Singapore – aspettative e realtà

Salutata la Malesia, era quasi scontato fare una tappa presso i vicini di casa, a Singapore. Nel mio immaginario, mi aspettavo una nazione ricca, all’avanguardia, perfettamente organizzata; una nazione dall’architettura ambiziosa e attenta al benessere del cittadino, anche se cara. Insomma, una nazione che potrebbe essere un modello per il futuro. Ma è davvero così? Dopo averla vista con i miei occhi, non ne sono più totalmente convinta, e tra poco vi spiegherò perché.

Prima di tutto, vediamo come arrivare. Singapore è servita dal bellissimo aeroporto di Changi, collegato al centro cittadino dal Mass Rapid Transport (MRT), ma non mancano convenienti tratte via terra se arrivate dalla Malesia. Gli autobus per Singapore sono frequenti da Kuala Lumpur e ancora di più da Malacca, che dista circa tre ore e mezza/quattro dal confine; noi siamo partiti proprio da Malacca, usufruendo del servizio di 707 Inc., compagnia di Singapore. Attraversare il confine internazionale via terra non è complicato, ma possono esserci degli imprevisti legati alle tempistiche; gli autobus infatti non attendono che tutti i passeggeri sbrighino le formalità burocratiche. Indipendentemente dall’azienda a cui sceglierete di appoggiarvi, avrete pochi minuti per i controlli doganali in uscita dalla Malesia – ma qui dovrebbero bastare – e dai 20 ai 45 minuti per i controlli in ingresso a Singapore. Poiché le autorità di Singapore sono molto rigide e precise, vi assicuro che anche tre quarti d’ora rischiano di non bastare: è sufficiente che una persona in coda prima di voi tardi leggermente per perdere il vostro autobus, com’è successo infatti a noi. In questo caso, 707 Inc. permetteva di prendere, con lo stesso biglietto, il bus successivo un’ora più tardi, ma non sono sicura che tutte le compagnie si preoccupino di fare altrettanto; posso comunque consigliarvi di non prendere le ultime corse giornaliere, per evitare di dover poi ricorrere a taxi o alternative costose dell’ultimo minuto. Ricordatevi sempre, sia per i controlli in uscita che per quelli in entrata, di portare tutti i vostri effetti personali con voi, compresi i bagagli in deposito. Per informazioni aggiornate sui documenti necessari, vi suggerisco ancora una volta di consultare il sito Viaggiare Sicuri; attualmente, per i cittadini italiani non è necessario il visto per turismo (massimo 90 giorni di permanenza), ma dovrete compilare una immigration card.

Il Marina Bay Sands e l’ArtScience Museum

Informazioni pratiche

Clima

Singapore non è poi così diversa dalla Malesia: anche qui abbiamo infatti un clima caldo-umido tutto l’anno, ma è necessario prestare maggiore attenzione ai temporali, che a Singapore possono essere molto pericolosi, data la frequenza con cui i fulmini colpiscono terra.

Sicurezza

Il livello di sicurezza è elevato, pertanto è sufficiente esercitare la normale prudenza necessaria nelle grandi città e nei luoghi turistici. Ricordate che le leggi locali possono prevedere pene molto severe anche per reati che a noi possono sembrare banali (o non sembrare reati affatto, come ad esempio il consumo di chewing-gum), quindi non fa male informarsi in merito prima della partenza.

Situazione sanitaria

È obbligatorio il vaccino contro la febbre gialla anche in caso di transito in un Paese a rischio nei sei giorni precedenti l’arrivo; sono consigliate le vaccinazioni per epatite A e B. Poiché sono presenti alcune malattie trasmesse dalle punture di zanzara, è raccomandabile proteggersi con prodotti e abbigliamento adeguati. Come sempre, consiglio di stipulare un’assicurazione sanitaria.

