Il viaggio in Andalusia prosegue verso Siviglia. Maggio non è ancora finito, ma le temperature superano già di parecchio i trenta gradi. Le aspettative sono altissime, forse anche più del solito; capita con quei luoghi di cui si sente sempre parlare entusiasticamente, tanto da non farsi neanche sfiorare dal timore di una eventuale delusione. Era questo per me il caso di Siviglia: tutte le persone che conosco non facevano che dirmi quanto fosse bella la città. Nessun dubbio quindi, dovevo assolutamente vederla con i miei occhi.
Come nel caso di Barcellona, però, mi sono subito scontrata con un problema di budget, dovuto ai prezzi in generale abbastanza elevati e ai biglietti di ingresso non proprio economici per i vari musei e palazzi. Fortunatamente, ci sono buone notizie su questo fronte: molti di questi offrono alcune ore di accesso gratuito il lunedì, se passate a Siviglia a inizio settimana potete cercare di approfittarne! Non fate come me, che sono rimasta a bocca asciutta causa esaurimento posti perché ho scoperto la cosa solo pochi giorni prima. In particolare, per l’Alcazar e la Cattedrale vi conviene muovervi in fretta (almeno qualche settimana di anticipo).
Ma come cercare di risparmiare se non si riesce a cogliere un’opportunità come quella del lunedì? Anche questa volta, vi propongo alcune attività ed esperienze gratuite o comunque a basso costo.
1. Plaza de España
Per fortuna, la piazza più celebre del Paese può essere visitata senza dover sborsare un euro. Probabilmente l’avete vista tutti in foto, e vi assicuro che dal vivo è davvero imponente come sembra. Ma Plaza de España colpisce soprattutto per gli stupendi azulejos che la ornano, in particolare quelli delle panchine che rappresentano le province spagnole con stemmi, mappe e raffigurazioni di eventi storici. Volendo potete anche fare un giro lungo il canale che attraversa la piazza, con una piccola barchetta.



Ammirata la bellezza della piazza, veniamo però alle note dolenti… Ho infatti trovato il luogo un po’ sporco e trascurato, così come il parco circostante e in generale tutta la città. Un vero peccato, che per quanto non tolga nulla alla magnificenza di quest’opera architettonica, certamente ha guastato leggermente la visita.
2. Plaza del Cabildo
In questo caso parliamo di una piazza nascosta, quasi segreta. E’ in pieno centro, a pochi passi dalla cattedrale, ma bisogna prestare molta attenzione per vederla, custodita com’è all’interno di un cortile. La Plaza del Cabildo (o Plaza El Cabildo) non è sicuramente famosa come la sorella maggiore, ma va vista per la particolare forma e per la sua quiete, in contrasto con il viavai caotico pochi passi più in là. Sotto il porticato che la circonda, potete anche acquistare dei dolcetti realizzati dalle monache di clausura.

3. La Cattedrale
Poco fa vi ho parlato di un biglietto di ingresso per la cattedrale, ma c’è un piccolo trucchetto per sbirciare all’interno, almeno in parte, prima di decidere se può interessarvi anche la visita completa. La mattina, infatti, vedrete aperta una porta laterale, che vi permetterà di dare un’occhiata gratuitamente. Non ho trovato orari precisi, ma nei giorni in cui ero in città ho potuto verificare che l’accesso era possibile anche dopo le 11. Se deciderete poi di proseguire con un tour più approfondito dell’edificio, a questo biglietto potrete abbinare quello della Giralda, l’altissima torre campanaria (un tempo minareto), da cui godrete di una bella vista su Siviglia e sulla cattedrale stessa.

Anche qui, purtroppo, segnalo un piccolo dettaglio che, almeno per me, è una nota negativa: tutta la zona pullula di moderni cocchieri che cercheranno di vendervi un giro in carrozza per il centro. Il risultato è, nuovamente, sporcizia e degrado – e magari un po’ di fastidio se siete particolarmente amanti dei cavalli e vi disturba vederli utilizzati in attività di questo tipo. Paradossalmente, le carrozze sembrano essere meno presenti durante il weekend, quando la città pare darsi una ripulita per la vera invasione di turisti – comunque già presenti in quantità notevoli durante la settimana – e tutti i negozianti lavano e profumano accuratamente i marciapiedi.
4. Archivio delle Indie e Torre del Oro
A pochi passi, si trova l’Archivo General de Indias, anch’esso patrimonio Unesco insieme a Cattedrale, Giralda e Alcazar. Inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità in quanto raro esempio di architettura rinascimentale spagnola a ispirazione italiana, ancora oggi l’archivio custodisce migliaia di volumi e documenti antichi, che possono essere consultati dagli studiosi. Le sale destinate alle esposizioni sono ad accesso gratuito, senza prenotazione (eccetto gruppi numerosi).
Ci spostiamo poi alla Torre del Oro, fatta costruire dagli Almohadi nel XIII secolo a scopo difensivo e di controllo. Situata ai margini del centro, la torre si affaccia sul Guadalquivir e ospita oggi il Museo Navale di Siviglia, visitabile con una piccola donazione facoltativa. Insieme all’Alcazar e alla Giralda, costituisce una traccia della dominazione araba ancora ben visibile tra l’architettura cittadina, sebbene l’influenza musulmana sia qui meno evidente che a Granada.
5. Mercato artigianale El Postigo
Siviglia offre moltissime opportunità di shopping, ma se volete qualcosa di speciale e non acquistato nei soliti negozi, date un’occhiata a El Postigo, un mercatino coperto dove si vendono oggetti artigianali quali gioielli, maioliche, soprammobili di vario genere… Troverete sicuramente un’idea regalo carina un po’ diversa dai souvenir standard, per voi o per la vostra famiglia.
6. Museo di Belle Arti e Museo delle Arti e dei Costumi Popolari
Nella ricca offerta culturale di Siviglia questi due musei passano un po’ in secondo piano, ma come abbiamo detto le attrazioni di punta della città possono essere costose. Il Museo di Belle Arti e quello di Arti e Costumi Popolari sono invece entrambi gratuiti per tutti i cittadini dell’Unione Europea (1,50€ per tutti gli altri) ed entrambi ospitati all’interno di splendidi edifici: un antico convento il primo, il Pabellón Mudéjar il secondo. Due piccole oasi di pace in cui ritirarsi per qualche ora lontano dalla folla, ammirando due collezioni di grande importanza.

