Se vi recate in Malesia partendo dall’Italia, quasi sicuramente la vostra prima tappa sarà la capitale, Kuala Lumpur. I collegamenti aerei non mancano; noi abbiamo deciso di iniziare da qui il nostro viaggio nel sud-est asiatico proprio per la comodità e il prezzo del volo, molto più economico rispetto ad altre mete della regione: circa 350€ a testa partendo da Malpensa, con un solo scalo a Doha, viaggiando con Qatar Airways. Con il senno di poi, la decisione di cominciare dalla Malesia è stata azzeccata anche per un altro, importante, motivo: era la giusta introduzione a una parte di mondo che non conoscevamo, ma che sapevamo essere molto diversa da ciò a cui eravamo abituati. Il grado di diversità qui, soprattutto nel caso di Kuala Lumpur, è perfettamente gestibile anche al novello backpacker che si appresta a questo tipo di esperienza per la prima volta.
Ma com’è fatta davvero la città? La mia prima impressione è stata quella di un luogo in rapido cambiamento, che dev’essersi trasformato in una metropoli quasi futuristica nel giro di pochissimo tempo. Grattacieli altissimi e ambiziose opere architettoniche sembrano nascere come funghi in mezzo a piccoli pezzi di giungla che per ora resistono all’urbanizzazione selvaggia, offrendo riparo dal sole cocente – ma non dal caldo, per quello esiste l’onnipresente aria condizionata. Molto più in basso, tra un edificio ultramoderno e l’altro, potete ancora trovare porzioni di quartiere dove si nascondono case popolari un po’ logore, bancarelle minuscole e ristoranti di ogni tipo (e qualità).

Prima di passare ai consigli su cosa vedere, parliamo di informazioni pratiche. Per una generica introduzione alla Malesia, vi rimando al mio articolo Malesia – Cosa dovreste sapere prima di partire. Veniamo ora a Kuala Lumpur nello specifico.
Come arrivare a KL dall’aeroporto
Una prima soluzione, rapida ma abbastanza economica, è data dal KLIA Express, il treno che parte direttamente all’interno dell’aeroporto e vi porta a KL Sentral, la stazione principale di Kuala Lumpur. Durata del viaggio: 30-40 minuti a seconda del terminal da cui lo prendete. Costo: 55 ringgit a persona (circa 11-12€). In alternativa, potete prendere l’Airport Coach bus, con durata – in teoria – di un’ora e un costo inferiore ai 3€. L’opzione più veloce è ovviamente il taxi, con un costo approssimativo di 75-95 ringgit (circa 18€), ma le tempistiche non sono molto più brevi rispetto al treno, quindi a mio parere risulta poco conveniente. Potete comunque scaricare l’app Grab – una sorta di Uber del sud-est asiatico per autisti privati e tassisti – e dare un’occhiata alle loro tariffe, spesso sono inferiori a quelle dei taxi classici.
Trasporti locali
Una volta arrivati in città, avrete a disposizione diversi mezzi di trasporto, ma purtroppo non tutte le aree di interesse turistico sono coperte dal servizio pubblico o raggiungibili a piedi. In questi casi, la soluzione migliore è appunto Grab; vi offre il vantaggio di una tariffa stabilita prima della prenotazione, senza il rischio di incorrere in tassametri modificati (quando non assenti), e soprattutto in Malesia i prezzi sono davvero bassi. Io ero dubbiosa, non mi piace prendere il taxi e non credevo potesse essere così conveniente, ma vi assicuro che mi sono ricreduta completamente.
Quando invece avete la possibilità di utilizzare i mezzi pubblici, ci sono due opzioni molto interessanti. La prima è la KL Monorail, che serve parte del centro cittadino; i biglietti variano a seconda della vostra destinazione, ma rimangono comunque economici. Munitevi però di contanti perché al momento sono l’unica forma di pagamento accettata, a meno di non acquistare abbonamenti a lungo termine. Per alcune zone specifiche esiste infine il Go-KL City Bus, totalmente gratuito. Le sue tre linee possono esservi utili per determinate destinazioni, ma con dei limiti; si incrociano in pochissimi punti e seguono percorsi ridotti, oltre al fatto che spesso non è facile capire dove siano le fermate, sia in salita che in fase di discesa. In alcuni casi il Go-KL però è comodo, a patto che il vostro hotel sia situato in prossimità di una delle linee; considerate che nel corso del vostro viaggio dovrete probabilmente ricorrere a una combinazione delle varie opzioni di trasporto.
Cosa vedere
Tra tutti i Paesi del sud-est asiatico che ho visitato in questi mesi, la Malesia è l’unica in cui vi consiglio di fare un salto al centro di informazioni turistiche. Mentre nelle nazioni vicine i punti informativi sono quasi sempre assenti o sostituiti da miriadi di agenzie di viaggio di dubbia reputazione, l’ufficio turistico di Kuala Lumpur è una buona base di partenza se volete ottenere qualche spunto utile su cosa visitare non solo in città, ma in Malesia in generale. Il personale è molto gentile e vi fornirà gratuitamente mappe e dépliants (prendete quella del Go-KL City Bus, vi servirà). La sede non è lontana dalle Petronas, pertanto è comoda da raggiungere prima di iniziare i vostri tour. Se volete farvi un’idea di cosa vedere a Kuala Lumpur prima ancora di arrivare, leggete qui sotto quello che secondo me non dovreste perdervi.
Petronas Towers e Suria KLCC