La baia di Singapore vista dall’Osservatorio del Supertree

Aspettative vs realtà

A inizio articolo, ho accennato a quali fossero le mie aspettative per Singapore. Vediamo ora nel dettaglio il confronto tra queste e la realtà.

Che l’architettura sia stupenda, è senza dubbio vero. Il profilo della baia, con il Marina Bay Sands, i Gardens by the Bay e l’ArtScience Museum non ha certo bisogno di presentazioni, ma la creatività degli architetti si manifesta sotto diverse forme. Come nel caso della Malesia, il design dei centri commerciali è spettacolare e ancora più esagerato; il Marina Bay ha addirittura un laghetto navigabile all’interno, ma anche le altre gallerie commerciali non sono da meno, con i loro spazi verdi e i giochi d’acqua. Fontane, laghi e cascate arricchiscono inoltre complessi di uffici, alberghi – spesso ospitati in grattacieli mozzafiato – e l’aeroporto di Changi, non a caso considerato uno degli aeroporti più belli del mondo; c’è persino un giardino delle farfalle nel Terminal 3.

Ancora il Marina Bay Sands, stavolta in versione notturna
La passeggiata della Cloud Forest all’interno dei Gardens by the Bay

Sfortunatamente, anche la fama di nazione costosa è reale, persino più del previsto; difficilissimo trovare una sistemazione decente a poco prezzo o ristoranti economici. Online si trovano siti che promettono favolosi sconti sugli hotel o su pacchetti che dovrebbero permettere di visitare Singapore a basso costo (ne ho visti parecchi su Instagram), ma sinceramente tendo a essere diffidente su questo tipo di proposte. Fortunatamente, ci sono attività che si possono fare gratis o a budget ridotto; non voglio però mentirvi, tra pernottamento e pasti vi servirà comunque un gruzzolo non indifferente anche per una permanenza di pochi giorni. Calcolate almeno 35€ a notte a testa per un letto in camerata in ostello (fuori dal centro): con questa cifra noi abbiamo ottenuto un letto abbastanza scomodo in una camera claustrofobica e pochi bagni in comune puliti male. Questa era tra l’altro una delle poche opzioni di livello medio, le altre avevano recensioni scarse o prezzi sopra gli 80€ a testa a notte, che non per forza sono indice di qualità. Ho anche provato a verificare se i prezzi cambiassero prenotando con mesi di anticipo, ma la situazione non è cambiata. Per un piatto sufficientemente nutriente in un locale molto economico, considerate almeno 9-10€ a testa.

Quali attività gratuite o a basso costo offre quindi Singapore? Sarete forse sorpresi di sapere che una delle attrazioni più celebri rientra in questa lista low cost: si tratta della Garden Rhapsody, lo show di luci dei Supertrees. Lo spettacolo si tiene due volte al giorno, alle 19:45 e alle 20:45, ed è completamente gratuito. Se volete, potete poi aggiungere una visita alle sezioni a pagamento dei giardini, selezionando solo quelle che vi interessano. Io consiglio l’Osservatorio del Supertree (se le previsioni danno bel tempo), che viene meno di 7€ a testa con il cambio attuale: offre uno dei panorami più belli che abbia incontrato nel corso di questo viaggio, una vista a 360 gradi sull’incredibile architettura della baia.

Gli spettatori attendono l’inizio della Garden Rhapsody

Rimanendo nella zona della baia, potete inoltre approfittare dei concerti gratuiti che si tengono all’Esplanade, elegante spazio polifunzionale che organizza spesso spettacoli musicali e teatrali (ma non solo). Se non trovate alcun evento in programma, potete comunque dare un’occhiata ai negozi di strumenti e alle gallerie, o semplicemente mangiare un boccone.

