Valencia mon amour – tre giorni nella città spagnola

Con Valencia è stato un colpo di fulmine. In meno di mezz’ora, ci eravamo già follemente innamorati della città e stavamo guardando i prezzi degli affitti pensando che forse, quando questo viaggio sarà finito, sarebbe bello viverci. Se di Barcellona ho fatto fatica a trovare la bellezza, per Valencia è successo esattamente l’opposto: sembra davvero fatta a misura d’uomo, pensata per il benessere dei suoi abitanti, ricca di tradizione ma al tempo stesso proiettata nel futuro. Probabilmente non riuscirò a renderle giustizia, ma lasciatemi almeno tentare di spiegarvi perché Valencia ci ha conquistati fin dal primo istante.

Innanzitutto, l’atmosfera. La Ciutat Vella, con le sue stradine, le sue chiese e i palazzi in pietra che le regalano una sfumatura rosa-arancio ricorda i bei borghi antichi del nostro meridione; il centro storico di Valencia non sarebbe affatto fuori posto in Sicilia. Quando il sole comincia a calare, in particolare, tutto sembra estremamente poetico. Non posso che consigliarvi di girare senza una meta ben precisa, lasciandovi semplicemente guidare dai vostri passi e affacciandovi a ogni portone aperto che incontrerete: quando meno ve lo aspettate, potreste imbattervi in un piccolo capolavoro come quello qui sotto.

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Una piccola sorpresa incontrata girando senza meta nella Ciutat Vella

A proposito di capolavori, Valencia ne custodisce alcuni veramente stupendi, e spesso anche gratuiti. Tra questi, non potete assolutamente perdervi l’Ayuntamiento, cioè il palazzo del municipio. Si può visitare solo la mattina, ma non vi è alcun costo, e credetemi, ne vale davvero la pena. Oppure ancora, recatevi alla Basilica de la Virgen de los Desamparados (Basílica de la Mare de Déu dels Desamparats nel dialetto locale) e alzate lo sguardo verso la stupenda cupola affrescata. Nelle serate di maggio, mese mariano, potrebbe anche capitarvi di vedere esposta la statua della Madonna, oggetto di grande devozione.

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Basílica de la Mare de Déu dels Desamparats
Il salone dell’Ayuntamiento (o Ajuntament) di Valencia
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Per una piccola pausa, andate al mercato centrale. Per quanto le sue dimensioni siano ovviamente ridotte rispetto alla Boqueria di Barcellona, anche il Mercat di Valencia non dovrebbe assolutamente mancare nella vostra lista; oltre a trovarsi all’interno di un edificio già di per sé favoloso, è decisamente più vivibile, e al mattino presto – presto in base agli orari spagnoli, non dimenticatelo – i valenciani fanno ancora la spesa qui. Segno che la qualità dei prodotti è ottima e l’esperienza non sarà esageratamente turistica. Se volete potete anche fare pranzo al mercato, ma ricordate che chiude alle 15.

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Il Mercat Central

A questo punto della vostra esplorazione, avrete probabilmente notato che gran parte della città è attraversata da un parco lunghissimo, il Turia. Le sue dimensioni sono incredibili, ma quello che mi ha davvero colpita è la maniera in cui il parco è stato pensato. In precedenza il luogo era occupato da un fiume, il Turia appunto, ma a causa delle sue continue esondazioni si decise di deviarne il corso, e sul suo letto ormai asciutto venne realizzato questo magnifico parco. Immaginate, al posto dell’acqua, diversi percorsi adatti a tutti: si va dalla semplice strada pedonale, alla pista ciclabile, a una corsia apposita per chi fa jogging. A fianco, per tutta l’estensione del parco, una miriade di spazi con giochi per bambini, oppure con attrezzi per allenarsi gratuitamente, oppure ancora allestiti per i cani, aree per gli skaters e così via. Quando dicevo che Valencia è proiettata nel futuro, mi riferivo proprio a questo, all’aver pensato alle esigenze di tutti i cittadini e all’aver creato spazi volti al benessere dei suoi abitanti.

