate soleggiate”, ma se mi seguite da un po’ saprete che io porto la pioggia ovunque vada, e anche un paio di settimane fa non mi sono smentita. Il maltempo non mi ha però impedito di godermi qualche ora a esplorare la mia amata regione: questa volta mi sono spinta “a sud”, fino alle langhe monregalesi con il magnifico Santuario di Vicoforte. Ma prima, facciamo tappa in uno dei Borghi più belli d’Italia, Monforte d’Alba.

Monforte d’Alba, Chiesa della Madonna della Neve

Non solo borgo tra i più belli, la piccola Monforte è anche bandiera arancione, riconoscimento che Touring Club assegna ai comuni dell’entroterra che si contraddistinguono per particolari qualità a livello turistico-ambientale. Monforte è infatti ricca di storia – ben visibile è l’impianto medievale, con le strette viuzze acciottolate che salgono verso il castello – e circondata da splendidi panorami collinari. La strada per arrivare al paese è stupenda anche con la pioggia, e il borgo è pieno di angolini pittoreschi con vista sul paesaggio.

Monforte d’Alba, il centro storico e la Casa dell’artista
Monforte d’Alba, centro storico

L’atmosfera un po’ sonnacchiosa così tipica dei paesini italiani non deve però trarre in inganno; Monforte ospita infatti numerose cantine e B&B, pronti a riempirsi, come da consuetudine langarola, in primavera e in autunno, e soprattutto il meraviglioso Auditorium Horszowski, un anfiteatro creato dalla naturale pendenza del terreno, sede ogni estate di Monfortinjazz. Percorrete le ripide salite tra le mura medievali per raggiungerlo, e se volete fermatevi ad ammirare la Big Bench che si trova proprio sulla collina di fronte alla piazza dell’Auditorium.

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Monforte, Auditorium Horszowski
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Ci rimettiamo adesso in marcia per dirigerci al Santuario di Vicoforte, nei pressi di Mondovì. Lungo la strada ci imbattiamo, a Piozzo, nel Beer Garden della Baladin: è con grande delusione che lo scopriamo chiuso a quell’ora, ma magari voi sarete più fortunati, fatemi sapere! Per pranzo ci fermiamo quindi a Mondovì, città molto piacevole e che sicuramente meriterà una visita con più calma in futuro; per questa volta mi limito a suggerirvi un bel pranzetto a Vicolo Corto, piccolo ristorantino sotto i portici prima di Piazza S. Pietro: tutto buono, e super lo sformatino di spinaci. Tornerò, magari in occasione del raduno delle mongolfiere organizzato dall’aeroclub locale, non appena sarà nuovamente possibile programmare questo tipo di eventi.

Pochi minuti di auto attraverso meravigliosi campi fioriti e siamo a Vicoforte. Non preoccupatevi, perdersi è impossibile: con la sua mole, il Santuario è ben visibile appena entrati in paese. Le sue origini sembrano collocarsi intorno al 1500, quando un fornaciaio, si dice, eresse un pilone votivo decorato da un’immagine di Madonna con Bambino, al fine di propiziarsi una buona cottura dei mattoni. Meno di un secolo dopo, un cacciatore colpisce involontariamente l’immagine, forse un po’ nascosta dalla boscaglia, e dal ventre della Vergine sgorgano gocce di sangue. In breve, il luogo diventa meta di devozione popolare, e nel corso degli anni cominciano i lavori di espansione che porteranno il Santuario ad avere l’aspetto attuale, soprattutto grazie al grande intervento commissionato dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia, intenzionato a rendere il Santuario una cappella di sepoltura per il suo casato (senza poi riuscire nel suo intento, dato che molti membri della sua famiglia riposano invece nella Basilica di Superga). Ma è durante il XVIII secolo che l’enorme cupola ellittica, per la quale il Santuario è celebre, viene realizzata. Qualcuno afferma che la cupola realizzata dall’architetto e ingegnere monregalese Francesco Gallo sia la più grande del mondo con questa forma, altri ridimensionano all’Europa; non so chi abbia ragione, ma di sicuro le dimensioni sono stupefacenti!

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Santuario di Vicoforte
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Santuario di Vicoforte, interno
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santuario_vicoforte_interno_cupola

Informazioni utili:

E’ possibile raggiungere il Santuario direttamente in auto e lasciare il veicolo all’esterno nei numerosi parcheggi.

Controllate il sito ufficiale per informazioni sulle visite speciali con salita alla cupola. Se ve la sentite e non soffrite di vertigini, potete ammirare da vicino gli splendidi affreschi e godervi la vista da un’altezza di 60 metri! Impressionante vero? Consultate la sezione “Magnificat” per prenotare:

https://kalata.it/esperienza/santuario-di-vicoforte-magnificat-cupola-ellittica/

Se avete altro tempo o volete variare l’itinerario, le alternative nelle Langhe sono molte, da La Morra con la sua celebre Cappella a Barolo con il suo Museo del Vino; per rimanere in tema “borghi piemontesi”, io vi suggerisco di visitare Bossolasco, a circa venti minuti da Monforte (ne ho parlato qui: Piccoli borghi piemontesi – Bossolasco, il paese delle rose).

Alla prossima!

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