La Cambogia è uno di quei luoghi che ti rimangono nel cuore. Sarà per i suoi abitanti, che sui loro volti portano le tracce di un passato recente molto difficile, sarà per la meraviglia che si prova davanti ai templi di Angkor, sarà per la cucina favolosa… In questi mesi in tanti mi hanno chiesto quale Paese mi fosse piaciuto di più, e per quanto abbia avuto modo di trovare il bello in tutti, non ho dubbi: quello che ricorderò con più emozione e nostalgia è la Cambogia. Quasi tutti rimangono stupiti da questa risposta, ed è difficile spiegare esattamente perché una nazione così povera e per certi versi non ancora “pronta” ad accogliere il turismo faccia questo effetto, ma vi posso assicurare che basta un attimo per innamorarsene perdutamente; chiedete a qualcuno che c’è stato di parlarvene, sono disposta a scommettere che gli brilleranno gli occhi. Se anche voi volete lasciarvi conquistare da questa nazione incredibile, preparatevi al viaggio leggendo il resto dell’articolo.
Geografia e clima
Probabilmente non sarete sorpresi di sapere che la Cambogia ha un clima caldo e umido, con una stagione secca e una stagione delle piogge che dura all’incirca da maggio a metà novembre. Ma quando dico caldo e umido, intendo che in aree come quella intorno ai templi di Angkor, circondata dalla foresta, la temperatura percepita può diventare davvero intollerabile, anche nei mesi più “freschi”. Ricordate quindi di bere tanta acqua e indossare abiti coprenti ma leggeri; se la vostra visita coincide con la stagione delle piogge, tenetevi informati sul meteo e portatevi dietro una mantellina anti-pioggia, non si sa mai quando potrà servire!

Aree di interesse: il nostro itinerario
Le località già attrezzate con strutture e infrastrutture per i turisti internazionali non sono molte per il momento, ma se siete avventurosi e non avete problemi ad adattarvi, è il momento giusto per godersi una natura ancora in gran parte incontaminata. Noi avventurosi non lo siamo granché, e non sapendo bene cosa aspettarci non ci siamo azzardati ad allontanarci da Phnom Penh e Siem Reap, ma con il senno di poi credo che avremmo potuto osare un po’ di più e spingerci almeno a sud-ovest, dove c’è un mare stupendo e un po’ di turismo già si vede. Le due città possono comunque tenervi tranquillamente impegnati per circa una settimana, calcolando due o tre giorni nella capitale e almeno tre o quattro a Siem Reap, base di partenza per i templi. Per i buongustai io consiglio di abbondare, perché ci sono talmente tanti ristoranti deliziosi che sarebbe un peccato perderseli per mancanza di tempo.
Sicurezza
La questione sicurezza è una di quelle che potrebbe destare più preoccupazione nei viaggiatori in procinto di recarsi in Cambogia; del resto, quel passato di guerra civile e atrocità non è lontano, come testimoniano le numerose mine ancora presenti sul territorio. Eppure, non mi sono mai sentita in pericolo, se non a causa di qualche motorino in contromano o sbucato all’improvviso alle mie spalle; i cambogiani sono generalmente gentili e sorridenti, e le città più grandi non sono poi tanto diverse dalle nostre (anche se magari c’è qualche cantiere in più). Ovviamente, è sempre necessario adottare le accortezze opportune per evitare di essere vittime di episodi di microcriminalità, nonché tenersi aggiornati sulla situazione locale ed evitare assembramenti e manifestazioni. Ricordate inoltre che le mine sono un problema reale, pertanto non lasciate mai i sentieri tracciati, nemmeno nei luoghi più turistici e intorno ai templi di Angkor. Su Viaggiare Sicuri è indicato di spostarsi sempre con gruppi ben organizzati, soprattutto in aree remote, ma finché rimarrete nei luoghi più turistici non dovreste avere problemi. Ho visto tantissime persone viaggiare da sole in sicurezza, e noi stessi ci siamo organizzati per conto nostro; è sufficiente scegliere strutture e mezzi di trasporto ben recensiti e di affidabilità verificabile. Vi darò maggiori dettagli più avanti e nei prossimi articoli.