Simbolo indiscusso di Kuala Lumpur e probabilmente dell’intera Malesia, le Petronas sono le torri gemelle più alte del mondo, anche se hanno perso il primato di edificio più alto in assoluto nel 2005. Alla base si trova uno dei centri commerciali più popolari della città, il Suria KLCC, dedicato soprattutto all’abbigliamento di lusso. Fate un giro all’interno: il Suria è enorme, con un design molto curato, e troverete moltissimi locali per il pranzo, oltre a un grandissimo supermercato. Sul retro è situato inoltre un parco da cui godere di una bella vista sulle torri e sui grattacieli circostanti, dove i bambini potranno giocare o fare un bagno in piscina. Il vero punto di interesse però si trova ovviamente all’86esimo piano delle Petronas, all’Observation Deck. Se vi interessa la visita, prenotate il biglietto con anticipo; i posti esauriscono almeno quattro o cinque giorni prima. Ma niente paura, in città c’è un altro punto panoramico ancora più alto, e con vista proprio sulle due torri: la Menara Tower, conosciuta semplicemente come KL Tower.
Menara Tower

Forse non sarà famosa fuori dalla sua patria come le Petronas, ma la Menara Tower è molto amata dagli abitanti di Kuala Lumpur. Dalla sua cima potete ammirare le Petronas e Merdeka 118, il grattacielo quasi ultimato che sarà a breve il secondo edificio più alto del mondo. Ci sono diversi tipi di biglietto; quello standard include l’Observation Deck e lo Sky Deck, una struttura interamente trasparente che vi permette – in un tempo limitato – di guardare lo skyline cittadino sotto i vostri piedi. È sconsigliato ovviamente a chi soffre di vertigini, ma per gli altri è un ottima occasione di scattare qualche foto indimenticabile. Chi lo desidera può anche farsi fare un breve servizio fotografico da un professionista. Il biglietto purtroppo è più caro di quello delle Petronas, circa 22€ contro 17€, ma la vista è magnifica. I più coraggiosi possono provare anche la camminata sospesa nel vuoto, sorretti da imbragature.
Le tre anime della città
Vi ho accennato, nel mio articolo introduttivo alla Malesia, di come il Paese sia un mix di influenze culturali diverse. Sebbene ciò sia più chiaramente visibile in città quali George Town e Malacca, Kuala Lumpur non è esente da questo discorso. In particolare, non perdetevi:
• Per un assaggio della cultura malay, la Moschea Nazionale e il Museo di Arte Islamica. La Moschea Nazionale è il principale luogo di culto per la componente musulmana della popolazione, i malay. Potete visitarla gratuitamente e, se lo desiderate, i volontari vi faranno anche da guida (sempre in maniera assolutamente gratuita). La ragazza che ci ha accompagnato è stata molto gentile e ha risposto a tutte le nostre domande, permettendoci di fare un lungo giro anche se l’orario di ingresso per i turisti era in teoria terminato. Ricordate che il venerdì e in orario di preghiera le visite potrebbero essere sospese. Quando siete in zona, consiglio anche un salto al Museo di Arte Islamica; io l’ho trovato stupendo e ci ho trascorso diverse ore, perdendomi tra i meravigliosi Corani, i tessuti e le armi.

• Per un assaggio della cultura cinese in Malesia, Chinatown e il tempio del clan Chan She Shu Yuen. Molte città nel sud-est asiatico hanno Chinatown più o meno grandi, ciascuna diversa dall’altra; quella di Kuala Lumpur è abbastanza contenuta e a mio parere meno bella di quella di George Town (di cui vi parlerò nel prossimo articolo), ma potete fare qualche buon acquisto se vi interessano gli articoli firmati, soprattutto sportivi. Intorno ai banchi di Petaling Street ci sono poi i tipici negozi di erbe medicinali, gioielli e strani ingredienti che accomunano tutte le Chinatown del sud-est asiatico, oltre a diversi ristoranti, che però devo ammettere non mi sono sembrati il massimo dell’igiene. Per quanto riguarda l’aspetto religioso, i templi dedicati ai culti professati dalle comunità cinesi in Malesia (principalmente buddismo e confucianesimo) sono moltissimi; se avete poco tempo, i più facili da raggiungere sono quelli del clan Chan She Shu Yuen e il Guan Di, vicinissimo al tempio hindu Sri Mahamariamman.