Se prima di dedicarvi alla celebrità indiscussa di Valencia, la Città delle Arti e delle Scienze, volete gustarvi qualche altro museo, sappiate che tra questi c’è quello di Belle Arti, completamente gratuito. La collezione di arte sacra è davvero ricca, ma se non è il vostro genere può essere più interessante per voi la sezione dedicata a Sorolla e ai suoi discepoli, al piano inferiore. Io personalmente conoscevo il pittore valenciano solo di nome, ma con questa visita ho potuto apprezzare una piccola parte dei suoi lavori, e sono rimasta pienamente soddisfatta.

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Museo di Belle Arti. Un bellissimo dipinto di Joaquín Sorolla

Veniamo infine proprio alla Ciutat de les Arts i les Ciències, che sicuramente avrete visto in tutte le guide su Valencia. Un’opera architettonica incredibile, frutto del lavoro di Santiago Calatrava e Félix Candela, che ha ridisegnato l’immagine della città agli occhi del mondo. La struttura modernissima non stona all’interno del contesto cittadino, e anzi si accompagna perfettamente al tratto di Turia che le passa a fianco. Vale la pena anche solo ammirarla da fuori, ma certamente tra i vari edifici ne troverete più di uno che vorrete visitare; potete scegliere tra Palau de les Arts, Hemisfèric, Oceanogràfic e Museu de les Ciències, oltre a visitare gratuitamente l’Umbracle, il giardino sopraelevato che affianca il museo. Mentre il Palau de les Arts, al momento, è aperto solo per visite guidate e in occasione di eventi, per quanto riguarda gli altri tre edifici potete scegliere in base alle vostre preferenze a quali accedere. Tenete presente che visitarli tutti in un’unica giornata è sconsigliabile, in quanto Ocèanografic e Museu sono molto grandi – e il primo anche parecchio costoso. Durante l’acquisto potete comunque scegliere di organizzare la visita su due giorni. Se vi interessano principalmente Museu e Hemisfèric, vi consiglio di recarvi alla Ciutat il mercoledì: il biglietto viene 6€ invece di 12€, ma solo se comprerete i biglietti online! Attenzione, la vantaggiosa offerta non è segnalata chiaramente da nessuna parte, ma vi basterà controllare sul sito per verificare (potete acquistarli anche sul momento, se preferite).

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Ciutat de les Arts i les Ciències
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L’Hemisfèric visto dal Museu de les Ciències

Per gli appassionati di calcio, non molto lontano dalla Ciutat si trova anche il Mestalla, lo stadio del Valencia FC. Se volete risparmiare qualcosina, potete limitarvi ad ammirare la sua imponenza dall’esterno e leggere la sua storia stampata tutto intorno lungo il perimetro, è comunque una bella esperienza.

Concludo ora parlando di cibo. Nonostante Valencia mi sia piaciuta moltissimo, devo ammettere che in questi tre giorni passati qui abbiamo fatto un po’ di fatica a trovare un locale non esageratamente costoso che ci convincesse davvero, moltissimi erano purtroppo chiusi o sembravano un po’ troppo turistici per i nostri gusti. Sicuramente non ha aiutato il fatto che la nostra visita coincidesse con l’inizio della settimana, da quanto sto notando anche in altre città spagnole ristoranti e tapas bar si animano soprattutto dal giovedì in poi (forse dipende dalla situazione post-pandemica?). Non possiamo dimenticare comunque che proprio in queste zone è nata la Paella, e vale sempre la pena assaggiarla. E se proprio avete un po’ di nostalgia della cucina italiana ma non volete rinunciare alla tipicità, un buon compromesso lo potete trovare da Bocadella: tapas italiane e spagnole in un locale dall’atmosfera familiare. Imperdibili le albondigas fatte personalmente dalla nonna di casa.

Nei prossimi giorni, i miei resoconti andalusi. A presto!

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