Requisiti di ingresso
La Cambogia è stata l’unica occasione in questi mesi in cui abbiamo dovuto richiedere il visto. Per fortuna, la procedura online è facile e veloce: andate sul sito http://www.evisa.gov.kh qualche giorno prima del vostro ingresso nel Paese, muniti di passaporto, scansione di una foto-tessera e carta di credito o debito per effettuare il pagamento (il visto turistico al momento costa 36 dollari). Con questo visto – e un passaporto valido almeno sei mesi – vi verrà concessa una permanenza di 30 giorni. Prima di fare richiesta, è necessario aver prenotato una sistemazione e aver deciso il punto di ingresso, perché dovrete inserire queste informazioni nella domanda. Stampate due copie del documento, vi verrà richiesto all’arrivo e alla partenza.
Vaccinazioni e salute
Per l’ingresso in Cambogia, il vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio per tutti i viaggiatori di età superiore a un anno, provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia (principalmente Africa e Sud-America), nonché per i viaggiatori che abbiano anche solo transitato per più di 12 ore nell’aeroporto di un Paese a rischio. Come per le altre nazioni di cui vi ho parlato nelle settimane precedenti, sono presenti numerose malattie trasmesse dalle punture di zanzara, quindi è fondamentale proteggersi con prodotti e abbigliamento adeguati; è consigliata inoltre la vaccinazione contro epatite A e B. Valutate con il vostro medico o con un centro specializzato in medicina dei viaggi se sia necessaria la profilassi antimalarica. Se non siete assolutamente certi delle condizioni igieniche del luogo in cui vi trovate, evitate ghiaccio, acqua non in bottiglia e cibo crudo o poco cotto. È fortemente consigliato stipulare un’assicurazione sanitaria che copra anche un eventuale trasferimento o il rimpatrio, poiché a quanto riferisce Viaggiare Sicuri, il livello delle strutture sanitarie non è adeguato, ed è meglio recarsi negli ospedali o nelle cliniche locali solo per esigenze non rinviabili (e possibilmente, usare queste strutture come appoggio per farsi spostare a Bangkok o tornare in Italia).
Questioni economiche e costo della vita
Se avete seguito le mie precedenti avventure nel sud-est asiatico, non sarete sorpresi di quanto sto per dirvi: munitevi di contanti. La Cambogia si uniforma ai vicini nella “decisione” di non farvi pagare praticamente mai con la carta, e ci aggiunge una piccola complicazione. La valuta ufficiale del Paese è infatti il Riel, ma vengono comunemente usati anche i dollari americani; vedrete quindi utilizzate due valute, il che può confondere un po’ all’inizio. Dopo alcuni giorni di permanenza, siamo riusciti a fare chiarezza tra pagamenti, resti e prelievi e a capire che:
- indipendentemente dal fatto che i prezzi vengano indicati in riel o in dollari, è possibile scegliere con quale dei due pagare, anche se il resto vi verrà generalmente dato in riel (credo sia più conveniente per il commerciante), o in una combinazione di dollari e riel (perché in Cambogia non circolano tagli più piccoli di 1 dollaro, quindi è inevitabile che i resti più piccoli siano in riel). Potete anche pagare mischiando le due valute.
- la conversione riel-dollaro usata nella vita di tutti i giorni non segue la reale fluttuazione del tasso di cambio, cosa che sarebbe ovviamente complicata da gestire, ma è fissa; ad esempio 1 dollaro è sempre uguale a 4000 riel. Se non vi ricordate esattamente le corrispondenze, non preoccupatevi, è sufficiente chiedere la conversione a chi ha fatto il conto.
- gli ATM permettono generalmente di prelevare in dollari, mentre è più difficile prelevare i riel. Sul prelievo dei primi, c’è una commissione fissa di 4 o 5 dollari a seconda della banca; se possibile, scegliete importi che vi permettano di avere anche banconote di piccolo taglio, che sono più facili da utilizzare e vi permettono di non ricevere resti troppo grandi in riel, leggermente più svantaggiosi.
