Tokyo – Una città dalle mille anime

L’emozione di tornare nei propri luoghi del cuore dopo una lunga assenza credo la possa capire qualunque viaggiatore. Il momento in cui avrei potuto rimettere piede sul suolo giapponese lo sognavo da quasi cinque anni, complice la pandemia che mi aveva costretta a rimandare la partenza per l’ennesima volta. E finalmente eccomi di nuovo nella mia seconda casa, con la meravigliosa prospettiva di rimanerci ben tre mesi, di poter rivedere vecchie conoscenze ma anche fare tanti nuovi incontri. Non potevo che iniziare dai grandi classici, alcuni un’assoluta novità anche per me, altri già visitati ma mai raccontati in questo blog, nato in occasione del mio secondo viaggio in questo Paese; negli articoli dedicati al Giappone partiremo quindi dalla capitale per scendere man mano verso sud, fino ad arrivare all’arcipelago di Okinawa, prima di risalire e fare ancora un paio di soste nel Kyūshū e nell’Honshū. Oggi parliamo ovviamente di Tokyo, cercando di conoscere un po’ più nel dettaglio le aree che la compongono.

La Tokyo Tower vista dal quartiere di Roppongi

Una città con più di 13 milioni di abitanti – che arrivano a 40 milioni contando anche l’area metropolitana – rappresenta certamente una sfida quando si cerca di capire dove pernottare e come muoversi; ovunque si alloggi è comunque necessario spostarsi frequentemente, con trasferimenti che spesso richiedono almeno 30 minuti di mezzi. Nonostante i quartieri chiave di Tokyo siano generalmente cari per chi ha un budget limitato, è possibile trovare soluzioni abbordabili ma ancora ragionevolmente centrali e ben servite dalla metro; Asakusa, Ueno e Akihabara al di fuori dell’alta stagione propongono ostelli e hotel di media categoria a prezzi abbastanza economici, mentre per risparmiare ulteriormente ci si può spingere fino a Kuramae, collegata alle linee metropolitane centrali dalla Toei Oedo. Noi abbiamo alloggiato all’&And Hostel Kuramae, riducendo parecchio i costi e potendo quindi rimanere nella capitale più a lungo. Nel corso delle due settimane trascorse in città ho potuto apprezzarne le molteplici sfaccettature, scoprendo dettagli inaspettati; se Tokyo nell’immaginario comune è il quartiere di Shibuya con il suo celebre incrocio, la statua di Hachiko, gli altissimi grattacieli e la miriade di negozi e centri commerciali, scavando un po’ più a fondo si realizza ben presto che è anche molto altro: tradizionale, spirituale, artistica, alternativa, nerd, lussuosa ed elegante ma al tempo stesso un po’ kitsch e molto pop, certamente mai noiosa. Tante anime diverse in una città sola, a creare una delle metropoli più pazzesche del mondo.

L’enorme lanterna del Kaminarimon, il portale di accesso al tempio Senso-ji di Asakusa

Data la varietà di proposte della capitale nipponica, che offre attività per tutti i gusti, non sarebbe realistico pensare di raccontarvi tutto quello che ho fatto o, ancora peggio, tutto ciò che si potrebbe fare. Più modestamente, mi limiterò a parlarvi della mia personalissima lista di imperdibili, quartiere per quartiere. Se qualcosa non vi piace, avrete solo l’imbarazzo della scelta nel trovare un sostituto!

Asakusa, Sensō-ji. Uno dei due templi più famosi di Tokyo nel quartiere tradizionale per eccellenza: il Sensō-ji di Asakusa occupa un posto speciale nel cuore dei giapponesi, che accorrono al tempio per scattare l’immancabile foto davanti al Kaminarimon, il portale d’accesso decorato dall’enorme, celeberrima lanterna rossa. Oltrepassato il Kaminarimon si entra in Nakamise-dori, la lunga stradina costellata di bancarelle di souvenir, amuleti e dolcetti; un luogo molto turistico ma sempre piacevole. Le bancarelle aprono piuttosto tardi la mattina, ma se arrivate presto potrete comunque ammirare le colorate opere che sono state dipinte su tutte le serrande. Il Sensō-ji si trova inoltre a soli 15 minuti a piedi dal Tokyo Sky Tree, la torre radio più alta del Giappone (nonché uno degli edifici più alti del mondo); se desiderate salire e godervi il panorama prenotate con anticipo, i biglietti terminano in fretta.

