George Town – il turismo gastronomico e culturale in Malesia

È arrivato il momento di raccontarvi di una delle mie città preferite tra quelle visitate in questi mesi, George Town. Capitale dello Stato malese di Penang, si trova su un’isola che si affaccia sullo stretto di Malacca, ed è diventata famosa per il suo ricchissimo patrimonio architettonico, oltre allo street food; il suo centro storico, insieme a quello di Malacca, è nella lista Unesco. La differenza con Kuala Lumpur (della quale vi ho parlato nel mio articolo Kuala Lumpur – la mia guida alla capitale malese) è abissale: mentre la capitale cambia volto a ritmi vertiginosi, a George Town il tempo sembra scorrere più lentamente, limitandosi a ricoprire con una leggera patina polverosa le eleganti case coloniali oggi riconvertite in hotel, negozietti o piccoli caffé. Prendetevi qualche minuto per abituarvi al folle traffico – al quale dovrete per forza mescolarvi, data la mancanza cronica di marciapiedi agibili in Malesia – e godetevi questa deliziosa città.

George Town è il perfetto esempio di mix culturale che caratterizza la Malesia: templi buddisti e induisti, moschee e chiese sorgono fianco a fianco

Come ho scritto nelle scorse settimane, in Malesia convivono diverse culture; questo è particolarmente evidente a George Town, dove troviamo, concentrati in uno spazio ridotto, luoghi di culto appartenenti a differenti confessioni religiose. Non a caso esiste addirittura una Harmony Street, così soprannominata perché vi sorgono fianco a fianco una moschea, un tempio buddista, uno induista e una chiesa. La via è diventata il più importante simbolo della pacifica coesistenza tra le varie componenti della popolazione, ma a George Town sono presenti tantissimi altri templi e moschee; non è difficile sentire odore di incenso, udire una chiamata alla preghiera o incontrare bancarelle di offerte rituali. Il motto dell’ente turistico malese, qui, sembra davvero appropriato: “Malaysia, truly Asia”.

L’armoniosa convivenza tra diversi popoli non si manifesta solo in ambito religioso; anche a George Town, come a Kuala Lumpur, si sono create una vera e propria Chinatown e una Little India, con risultati molto diversi rispetto alla capitale. I due quartieri in questo caso si susseguono con maggiore continuità, complice anche l’architettura uniforme in tutto il centro storico, per fortuna preservato così com’era. Chinatown è la zona più turistica, dove si concentrano strutture ricettive e ristoranti; scegliete un albergo qui se volete avere tutto a portata di mano. C’è tuttavia un “però”: coabitare serenamente in uno stesso luogo non significa necessariamente integrarsi; sembra a volte che le varie comunità non si mescolino, che ognuno badi ai propri affari, qui come a Kuala Lumpur. La strada per una vera coesistenza fraterna non è sempre facile, ma sicuramente i malesi sono più vicini a raggiungerla di tanti altri.

George Town, Chinatown
Chinatown

Esplorando le stradine del centro storico di George Town, vi accorgerete che la componente cinese della popolazione è forse quella che più di ogni altra ha lasciato importanti tracce nell’architettura cittadina. In particolare, sono tre i luoghi da aggiungere alla vostra lista per ammirare tre diversi esempi della cultura Peranakan (cioè dei cinesi dello Stretto, discendenti dei primi immigrati cinesi insediatisi a Penang, Malacca e Singapore): la casa comune e il tempio del Khoo Kongsi, la Pinang Peranakan Mansion e il “villaggio galleggiante” di Chew Jetty.

Il complesso del Khoo Kongsi è in pieno centro, in Cannon Square, eppure richiama pochi visitatori rispetto ad altre attrazioni locali, complice la posizione un po’ nascosta all’interno di un cortile. Parte delle case a schiera che conducono all’interno del complesso è oggi adibita ad uso ricettivo, ma pagando una piccola cifra (meno di 3€) potrete entrare all’interno di una delle abitazioni e soprattutto ammirare il bellissimo tempio del clan, riccamente decorato.

Fate poi un salto alla Pinang Peranakan Mansion, magnifica residenza che mescola lo stile Baba-Nyonya – altro nome dato alle comunità locali di origine cinese – a eclettici elementi occidentali. L’opulento arredamento e la ricchezza delle collezioni la rendono la casa più bella di George Town, e potrete visitarla per meno di 5€.

Il tempio del Khoo Kongsi

Concludete infine il vostro Peranakan-tour con una passeggiata al piccolo villaggio su palafitte del clan Chew, il Chew Jetty. Le famiglie che abitano qui vivono ancora oggi in case di legno sospese sull’acqua, ma ora la loro fonte di sostentamento è principalmente il turismo; è un posto rilassante per prendere un gelato mentre si dà un’occhiata ai negozi di souvenir, in una cornice un po’ diversa dal solito.