• Per un assaggio della cultura indiana, Little India e il tempio Sri Mahamariamman. Anche in questo caso, ho trovato più bello il quartiere indiano di George Town, ma credo sia sempre affascinante osservare il modo in cui una determinata comunità si crea un proprio spazio in luoghi diversi, tra punti in comune e differenze. Dirigetevi verso la zona di Brickfields, ma prima fermatevi al tempio Sri Mahamariamman per una pausa spirituale. Dovrete pagare una piccolissima somma per lasciare le vostre scarpe all’ingresso.

Spazi verdi
Kuala Lumpur è una città molto trafficata, dove nessuno si sposta a piedi e gli attraversamenti pedonali sono praticamente assenti. Per alleviare un po’ lo stress, potete rilassarvi al grande giardino botanico. Con un pizzico di fortuna, incontrerete scoiattoli, cerbiatti e anche qualche iguana che scorrazza libera per il parco. Al momento il giardino è raggiungibile solo con Grab o taxi.
Nei dintorni di Kuala Lumpur, le Batu Caves
Le Batu Caves sono sicuramente l’attrazione più famosa nei dintorni di KL. Nominate in ogni guida di viaggio, si tratta di una serie di grotte al cui interno si trovano diversi tempietti induisti, popolati da numerose scimmie. Data la loro celebrità, anche noi siamo andati a vederle, ma devo dire che sono rimasta delusa: le ho trovate molto sporche, troppo affollate e non così incredibili, oltre al fatto che ho vissuto la scalata alle grotte con l’ansia di essere attaccata dalle scimmie, abbastanza aggressive. Se siete comunque curiosi, potete raggiungere le Batu Caves con il Kommuter Train; la fermata è appena fuori dalle grotte. Attenzione, appena usciti troverete già schierati i dispettosi primati, non portate con voi cibo o borsine in bella vista perché le ladruncole ne sono attratte e potrebbero rubarli, o peggio, mordervi. Una volta arrivati, potete scegliere se visitare solo la caverna principale, a cui si accede tramite una lunga, colorata scalinata, o anche le grotte circostanti (queste ultime a pagamento). Per evitare almeno parte della folla, cercate di essere sul posto molto presto: dalle 9 in poi le Batu Caves sono già gremite. La visita alla sola grotta principale richiede circa mezz’ora.

I centri commerciali
Normalmente non considererei un centro commerciale come un’attrazione turistica, ma nel caso di Kuala Lumpur farò un’eccezione. I centri commerciali infatti qui sono colorati, divertenti, enormi, esagerati; ognuno ha uno stile diverso e spesso gli allestimenti cambiano a seconda delle stagioni e delle festività. Alcuni hanno al loro interno interi piani dedicati a precise tematiche, sovente riguardanti il Giappone, per il quale i malesi sembrano nutrire una grande passione. Tra i più belli, il Lot10, il Pavilion e LaLaPort (catena non a caso giapponese).
Dove mangiare
La Malesia è una meta gastronomica affascinante, grazie al mix di cucine derivanti dalle diverse popolazioni che la abitano; non avrete problemi a trovare un posto adatto al vostro budget. Le scelte più economiche sono date dalle bancarelle, anche se a Kuala Lumpur sono meno presenti rispetto alle città più piccole. Non è sempre facile trovarle, perché spesso vengono allestite per appena un paio d’ore e non per forza nello stesso posto; provate la zona degli uffici sotto la Menara Tower in orario di pranzo se siete curiosi, oppure la celebre Jalan Alor, la strada culinaria più famosa di KL. Qui trovate non solo bancarelle, ma anche tanti ristorantini, sebbene molto turistici. Salendo a un livello un pizzico più “lussuoso”, tutti i centri commerciali offrono ricche food court e un’ampia scelta di ristoranti per tutte le tasche. Io ci ho mangiato molto spesso, in quanto offrono di solito buona qualità unita a garanzie di igiene superiori, oltre al comfort di un posto a sedere al fresco. Il grado di lusso più alto è dato infine dai ristoranti; calcolate tasse aggiuntive del 7% e del 10% sui locali più chic.
Da provare:
• Samad Al Iraqi, cucina araba
• Kumo Ramen (interno del Lot10), per un ramen buono come l’originale
• Hutong, la galleria del Lot10 dedicata al cibo cinese
• % Arabica, catena giapponese che propone caffè eccellente
• Feeka, per un ottimo brunch
Dove dormire
Non è difficile trovare una buona sistemazione a Kuala Lumpur: gli hotel di catene internazionali abbondano, così come gli ostelli. Per risparmiare, provate il The Bed KLCC, ostello non lontano dalle Petronas e dalla Menara Tower; la camera privata (senza finestra) con bagno in comune viene circa 11-12€ a testa, il letto in camerata la metà. Se preferite un maggiore comfort senza spendere una fortuna, straconsiglio il CitizenM, accanto a Jalan Alor; le camere sono moderne, pulite e molto silenziose, l’arredamento di design. Una doppia viene circa 20-25€ a testa a notte.
Non perdetevi il prossimo articolo su George Town, una delle mete più interessanti del sud-est asiatico!

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