Hue – la capitale imperiale del Vietnam

Hue, antica capitale del Vietnam, custodisce un patrimonio architettonico di valore inestimabile. L’incredibile Città Proibita e le maestose tombe degli imperatori Nguyen testimoniano un passato ricco di storia, un lungo periodo nel quale Hue fu il centro del potere, ma anche teatro di guerre e intrighi politici. Dopo la nascita della Repubblica Democratica del Vietnam il trono le venne rubato da Hanoi, proclamata capitale del nord prima e del Vietnam riunificato poi. Proprio a causa di questi cambiamenti epocali che portarono a battaglie cruente come quella avvenuta durante l’offensiva del Têt, avremmo potuto perdere l’importantissima eredità culturale di Hue: la cittadella fu infatti pesantemente danneggiata nel corso della Guerra del Vietnam, tanto che ancora oggi parte degli edifici all’interno delle mura è in rovina. Per fortuna dal 1993, anno in cui il Complesso dei Monumenti di Hue è entrato a far parte dell’Unesco, sono stati fatti grandissimi sforzi, e la Città Imperiale si affaccia in tutto il suo splendore sul Fiume dei Profumi, richiamando migliaia di turisti.

L’ingresso della Città Imperiale di Hue

Le due capitali sono oggi molto diverse tra loro. Hue, nonostante sia una città piuttosto grande, rimane tranquilla e probabilmente sottovalutata da alcuni viaggiatori; non l’ho mai trovata eccessivamente affollata, neanche nei pressi dei monumenti più importanti – le tombe imperiali erano quasi deserte al momento della nostra visita – che pure sono meravigliosi. Hue è la meta per eccellenza per coloro che vogliono conoscere l’architettura e la storia del Vietnam antico, il Vietnam prima della guerra e della riunificazione.

Se desiderate visitare sia la cittadella che alcune delle tombe imperiali, dovrete calcolare almeno un paio di giorni in città, perché c’è molto da vedere. Anche questa volta suggerisco di abbondare con i tempi in caso vi interessasse raggiungere attrazioni e monumenti al di fuori dei confini cittadini o semplicemente periferici: i dintorni di Hue offrono molte opportunità, ma spesso le tempistiche sono più lunghe di quanto possa sembrare.

L’interno della Città Proibita

La Città Imperiale di Hue, costituita dalla cittadella e dalla Città Proibita, è basata sul modello pechinese, e nonostante le dimensioni inferiori la sua raffinatezza non ha nulla da invidiare all’originale; anche qui le mura custodiscono palazzi, ville, templi e giardini un tempo a uso della famiglia imperiale e dei burocrati mandarini, in una profusione di dettagli ricercati e colori vibranti. Una meta da non perdere se vi recate in Vietnam.

All’ingresso della Città Proibita potete acquistare biglietti cumulativi che includono anche la visita alle tombe degli imperatori Nguyen, validi due o tre giorni consecutivi a seconda del tipo scelto. Noi abbiamo optato per quello che permetteva l’accesso alle tombe Minh Mang e Khai Din, al costo di 420000 dong (circa 16€). Le tombe sono in totale sette, sparse su una vasta superficie nella periferia e al di fuori di Hue; se avete intenzione di visitarle tutte può essere più conveniente ingaggiare un singolo autista che rimanga con voi tutta la giornata (o due giorni, per chi preferisce ritmi più lenti). Per le tombe incluse nel nostro biglietto noi abbiamo speso circa 20€ a/r con Grab, partendo dal centro di Hue. A livello architettonico le sette tombe sono molto diverse l’una dall’altra, in quanto riflettono il gusto personale degli imperatori che le fecero costruire. Se non potete visitarle tutte, sceglietene due o tre in base ai vostri interessi; chi ha tempo in abbondanza può invece fare una sosta anche in una delle case-giardino di Hue (alcune riconvertite in hotel) o presso la pagoda Thien Mu, uno dei simboli cittadini.

La tomba di Minh Mang riflette uno stile rigoroso e conservatore
La tomba di Khai Din è caratterizzata invece da marcate influenze europee, nel gusto e nei materiali utilizzati

Ma l’importanza di Hue non si limita all’architettura e alla storia, perché anche a livello gastronomico la città è un punto di riferimento sia per i vietnamiti che per i turisti. Grazie al suo passato di città imperiale infatti, la cucina locale mescola ingredienti raffinati a elementi più popolari, creando un mix unico; senza dubbio tra le mete che abbiamo visitato in Vietnam è quella dove abbiamo mangiato meglio e dove abbiamo trovato il miglior rapporto qualità-prezzo. Il piatto più famoso è il Bún Bò (che viene chiamato Bún Bò Hue nel resto del Paese, a indicare la sua provenienza), una deliziosa zuppa di noodles di riso, fettine di vitello e maiale insaporita da una buona dose di lemongrass e un pizzico di salsa piccante. A questi ingredienti base vengono poi fatte numerose aggiunte che variano a seconda di chi lo prepara, ma generalmente si tratta di germogli di soia, menta, coriandolo, altre parti del maiale… Da quanto avevo letto temevo potesse essere molto piccante, ma nella mia esperienza non è stato così (e io odio il piccante). Non perdetevi poi il Banh Khoái, la variante locale del Banh Xeo diffuso in tutta la nazione: una sorta di pancake farcito con gamberetti, maiale, uova, germogli di soia e varie verdure, accompagnato da una salsa a base di arachidi e sesamo. Un’esplosione di energia, soprattutto se mangiato a colazione. Oppure ancora, assaggiate il Bún Thit Nuong, altro piatto a base di noodles di riso, maiale grigliato, insalata, cetrioli (o altre verdure) e salsa di arachidi. Due ristoranti a buon prezzo ma ottimi per provare qualcosa di tipico sono Nook Eatery e Nina’s, entrambi gestiti da personale giovane e molto cordiale.

Non dimentichiamo poi che il Vietnam eccelle in materia di caffè: a Hue in particolare ci siamo sbizzarriti, passando dal semplice caffè nero a quello al latte di cocco, fino ad arrivare a quello al sale (buonissimo). Se volete accompagnare alla vostra bevanda un dolcetto, potete farlo da Gardenia Coffee & Bakery e da Mayla; entrambi offrono anche succhi di frutta, smoothies e tè speciali – come quello al carbone di Mayla – per chi non può bere troppa caffeina.

Dopo il caos di Hoi An, Hue è stata una piacevole pausa rilassante, ma il relax non è durato molto. Nel prossimo articolo, vi parlerò di come non fossi pronta per il vero inferno vietnamita: Hanoi, la capitale moderna.

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