Granada – primi assaggi di Andalusia

Lentamente siamo scesi verso il sud del Paese, per dirigerci verso la regione più famosa di Spagna: l’Andalusia. Gli articoli che sto scrivendo prendono forma tra lunghi viaggi in autobus e interminabili soste nelle lavanderie a gettoni, o accoccolata nella hall di qualche ostello, mentre ripenso a tutto quello che sto vedendo.

Il primo incontro con Granada è stato diverso da quello che mi aspettavo. Credevo di trovare un intrico di viuzze strette circondate da dimore antiche, ma il bus si è fermato nella classica, moderna Gran Via che passa per le città spagnole. Inutile dire che sono rimasta un po’ sorpresa e, ammettiamolo, preoccupata; avevo grandi aspettative e temevo potessero essere deluse. Nulla di più sbagliato fortunatamente, è bastato addentrarsi un po’ di più nel cuore di Granada per rimanerne conquistata.

Attendiamo ancora qualche istante prima di parlare dell’Alhambra. Vale la pena assaporare l’atmosfera granadina prima di dedicarsi al suo gioiello più famoso. Curiosando tra le vie, potrete ammirare piccoli dettagli architettonici che vi racconteranno il passato musulmano della città e vi prepareranno, più tardi, alla visita della fortezza: balconi, arcate, finestre, tutto parla delle radici arabe ancora ben visibili. Il quartiere dell’Albaicìn, in particolare, con il suo profumo di tè, spezie e narghilè, è quasi un avamposto nord-africano in territorio europeo. Chiudete gli occhi e probabilmente sentirete anche il richiamo di qualche commerciante arabofono a completare la piacevole illusione. La stradina principale ricorda un piccolo suq, affollata com’è di negozietti e ristoranti. Un po’ turistico, certo, ma la qualità del cibo nei locali che ho provato era ottima, e i prezzi assolutamente onesti. La Teteria Kasbah offre anche un conveniente menu del dìa a circa 11€, che vi consiglio caldamente.

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Teteria Kasbah

Lasciata la via centrale, risalite la collina percorrendo i tortuosi sentieri acciottolati tra le case bianchissime. Troverete quasi ovunque maggiore quiete e scorci sulla città, fino ad arrivare alla cima, al  mirador di San Nicolas. Questo è uno dei miradores (punti panoramici) più noti di Granada, quindi un po’ più affollato, ma sarete pienamente ripagati dall’incredibile vista sull’Alhambra. Se siete fortunati, sullo sfondo avrete anche le montagne della Sierra Nevada. Accanto, una piccola moschea; l’ingresso non è consentito, ma potete sbirciare nel cortile interno, e gustare un ottimo tè alla menta accompagnato da un dolcetto. Forse il mio momento preferito tra quelli trascorsi in questa città.

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Vista su Granada e sull’Albaicìn da uno dei numerosi miradores
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L’Alhambra dal mirador San Nicolas
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La moschea accanto al mirador

Alla visita dell’Alhambra suggerisco di dedicarsi con calma, avendo almeno mezza giornata libera e da ben riposati, per godersela al meglio. È preferibile inoltre prenotare i biglietti online con anticipo, dato che come potrete immaginare i posti esauriscono abbastanza in fretta. Su molti blog avevo letto di comprarli addirittura mesi prima; in questa occasione non è stato necessario, ma è possibile che sia causa del Covid che ancora non ha consentito una ripresa totale dei viaggi. Sul sito ufficiale potete scegliere cosa includere nella visita, e anche un orario serale se preferite godervi lo spettacolo di notte. Noi abbiamo optato per quella generale (14€), ma c’è anche la dobla de oro che comprende i cosiddetti “monumenti andalusi”, non immediatamente sul posto ma sparsi nell’Albaicìn. Ricordate che questi ultimi sono comunque gratuiti la domenica. Ma passiamo alla domanda che sicuramente vi starete ponendo: ne vale la pena? Per me assolutamente sì! Credo sia uno dei luoghi più belli che abbia visto in vita mia, nonostante i molti turisti presenti. Magari sarò di parte, dati i miei studi da arabista, ma vi giuro che l’emozione provata non ha eguali. Stanza dopo stanza, angolo dopo angolo, continuavo a rimanere a bocca aperta, a fermarmi col naso in su ad ammirare ogni dettaglio e a tentare di immaginare cosa dovesse essere l’Alhambra nel momento di massimo splendore. Ho amato i giardini del Generalife, ma ancora di più il Palazzo Nasride: una perla araba in Europa, che dovete vedere con i vostri occhi.

L’interno dell’Alhambra
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L’Alcazaba dell’Alhambra
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I giardini del Nasrid Palace

E per quanto riguarda la cucina? Finora vi ho raccontato poco, non erano molti i posti che mi avevano colpita particolarmente, complice anche il budget limitato, ma Granada mi ha conquistata anche da questo punto di vista. Finalmente siamo riusciti a sentirci spagnoli anche noi, grazie a una tradizione che sono certa adorerete. Molti locali, infatti, offrono tapas gratuite come accompagnamento per ogni bevanda consumata. Calcolando che una birretta o un rinfrescante tinto de verano qui costano circa 2/2,50€ (a volte anche meno), capirete facilmente che con 6 o 7€ avete la possibilità di assaggiare diversi piatti e bere più volte. Le porzioni sono spesso anche abbastanza abbondanti, pertanto poche tapas equivalgono a un pasto intero. In alcuni tapas bar non potete scegliere cosa mangiare, in altri sì, ma difficilmente rimarrete delusi. In particolare, vi suggerisco tre posti che ho provato dopo averli scoperti su un altro blog (https://www.willflyforfood.net/) e che dovreste includere anche voi nella vostra lista.

1. La Sitarilla. Famosissimo in città, dovreste andarci per le porzioni abbondanti, l’atmosfera e lo stile tipici – vedrete ceramiche blu e statuine religiose ovunque – ma soprattutto per l’anziano “barman”: un uomo di altri tempi che renderà la vostra esperienza più autentica. Me lo immagino a fare lo stesso lavoro da cinquant’anni, camminando incessantemente dietro al bancone, con quella piccola attenzione per tutti che nella sua semplicità fa sentire subito ben accolti.

2. Poë. Un tapas bar etnico, gestito da un inglese innamoratosi a tal punto di Granada da decidere di iniziarvi la sua nuova vita. I piattini fusion sono veramente deliziosi, e anche qui l’esperienza è ancora più bella sedendosi al bancone e scambiando due chiacchiere col titolare e gli altri avventori. Da Poë potete scegliere voi la tapa che preferite.

3. Babel world fusion. Un altro tapas bar etnico, che mescola cucina asiatica di diversi paesi con quella spagnola. Le porzioni sono un po’ più piccole rispetto agli altri due locali, ma comunque economiche e molto buone. Anche qui potete scegliere voi che tapas ordinare.

Concludo dandovi questa volta un consiglio anche su dove alloggiare. Noi siamo rimasti molto soddisfatti del Rooms Vita & Bar, un ostello che però non sembra affatto un ostello, anzi. Camere private dal design moderno e accattivante, bar in loco ricco di prodotti naturali e una posizione comodissima sia per il centro che per l’Alhambra lo rendono davvero un posto piacevole in cui soggiornare. Eccellente anche la pulizia, il meglio che abbiamo trovato in Spagna fino a questo momento.

A presto!

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