Budapest – quattro giorni per innamorarsi (ma bastano due secondi)

Credo di poterlo affermare senza timore di essere contraddetta: Budapest è una delle città più belle d’Europa. Appena arrivati abbiamo capito subito che i giorni di permanenza programmati non sarebbero stati sufficienti, ed è stata infatti una delle due occasioni, durante questo viaggio nel continente, in cui eravamo pronti a prolungare il nostro soggiorno. Purtroppo non è stato possibile in quanto proprio in quel periodo si svolgeva il Gran Premio di Formula 1, che ha portato a poca disponibilità di sistemazioni e prezzi elevati. Credetemi, sono dispiaciuta ancora adesso se ci penso.

Grandi eventi a parte, però, Budapest si è rivelata economica oltre che stupenda. Quattro notti in un appartamento in zona centrale ci sono costati meno di 180€ totali (45€ a notte da dividere per due); anche mangiare fuori o fare la spesa al supermercato conviene moltissimo rispetto agli standard italiani. Non guasta inoltre il fatto che si possa pagare quasi ovunque con la carta, noi non abbiamo nemmeno dovuto cambiare i nostri euro in fiorini per una permanenza così breve.

Tutte buone notizie quindi? Direi di sì, e a quanto già scritto aggiungo la gentilezza degli abitanti. Se vi vedranno dubbiosi non esiteranno ad aiutarvi prima ancora che lo chiediate; anche coloro che non parlano inglese – generalmente i più anziani – si faranno in quattro per assistervi.

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L’inconfondibile panorama di Budapest con il suo parlamento che si affaccia sul Danubio

Anche senza gli elementi positivi citati, per conquistare i cuori basterebbe da sola la bellezza degli edifici e degli scorci più famosi della città. Come non innamorarsi del panorama di Budapest che si affaccia sul Danubio con il suo maestoso parlamento, dei suoi ponti e delle sue terme storiche, delle grandi sinagoghe nel quartiere ebraico? Se dovessi trovare un difetto, vi direi la difficoltà di decidere da dove iniziare il vostro tour tra tutte queste meraviglie. Per aiutarvi un pochino, vi propongo l’itinerario che abbiamo seguito noi; è un itinerario molto tranquillo, che volendo lascia spazio per fare tanto altro nel corso della giornata – noi ad esempio abbiamo passato molto di quel tempo libero a mangiare e bere in giro per locali, dato il gran caldo di quei giorni, ma voi potete dedicarvi a ulteriori visite se preferite.

Giorno 1 – Il quartiere ebraico

Spesso si arriva in un luogo non prima del pomeriggio, tra viaggio e check-in vari, e magari si è anche stanchi. A noi piace sempre prendercela abbastanza comoda, preferiamo fare meno cose ma godercele di più; non siamo i tipi che in pochi giorni vogliono concentrare tutto il possibile se possiamo evitare. In questo caso siamo arrivati a Budapest nel tardo pomeriggio, quindi per la prima sera ci siamo limitati a un giro nei dintorni dell’appartamento. Per fortuna eravamo nel quartiere ebraico, che si anima soprattutto in quel momento della giornata; ci sono tantissimi ristoranti e locali di ogni genere, da quelli più tradizionali a quelli più “hipster”: che abbiate voglia di gulash, ramen o hummus, troverete quello che fa per voi. Non mancano inoltre stand di street food e i celebri “ruin pubs”, che occupano ex edifici abbandonati e cortili più o meno fatiscenti. Nel frattempo potete anche girovagare tra le vie e ammirare la Grande Sinagoga e, se arrivate più presto di noi, visitare quest’ultima o le sinagoghe “minori” oltre al museo ebraico; i vari biglietti di ingresso però non sono sempre economici. Il quartiere ebraico concentra in sé gli ingredienti chiave che vi faranno amare Budapest: l’eleganza, la storia, l’atmosfera vivace e allegra ma al tempo stesso quieta e rispettosa del difficile passato della città.

Giorno 2 – il teatro, la basilica e il parlamento

A pochi passi da Andrássy út, la grande via dedicata allo shopping di lusso, si trova la Basilica di Santo Stefano, che custodisce una preziosa reliquia, la mano destra del primo re d’Ungheria (Stefano appunto). Fino a qualche tempo fa era possibile visitare gratuitamente almeno l’area principale della chiesa, ma ora è tutto a pagamento, con due biglietti separati: uno per la Basilica, l’altro per il tesoro e la salita sulla torre. L’edificio è comunque molto imponente e vale la pena dare un’occhiata almeno dall’esterno.

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La basilica di Santo Stefano

Poco distante c’è una vera chicca, questa volta veramente a costo zero. Potete infatti entrare all’interno del teatro dell’opera e ammirare il meraviglioso ingresso senza dover acquistare alcun biglietto. Non perdete l’occasione, gli affreschi e le decorazioni sono magnifici.

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Il portico di ingresso del teatro dell’opera
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L’interno del teatro

Nella stessa giornata potete dedicarvi tranquillamente anche alla visita del parlamento. Non dovrete riflettere molto per decidere, il parlamento ungherese è probabilmente il più bello in Europa e sarebbe un peccato non entrare. I tour, solo guidati, si tengono in diverse lingue, compreso l’italiano; la durata è di circa 45 minuti, con un costo al cambio attuale intorno ai 10€ a persona. Consiglio di prenotare i biglietti il giorno prima perché i posti disponibili per i turni in italiano non sono moltissimi; l’acquisto online tramite il sito ufficiale, inoltre, vi permetterà di evitare la coda una volta arrivati, in quanto quella per il semplice ritiro del ticket è molto più breve. Se il vostro tempo a Budapest è limitato e dovete fare una scelta, il parlamento non può mancare dalla vostra lista, e sicuramente anche dai vostri scatti (sia di giorno che di sera).