7. Quartiere di Triana
Su molti blog troverete Triana nell’elenco dei quartieri da vedere a Siviglia. Viene spesso descritto come tradizionale e autentico, uno dei pochi posti in città dove non troverete solo turisti ma soprattutto residenti del luogo. Sinceramente non mi è parso affatto così, ma lo inserisco comunque nella mia lista perché c’è un mercato coperto – non molto grande, ma ormai sapete quanto mi piacciono i mercati – e un locale dove avrete una tapa inclusa con la bevanda, esattamente come succedeva a Granada. Andate alla Cervecería La Grande, sulla calle principale, ordinate una birra e vi serviranno anche un piattino di gamberetti freschissimi. Un locale d’altri tempi, dove si usa ancora segnare il totale del conto scrivendolo con il gessetto direttamente sul bancone. Sfortunatamente l’unico posto al di fuori di Granada dove ho ritrovato la tapa inclusa nella consumazione, propongo una petizione per convincere tutto il resto del Paese a fare lo stesso!
8. L’Alcazar
Se dovete scegliere una sola visita a pagamento e non siete riusciti a sfruttare il lunedì gratuito, a mio parere dovreste optare per l’Alcazar, uno dei maggiori esempi di arte mudéjar (uno stile architettonico cristiano che incorpora elementi di ispirazione araba) della regione. In origine era un forte musulmano, a sua volta costruito sopra rovine di epoca romana, poi modificato da Pietro I di Castiglia. Nel corso dei secoli, si sono quindi sovrapposte influenze diverse, che hanno portato al risultato odierno: uno splendido mix culturale che potete ammirare in parte nelle foto qui sotto.




Ancora una volta, devo tuttavia fare una critica… Il biglietto continua ad aumentare ogni anno, siamo passati dai circa 7€ di qualche anno fa ai 13,50€ attuali, non compensati però da una cura adeguata del luogo. Credo inoltre che venga consentito l’accesso a troppe persone contemporaneamente: a differenza dell’Alhambra dove, nonostante il grandissimo numero di visitatori, la permanenza risulta comunque piacevole, all’Alcazar mi sono sentita perennemente “soffocata” dalla presenza delle altre persone, e non sono riuscita a godermi davvero la magnificenza del luogo. Di nuovo, un vero peccato!
9. Alameda
Per un’uscita serale fuori dal centro eccessivamente turistico, consiglio la zona intorno all’Alameda de Hércules, ricca di locali di diverso genere. Certo, non ci sono solo spagnoli, ma la loro percentuale in quest’area è sicuramente maggiore. Per non smentirmi, anche qui ho trovato un posto che abbina birra artigianale e ottimo cibo, Maquila. Da provare.
10. La coda di toro
Quando possibile, bisognerebbe sempre assaggiare la cucina tipica della zona in cui ci si reca, ancora meglio se l’opportunità è economica! A Siviglia potete gustare la cola de toro, cioè la coda di toro: una sorta di stufato che assume sfumature differenti a seconda del vino in cui viene cotta la carne. Per una versione un po’ più particolare, ordinatela da Sal Gorda; per poco più di 5€, vi serviranno un piattino da acquolina in bocca, grazie alla morbidezza della carne e all’aggiunta della loro salsa teriyaki.
In conclusione, Siviglia ha rispettato le aspettative? Le mie, mi spiace dirlo, no… Rileggendo quello che ho scritto, realizzo che tra ciò che ho visto e fatto ci sono molte cose positive, ma non posso negare che sono molte anche quelle che mi hanno deluso o dato fastidio mentre ero lì. Troppi turisti, prezzi alti, trascuratezza e degrado mi hanno sinceramente scoraggiata. Come accennavo, tuttavia, dal venerdì in poi la città sembra decisamente più pulita e vivibile, nonostante il maggior numero di persone, e il capoluogo andaluso va comunque visto per quanto ha da offrire. In base alla mia esperienza, consiglio una visita nel weekend – magari includendo anche il lunedì per beneficiare dei musei gratuiti – organizzando con attenzione le visite, meglio se con largo anticipo per risparmiare qualcosina. Mi auguro in ogni caso che si troverà il modo di garantire a Siviglia il livello di cura che si merita, la città non può che trarne vantaggio.
Nelle prossime settimane, si va in Portogallo. Stay tuned!