Anche questa volta, inserisco nella mia lista un tempio, sempre a ingresso gratuito: il Tempio della Reliquia del Dente di Buddha, in Chinatown. Esattamente come mi aspettavo da Singapore, l’edificio non è certo povero; senza pensare ai costi di costruzione già di per sé elevati (75 milioni di dollari locali), è sufficiente mettere piede all’interno per notare la profusione di ori, stoffe e pietre preziose che ricoprono le centinaia di statue e ogni centimetro delle pareti, dei soffitti e degli arredamenti. Forse un po’ un’ostentazione di ricchezza, ma il tempio è molto bello e merita una visita. Indossate un abbigliamento appropriato.

L’interno del Tempio della Reliquia del Dente di Buddha

Singapore è senz’altro una meta rinomata per gli acquisti di lusso, e nessuno vi vieta di fare un po’ di “window-shopping”, non costa nulla! In Orchard Road, la lunghissima strada costellata di centri commerciali uno in fila all’altro, troverete soprattutto abbigliamento e accessori firmati, ma vi confesso che noi abbiamo preferito fare un giro nelle sale giochi all’interno dei mall per qualche partita a Mario Kart (ognuno ha le proprie priorità). Più interessante a mio parere è la zona intorno ad Arab Street, dove i coloratissimi negozi sono diversi dalle solite catene che si trovano un po’ dappertutto. Il quartiere arabo ha anche una bellissima moschea e numerosi ristoranti, e se non fosse per i prezzi proibitivi credo sarebbe il mio quartiere preferito a Singapore. Sfortunatamente, almeno per ora guardare ma non toccare!

Per mangiare qualcosa non troppo lontano da qui, posso però consigliarvi due locali abbastanza economici, Overrice (48 Arab Street) e Ramen Keisuke Tonkotsu Four Seasons (158 Rochor Road). In alternativa, cercate le food court sparse in giro per la città e nei centri commerciali, o i popolarissimi locali che propongono l’abbinata toast-caffè (più adatti a uno spuntino, a dire il vero).

Per una Singapore alternativa, fate un giro nel quartiere arabo

Se siete curiosi di conoscere qualcosa in più sul passato di questa piccola nazione, sul suo presente o magari sugli ambiziosissimi progetti per il futuro, la Singapore City Gallery è il posto che fa per voi. Nei diversi piani dell’edificio incontrerete mostre fotografiche, mappe, modellini, progetti interattivi e molto altro, tutti gratuiti. Io ho trovato la visita davvero interessante, e qui ho avuto realmente la sensazione di trovarmi in uno Stato all’avanguardia, che studia con attenzione le tecnologie e il modo di servirsene per offrire al cittadino un ambiente funzionale ed ecosostenibile. Singapore è attenta al benessere dei suoi abitanti quindi? Secondo me, solo in parte; la mia impressione è stata, dall’inizio alla fine, quella di una nazione che non tiene adeguatamente in considerazione i più poveri, costretti in molti a casi a trasferirsi nelle località malesi situate a ridosso del confine, molto più economiche. Fate qualche ricerca online, troverete diversi articoli che sottolineano proprio quanto drammatica sia la situazione, sebbene il governo abbia fatto qualche piccolo sforzo al riguardo.

In conclusione, Singapore non mi ha convinta del tutto. Certo, è molto moderna, l’architettura è meravigliosa e, per chi se lo può permettere, offre tante opportunità, ma i prezzi sono davvero troppo elevati (anche per gli standard dei turisti) e in alcuni casi ho trovato che i servizi non fossero così ben organizzati. Devo dire che, rispetto agli altri Paesi del sud-est asiatico, mi è sembrata anche più “fredda”. Sicuramente la mia permanenza è stata breve e potrei sbagliarmi; tuttavia, pare mancare quel senso di accoglienza e calore che invece caratterizza questa parte di mondo. Insomma, un’immagine perfetta per le riviste patinate, ma dov’è finita la vera anima? Nonostante tutto, credo che Singapore meriti una visita anche per questa sua diversità, oltre all’innegabile aura cosmopolita; è importante però che non dimentichi di metterci un pizzico di cuore. Oltre a essere bella fuori, potrebbe essere bellissima dentro.

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