
Ci sono luoghi dove la meraviglia della natura è ancora potentissima nonostante la presenza dell’uomo, luoghi che pur essendo facili da raggiungere sanno ancora emozionare. Luoghi dove il tempo scorre lentamente e ci si sente un po’ privilegiati pensando al resto del mondo che corre frenetico, mentre lì regna una pace assoluta. La baia di Ha Long, insieme alle vicine Lan Ha e Bai Tu Long, fa parte di questa categoria, purché visitata al momento giusto.
Se vi siete già informati almeno in parte su cosa vedere in Vietnam sicuramente vi sarete imbattuti nelle incredibili foto della baia e delle sue migliaia di isole calcaree viste dall’alto, e non vi sarà difficile capire perché ne stia parlando in questi termini. Le gigantesche formazioni rocciose assumono mutevoli sembianze, modellate dal vento e dal mare in anni e anni di erosione continua, che a volte ne causa anche il crollo. Alcune di esse si sono guadagnate soprannomi affettuosi da parte dei locali, grazie alle loro forme caratteristiche; troviamo quindi isole pinguino, isole balena e molto altro a fare compagnia agli abitanti della baia, persone che raramente toccano terra e passano la propria vita galleggiando tra le onde. Ha Long è una di quelle mete imperdibili nel sud-est asiatico, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta. Non è stato affatto facile districarsi tra le proposte di viaggio di agenzie e tour operator; come sempre in Vietnam l’offerta è fin troppa, ma non è scontato che sia anche di qualità. Ho passato intere giornate a confrontare pacchetti e leggere recensioni, arrivando ogni volta allo stesso risultato: poca o nessuna differenza tra un pacchetto e l’altro, feedback contrastanti che mi facevano pensare che la buona riuscita del viaggio fosse tutto sommato frutto della fortuna più che della professionalità dell’agenzia, prezzi molto alti. Ero arrivata al punto di rinunciare all’impresa, con grandissimo dispiacere; leggere in diversi casi del sovraffollamento di barche e dei rifiuti che contaminavano le acque mi portava a temere il peggio. Però non potevo, non volevo arrendermi. Per fortuna un paio di guide e blog suggerivano di sfruttare come propria base di partenza l’isola di Cat Ba, più tranquilla ed economica, anziché Hanoi o Haiphong come la maggior parte dei turisti. Letto, fatto: la decisione si è rivelata azzeccata, permettendomi di vivere uno dei momenti più belli di tutto il viaggio, grazie anche alla fantastica giornata organizzata da Cat Ba Ventures, della quale vi parlerò tra qualche paragrafo.

Perché è così importante scegliere il periodo giusto e affidarsi a una compagnia seria? La baia di Ha Long è stupenda, ma come tante altre destinazioni diventate famose troppo in fretta basta poco per rovinare l’esperienza e mettere a rischio un ecosistema fragile. Evitare i periodi di punta aiuta voi e l’ambiente: otterrete meno stress, meno inquinamento e un piccolo pezzo di paradiso (quasi) tutto per voi. Noi abbiamo approfittato dei primissimi giorni di novembre, trovando una baia semi-deserta e pulita, con un clima già sufficientemente caldo da poter fare il bagno e andare in kayak. Una compagnia affidabile sa poi utilizzare il giusto tipo di imbarcazione per non disturbare la fauna marina, nonché portarvi in aree meno battute. Soggiornando in loco potrete inoltre prendere parte ai tour con partenza la mattina presto, evitando la ressa pomeridiana dei gruppi in arrivo da Hanoi e generalmente risparmiando parecchio rispetto ai prezzi proposti dalle agenzie della capitale.
Niente paura, arrivare autonomamente da Hanoi a Cat Ba è comunque facilissimo; noi abbiamo usufruito dei servizi di Cat Ba Express, compagnia che si occupa del transfer in autobus da Hanoi – venendovi a prendere direttamente in hotel, purché la struttura sia nel Quartiere Vecchio – fino a Cat Ba, alla modica cifra di circa 14€ a persona. Il costo include anche l’imbarcazione per la traversata dalla terraferma all’isola e un accompagnatore, che prevedibilmente cercherà di vendervi le solite esperienze aggiuntive; sentitevi liberi di rifiutare se non vi interessa, non saranno troppo insistenti. Consiglio la prenotazione online in quanto, almeno nell’ufficio di Cat Ba (dove abbiamo tentato di comprare il biglietto di ritorno), il personale ha faticato molto a capirci, mentre l’acquisto tramite internet è velocissimo.

Una volta arrivati a Cat Ba potete confrontare i tour proposti dalle varie agenzie e scegliere chi vi sembra maggiormente adatto, considerando però che in alta stagione può essere più prudente prenotare in anticipo. Se il budget lo permette è possibile pernottare in barca e godersi la quiete notturna della baia, ma noi abbiamo preferito optare per un tour in giornata, non solo per una questione economica ma anche perché le proposte da due giorni (che non sono mai due giorni effettivi) includevano tante attività che non ci interessavano. Ci siamo quindi affidati a Cat Ba Ventures, consigliata anche dalla Lonely Planet, per l’escursione: per 32 dollari a testa abbiamo trascorso una giornata meravigliosa tra la baia di Lan Ha, sulla quale si affaccia l’isola, e la più celebre Ha Long. La nostra scelta prevedeva come attività il nuoto e il kayak; in alternativa nel periodo appropriato potete trovare tra le proposte snorkeling, immersioni e molto altro. In ogni caso con Cat Ba Ventures abbiamo trovato un servizio eccellente, una guida bravissima che parlava un inglese fluente, un capitano che ci ha condotti in luoghi deserti, tanto divertimento e un ottimo pranzo. Super-consigliati!

A coronare questi giorni perfetti non ha guastato il fatto che Cat Ba stessa fosse un luogo rilassante, pieno di scorci meravigliosi sulla baia; se avete tempo a sufficienza ci sono tantissime opportunità per escursioni interessanti, e il traffico è talmente scarso che pur trovandosi in Vietnam non sarebbe un’idea suicida l’affitto di un motorino per raggiungere gli angoli più remoti dell’isola. Imperdibile secondo me il sentiero che dal centro del nucleo più urbanizzato porta alla spiaggia 3, dove si trova il resort Flamingo: una passeggiata alla portata di tutti, dalla quale si gode di una vista privilegiata sulla baia. Merito anche dello staff del Catba View Hotel, che nonostante qualche difficoltà linguistica ha saputo consigliarci al meglio e coccolarci.
Non so se tra qualche anno Cat Ba sarà ancora l’isola tranquilla che ho conosciuto: già al momento della mia visita c’erano molti cantieri aperti, pronti a sfornare nuovi hotel o case vacanze l’uno accanto all’altro. Per ora è un’ottima base di partenza per esplorare una zona magnifica, e spero che continuerà a esserlo a lungo. Con questo augurio concludo la serie sul sud-est asiatico, che chiude tre mesi ricchi di emozioni e avventure, ma il viaggio non è ancora terminato; presto si aprirà un nuovo capitolo, un capitolo chiamato Giappone. Un ritorno nei luoghi del cuore ma anche tanti nuovi incontri. Alla prossima!