La buona notizia è che la Cambogia è ancora un Paese economico, quindi non è difficile trovare hotel o ostelli molto carini a un buon prezzo, né mangiare nei ristoranti spendendo pochissimo. In molti locali chic potete tranquillamente gustare piatti deliziosi a 4 o 5 dollari, anche meno in locali più modesti. Un pochino più costosi sono invece il pass per i templi di Angkor e i trasporti, che però rimangono comunque economici per i nostri standard (non dimenticandosi di contrattare con i conducenti di remork, tuk tuk, taxi ecc.).

Sim telefonica
Per il nostro viaggio in Cambogia, ho acquistato una sim da Smart, all’Aeon Mall di Phnom Penh (non l’ho fatto in aeroporto perché siamo arrivati tardi e volevamo andare in hotel, ma ovviamente è possibile comprarla anche lì). Costo: 2 dollari di sim + 1 dollaro per un’offerta da 5 giga per 7 giorni, rinnovabile di settimana in settimana sempre a un dollaro.
Trasporti
I trasporti pubblici urbani sono praticamente inesistenti in Cambogia, pertanto dovrete spesso affidarvi a taxi, tuk tuk e remork, che sono una sorta di carretti trainati da motorini; detta così non suona molto invitante, ma vi assicuro che un giro in remork è un’esperienza molto divertente e generalmente anche rinfrescante (magari non in mezzo al traffico, ma fuori città sì). È sempre consigliato trattare il prezzo, ma quando non avete tempo o voglia di farlo, ancora una volta vi viene incontro Grab, che funziona, oltre che per i taxi, anche per tuk tuk e remork. Su Grab potete inoltre ingaggiare qualcuno che vi faccia da autista per tutta la giornata a prezzi competitivi, il che può esservi utile per l’escursione ai templi. Per quanto riguarda gli spostamenti tra una città e l’altra, potete scegliere tra l’autobus e l’aereo; per andare da Phnom Penh a Siem Reap via terra, noi ci siamo affidati a Giant Ibis (circa 6 ore di percorrenza).
Acquisti
Sia a Phnom Penh che a Siem Reap, non avrete difficoltà a trovare ciò di cui avete bisogno presso i numerosi minimarket e supermercati, dove potrete generalmente pagare con la carta. I mercati sono presenti qui come nel resto del sud-est asiatico, ma devo dire che in questo caso non mi hanno entusiasmata; ciò che invece mi ha entusiasmata sono i negozi di abbigliamento e artigianato. Vi si possono infatti acquistare souvenir bellissimi e non banali, spesso facendo anche del bene: molti negozi devolvono parte dei proventi ai bisognosi, oppure gli oggetti stessi vengono realizzati da persone in difficoltà, che in questo modo imparano un mestiere utile. Tenete un po’ di spazio libero in valigia!
Viaggio consapevole
I cambogiani non hanno avuto un passato facile, e anche se il loro tenore di vita è migliorato negli ultimi anni, molti versano ancora in condizioni di povertà; non infastiditevi se qualcuno insiste un po’ di più per farvi da guida o autista, un rifiuto fermo ma gentile è sufficiente nella maggior parte dei casi. Se volete contribuire al benessere delle categorie più svantaggiate, scegliete uno dei tantissimi negozi o ristoranti impegnati in progetti sostenibili e solidali: è facilissimo fare del bene senza sforzo, e anzi portando a casa tanti souvenir e splendidi ricordi.
Link utili
• Per informazioni sempre aggiornate sui documenti necessari, la situazione sanitaria e di sicurezza: Viaggiare Sicuri. Qui trovate anche i contatti dell’ambasciata italiana in Thailandia, a cui fare riferimento in caso di necessità, data la mancanza di un’ambasciata italiana in Cambogia.
• Per richiedere il visto online: http://www.evisa.gov.kh.
• Per un’idea sulle vaccinazioni consigliate e le medicine da comprare: Il giro del mondo (Medicina dei Viaggi Torino). Consultate anche l’approfondimento sulle malattie trasmesse dalle punture di zanzara: http://www.viaggiaresicuri.it/approfondimenti-insights/saluteinviaggio.
• Per registrare il proprio viaggio presso l’Unità di Crisi della Farnesina (che interviene ad esempio in caso di emergenze quali calamità naturali, atti terroristici o emergenze sanitarie): Dove siamo nel mondo.