Il Parlamento di Budapest
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Uno dei bellissimi corridoi del palazzo

Non esagero nel dirvi che l’interno dell’edificio è completamente, finemente decorato con dettagli sfarzosissimi, da far invidia al palazzo di un re. Ho cercato di darvi un assaggio dalle foto, ma nel corso della visita vedrete molto, molto di più.

Giorno 3 – il mercato centrale, i bagni Gellert e il complesso del castello

Per questa terza giornata è necessario camminare un po’ di più, ma se preferite i mezzi pubblici sono puliti ed efficienti – in particolare i tram – e per gli standard torinesi a cui sono abituata anche abbastanza economici. Si parte al mattino con una tappa al grande mercato centrale, per fare uno spuntino o magari qualche acquisto. Attenzione però, anche se molti banchi accettano gli euro oltre ai fiorini il pagamento nella nostra valuta non è conveniente, perché i commercianti applicano un prezzo molto più alto rispetto all’equivalente in moneta locale; valutate l’idea di cambiare un po’ di soldi se pensate di comprare qualcosa.

Dopo la visita al mercato, attraversate lo Szabadság híd – o Liberty Bridge, per un’alternativa pronunciabile – per raggiungere i celebri bagni Gellert, il complesso termale più famoso di Budapest insieme allo Széchenyi. Il ponte a mio parere è molto affascinante, seppur meno conosciuto di quelle delle Catene, al momento chiuso per lavori. Oltre il ponte vedrete la collina di Gellert, che vi offrirà una vista panoramica sulla città e altre attrazioni, se ve la sentite di affrontare la salita.

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Szabadság híd, o Liberty Bridge, e la collina Gellert con il monumento alla libertà sullo sfondo

A questo punto dovete decidere se godervi qualche ora alle terme, approfittando anche del fatto che i bagni Gellert sono piuttosto economici; se optate per fermarvi, consiglio di dividere l’itinerario qui proposto su giorni diversi, in quanto la visita al complesso del castello può richiedere diverse ore da sola ed è abbastanza stancante. Per coloro che decidessero invece di proseguire, approfittatene comunque per sbirciare all’interno delle terme e ammirare l’architettura dell’ingresso.

Arrivati finalmente al castello e superato l’attimo di mancamento per le dimensioni della “città nella città”, prendetevi il tempo necessario per ammirare il panorama. Il parlamento, il Danubio, i ponti: la vista è talmente meravigliosa che siamo tornati anche la sera, a goderci l’emozione per la seconda volta nel corso della stessa giornata.

Budapest vista dal castello

La passeggiata all’interno delle mura è gratuita e fattibile anche la sera, mentre per la visita ai singoli monumenti ed edifici è necessario acquistare biglietti separati. C’è veramente tanto da fare: musei e gallerie, la Chiesa di Mattia, il Bastione dei Pescatori, la Biblioteca… Difficile vedere tutto, l’ardua selezione sta a voi. Consultate i siti ufficiali per verificare prezzi e orari individuali. Se siete in zona intorno alle 12, inoltre, potete osservare la cerimonia del cambio della guardia davanti al palazzo presidenziale. Il rito è probabilmente meno famoso di quello di Praga, ma è comunque suggestivo per gli amanti del genere.

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La statua dedicata a Stefano I e il bastione dei pescatori
La scalinata del bastione

Vi confesso un piccolo segreto: quando siamo tornati la sera i tornelli per accedere al livello superiore dei bastioni erano aperti, quindi siamo potuti salire gratis… Ma credo si trattasse di un errore, non penso che normalmente siano accessibili a quell’ora. Tentar non nuoce, comunque.

Giorno 4 – il Városliget e i bagni Széchenyi

L’ultimo giorno volevamo dedicarlo a un po’ di relax in mezzo al verde, e per farlo ci è sembrato indicato il grandissimo parco pubblico cittadino, il Városliget. Non è un semplice spazio verde, ma quasi un centro multifunzionale all’interno del quale coesistono realtà molto differenti tra loro: un castello, un palazzo della musica, uno zoo, le terme… In inverno anche un’enorme pista di pattinaggio sul ghiaccio. La metropolitana vi porta direttamente nell’area del parco dove si trovano i famosissimi bagni Széchenyi, ma a essere sincera ho trovato questa zona un po’ trascurata. Molto più gradevole invece la passeggiata intorno al castello e al palazzo della musica, che vi consiglio di visitare anche all’interno. I bambini apprezzeranno soprattutto l’area giochi, anch’essa a tema musicale, di fianco al palazzo – una piacevole variazione del classico parco giochi con giostrine e scivoli che sono certa li divertirà. Ai margini del parco troverete inoltre Piazza degli Eroi, una delle piazze più importanti della città.

La piazza degli eroi

Come promesso, l’itinerario ha tempistiche abbastanza larghe e vi lascerà comunque qualche ora extra per ulteriori visite, per rilassarvi, provare mille ristoranti e caffetterie diversi, fare shopping, oppure ancora per sbrigare le varie faccende che incombono se si viaggia per diverse settimane di fila – lavatrici, organizzazione delle tappe successive del viaggio, questioni burocratiche. Non esagerate però, le distanze non sono lunghissime ma nemmeno troppo brevi, e lasciarsi rapire dall’atmosfera cittadina è molto facile; il tempo passerà più in fretta di quanto sembri, per questo alla fine i giorni di pernottamento non ci sono parsi sufficienti. Ecco il vero problema della capitale ungherese: arrivato il momento di partire, c’è sempre qualcosa che non si è riusciti a fare, o qualcosa che avremmo voluto rivedere ancora e ancora. Budapest, ci incontreremo di nuovo.

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