Forse il nome Melaka non significherà molto per voi, ma se invece vi dicessi Malacca? Sono sicura che qualche campanellino risuonerebbe nella vostra memoria, riportandovi sui libri di scuola, all’epoca delle lotte tra le grandi potenze marittime per il controllo delle spezie e delle rotte commerciali più importanti. Ebbene sì, la Melaka della quale sto per parlarvi è proprio quella Malacca dei testi di storia, così importante nel nostro passato di europei. A vederla oggi, sembra impensabile che fino a qualche secolo fa la città potesse essere un porto così fondamentale da costituire oggetto di contesa o merce di scambio tra portoghesi, olandesi, inglesi… Eppure, rimangono diverse tracce del loro passaggio, a ricordarci che la loro presenza fu reale.
Impossibile non notare ad esempio, appena arrivati, Christ Church e il municipio, lo Stadthuys; sono i punti focali del centro cittadino, oggi interamente dipinto di rosso. Poco più in là, troviamo ciò che resta della fortezza A Famosa, uno dei luoghi più fotografati in città. Risalendo la collina di St. Paul, abbiamo ancora l’omonima chiesa e il cimitero olandese, senza dimenticare le tantissime case coloniali lungo il fiume e in Jonker Street, dove si tiene il celebre mercato notturno.


Non manca poi il solito mix di elementi malay, cinesi e indiani che caratterizza le città malesi: templi buddisti, templi induisti e moschee convivono anche qui a breve distanza l’uno dall’altro, a volte con curiose mescolanze di stili all’interno dello stesso edificio; si veda ad esempio la moschea Kampung Kling, il cui minareto sembra in realtà una pagoda. E come non citare il Sultanate Palace – in realtà una ricostruzione datata 1984 – simbolo del sultanato malay fondato a Malacca dal re Parameswara all’incirca nel 1400. Il palazzo purtroppo era chiuso al momento della nostra visita, ma dovrebbe aver riaperto di recente.
È chiaro a questo punto che Melaka trasuda storia da tutti i pori, ma non pensate che la città, così tranquilla durante la settimana, non possa sorprendervi. Anzi, il venerdì e il sabato verrete travolti dall’esplosione di colori, suoni e sapori del Night Market; visitate Malacca in questi giorni, perché il suo mercato notturno è a mio parere uno dei più belli del sud-est asiatico (e anche perché in settimana l’atmosfera è fin troppo tranquilla).
Nonostante sia molto turistico, il mercato di Jonker Street riesce ad evitare l’eccessiva ripetizione di bancarelle tutte uguali che sfortunatamente ho riscontrato quasi ovunque altrove. Solo qui ho trovato una reale varietà di offerta, a livello gastronomico ma non solo; resiste un pizzico di “esotismo” che mi piace immaginare fosse la norma per il viaggiatore straniero di passaggio non troppi decenni fa, quando ancora l’Asia era una meta misteriosa. In mezzo a qualche souvenir di plastica, spunta tuttora la bancarella di un indovino pronto a leggervi il futuro, o quella di un commerciante che, tra stupendi gattini e coniglietti talmente soffici da sembrare finti, vende opossum così piccoli da stare nel palmo di una mano.

Ma veniamo alle informazioni gastronomiche: cosa mangiare al mercato? Noi abbiamo assaggiato curry fishball, oyster omelette, char kway teow, spiedini, e l’ais kacang – un dolce a base di ghiaccio tritato e fagioli dolci, a cui vengono aggiunti altri ingredienti – oltre a tantissimi succhi e tè molto particolari, ma c’è tanto, tanto altro. Se proprio non trovate nulla di vostro gradimento alle bancarelle, dietro agli stand ci sono comunque ristoranti e alcuni negozi.
Noi siamo arrivati a Malacca proprio il giorno in cui si celebrava il Malaysia Day, che quest’anno vedeva protagonista questa città, quindi il mercato era ancora più chiassoso del solito, un vero delirio. Il rumore della folla e del traffico quasi copriva quello degli esagerati risciò che sono uno dei bizzarri simboli di Malacca; dico quasi, perché se li avete sentiti dal vivo saprete che è impossibile sovrastarli! E a proposito di simboli bizzarri, quante altre città conoscete che hanno dedicato una statua (di un sobrio color oro) a un bodybuilder? Malacca è anche questo: originalità e stranezza.

Se preferite qualcosa di più tranquillo, godetevi una passeggiata o una crociera sul fiume. Nonostante alcuni edifici non versino proprio in buone condizioni, molti sono stati recuperati e sono diventati guest house, negozietti e bar, anche se, almeno per ora, la maggioranza tende ad aprire solo dal pomeriggio. Vale comunque la pena fare un giro in ogni momento della giornata, per ammirare le opere d’arte che sono state dipinte su tutte le facciate; verso la fine del percorso potreste anche avvistare qualche iguana. Se vi interessa la crociera fluviale, acquistate il vostro biglietto presso il punto vendita all’inizio di Jonker Street, dal lato del ponte; per gli adulti il costo è di 30 ringgit (circa 6,40€).


Anche per Malacca vi suggerisco un paio di posti per un buon caffè o il brunch, dato che in Malesia ci sono sempre tanti locali interessanti da questo punto di vista:
• The Stolen Cup, 12 Jalang Hang Jebat
• The Daily Fix, 55 Jalang Hang Jebat. Se volete andare nel weekend, prenotate! Anche in settimana c’è sempre molta attesa, è un posto molto popolare.
Da Kuala Lumpur a Malacca e da Malacca a Singapore
Numerose corse giornaliere delle compagnie più disparate collegano tra loro le principali città malesi e la Malesia con Singapore. Per arrivare a Malacca, noi abbiamo usufruito del servizio di KKKL da Kuala Lumpur, mentre per il viaggio da Malacca a Singapore, ci siamo spostati con 707 Inc., compagnia di Singapore; nel prossimo articolo vi racconterò in dettaglio com’è andata. Mi raccomando, leggete bene le recensioni delle varie aziende prima di prenotare: non tutte sono affidabili, e in generale i trasporti in bus in Malesia non hanno sempre una buona fama. Io comunque non ho avuto problemi, i servizi sembrano migliorati rispetto a quanto avevo letto.
Con questo articolo si concludono le avventure malesi. Posso dirvi che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo Paese così sottovalutato, che ha tantissimo da offrire sia dal punto di vista culturale e gastronomico, sia dal punto di vista paesaggistico. È il momento giusto per visitare la Malesia: non si vedono troppi turisti e i prezzi sono ancora economici, ma i servizi necessari ci sono già tutti. Che aspettate a fare le valigie?