Tra una visita e l’altra, divertitevi a scovare le opere degli street artists sparse per il centro e scattate qualche foto alle più famose, oppure fate shopping nei negozietti hipster e nelle gallerie d’arte. Io mi sono innamorata dell’atmosfera gioiosa, colorata e chiassosa di George Town, che è diventata di diritto la mia città preferita in Malesia; devo dire però che anche la domenica, così tranquilla e silenziosa, ha il suo fascino: non c’è niente di meglio che trascorrerla con un bel brunch o un caffè in uno dei tantissimi locali cittadini.

L’opera di street art più famosa della città. La troverete su tutti i souvenir

Se avete abbastanza tempo a disposizione potete avventurarvi fuori dai confini della città ed esplorare un po’ i dintorni. In particolare, agli appassionati di templi come me consiglio una tappa al Kek Lok Si, raggiungibile dal centro di George Town con l’autobus. È uno dei complessi templari più grandi del sud-est asiatico, quindi considerando anche le tempistiche per andare e tornare calcolate mezza giornata per la visita. L’ingresso al tempio di per sé è gratuito, ma dovrete pagare una piccola somma se volete vedere il livello superiore – dove si trova l’enorme statua della dea Kuan Yin – e per entrare nella pagoda. Non ricordo il costo preciso purtroppo, ma credo si trattasse di pochi centesimi di euro, pertanto suggerisco di approfittarne. Per salire in cima alla pagoda e godere di una magnifica vista cercate la scala nascosta dietro al buddha alla base dell’edificio.

Penang, il tempio Kek Lok visto dalla cima della pagoda
Il Kek Lok Si visto dalla cima della pagoda

Alla visita al Kek Lok Si potete unirne anche una al mercato di Air Itam, sotto la collinetta dove sorge il tempio, oppure a una delle numerose attrazioni che sorgono sulla Penang Hill. La più popolare è The Habitat, una sorta di grande percorso ad anello in mezzo alla foresta dal quale potrete ammirare la flora e la flauna locale. Io ho rinunciato appena ho guardato il video di presentazione sul sito, dato che dopo pochi secondi vi compariva un orribile primo piano di un grosso ragno, ma se non siete fifoni come la sottoscritta penso che possa essere una bella esperienza. Se qualcuno di voi l’ha fatto, scrivetelo nei commenti.

Per finire, una tappa a George Town non sarebbe completa senza provare un po’ di cucina locale. Le bancarelle di street food di Penang sono forse più famose di tutto ciò che vi ho descritto finora, quindi è vietato andarsene senza provarle almeno una volta (oltre al fatto che sono in assoluto il posto più economico per mangiare che ho trovato in tutto il sud-est asiatico). Le più interessanti secondo me sono quelle che vengono allestite la sera in Lebuh Chulia: assaggiate il char koay kak, il char kway teow e l’asam laksa – tre dei piatti malesi più famosi – e magari concludete con l’apom, simile a una crêpe, o un frullato fresco. Approfittate inoltre della vostra permanenza a George Town per una sosta in una delle tante caffetterie; in una nazione dove sono così popolari tè e caffè dolcissimi, quasi sempre preparati con l’aggiunta di latte o gelatine, la capitale dello Stato di Penang offre ottime alternative anche agli amanti di gusti meno zuccherosi. I miei locali preferiti:

* Langit Senja Kopi, 93 Armenian Street. Bonus: il simpatico gattone di casa

* Yin’s Sourdough Bakery & Cafè, 11 Pesara Claimant. Ottimo anche per un brunch o il pranzo

* Mugshot, 302 Lebuh Chulia. Oltre alla caffetteria-pasticceria, hanno un’ampia sezione dedicata a panetteria, bagel, yogurt fatti in casa…

La caffetteria Langit Senja Kopi

Informazioni pratiche

Vi ricordo ancora una volta che, per prepararvi al viaggio, potete leggere il mio articolo introduttivo Malesia – Cosa dovreste sapere prima di partire.

Come arrivare

George Town è dotata di aeroporto, per cui se avete poco tempo a disposizione potete volare direttamente fin lì. In alternativa, è possibile prendere il treno da Kuala Lumpur come abbiamo fatto noi e arrivare fino a Butterworth, sulla terraferma; dopodiché dovrete utilizzare il traghetto per arrivare a Penang. Durata: circa 4/4h30 di treno, più una decina di minuti di traghetto. Costo: 16-17€ di treno e pochi centesimi per il traghetto (quest’ultimo gratis al ritorno).

Vi state appassionando alla Malesia? Allora ho ancora un articolo in serbo per voi. Si va a Malacca!

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