Ueno, Museo Nazionale di Tokyo. Il parco di Ueno ospita un lago, diversi santuari, uno zoo e tantissimi musei; è un luogo di ritrovo molto popolare in ogni stagione, e specialmente durante la fioritura dei ciliegi. Se dovessi consigliare una sola attività nella zona di Ueno, sceglierei senza dubbio una visita al Museo Nazionale di Tokyo: potrete ammirare tutta l’essenza della cultura tradizionale giapponese e la maestria degli artisti del passato concentrate in unico museo, a soli 1000 yen (circa 7€). Un ottimo inizio sia per chi ha già dimestichezza con l’arte nipponica che per coloro che ancora non la conoscono.

Il Museo Nazionale di Tokyo, nel parco di Ueno, custodisce tesori inestimabili

Ikebukuro, l’alternativa ad Akihabara. Molti appassionati di Giappone, avvicinatisi alla cultura del Paese del sol levante grazie a manga, anime o videogiochi, sognano di visitare Tokyo soprattutto per Akihabara, il “quartiere nerd” della capitale. I negozi di action figure, le sale giochi e i centri commerciali interamente dedicati a ogni tipo di tecnologia che può venirvi in mente abbondano; devo dire però che io sono rimasta piacevolmente sorpresa, più che da Akihabara, da Ikebukuro, che meglio si adatta al mio livello di nerdaggine soft. Anche qui non mancano le attrattive che rendono popolare Akihabara, ma ho trovato una maggiore varietà di offerta: i negozi non sono focalizzati così tanto sulle action figure e su prodotti di elettronica un po’ troppo di nicchia per gli ignoranti del settore, ma anzi puntano su gadget popolari e super kawaii. Se capitate a Ikebukuro al momento giusto, potreste anche imbattervi in qualche concerto o incontrare dei cosplayer.

Tokyo, la stazione e il ramen. Le stazioni ferroviarie in Giappone sono spesso il cuore delle città: non meri luoghi di passaggio, ma punti di ritrovo, gallerie commerciali e mercati coperti. Ciò è ancora più vero nella capitale, che nel sottosuolo nasconde praticamente dei mini-villaggi; il mio mondo sotterraneo preferito è quello sorto al di sotto dell’omonima stazione di Tokyo, nel quartiere Chiyoda (ma spesso sulle mappe vedrete che questa zona della città viene chiamata semplicemente “Tokyo”). Oltre alla miriade di negozi di tutti i tipi, sotto la stazione di Tokyo troverete una food court immensa, e in particolare una sezione totalmente dedicata al ramen. Se vi sono venuti gli occhi a cuoricino alla parola RAMEN è il posto che fa per voi. Se non è stato così, vuol dire che non avete mai assaggiato questo piatto. Un’ottima occasione per rimediare.

Shinjuku, Shinjuku-gyōen. Dopo Ueno, l’altro parco più famoso della capitale, lo Shinjuku-gyōen. A differenza del primo, in questo caso dovrete pagare 500 yen per accedervi, ma in quanto a bellezza siamo forse a un livello ancora più alto. Durante la bella stagione si possono fare stupendi pic-nic in questa oasi di pace inaspettata, acquistando il vostro pranzo o la vostra merenda direttamente presso il chiosco all’ingresso del parco, se lo desiderate. Nel periodo della fioritura dei ciliegi avrete sicuramente fin troppa compagnia, ma il meraviglioso panorama vale una sosta.

Il parco di Shinjuku

Shibuya, Tokyu Food Show. Vi aspettavate un suggerimento sul posto perfetto per vedere lo Shibuya Crossing dall’alto? Spiacente di deludervi, da buongustaia ho perso la testa molto prima di arrivarci. Il mio cervello e le mie papille gustative pretendono che vi consigli, come imperdibile di Shibuya, Tokyu Food Show: una food court gigantesca che si sviluppa in diverse sezioni, accanto all’uscita est della stazione (prendete come riferimento il centro commerciale Mark City se siete in dubbio). L’area dedicata ai dolci è perfetta per comprare qualche souvenir godereccio, mentre l’area del salato è un’ottima soluzione per un pranzetto economico.

Harajuku, Meiji-jingu e Design Festa Gallery. Harajuku tecnicamente è ancora parte di Shibuya, ma il suo nome è ormai talmente conosciuto, grazie alla sua importanza nel lancio di nuovi trend nel campo della moda, da meritare una menzione a parte. Una giornata a Harajuku potrebbe cominciare con un’occhiata ai piani inferiori del centro commerciale Laforet, mecca degli amanti degli stili goth, lolita e dark, prima di immergersi nell’arte contemporanea un po’ pazza di Design Festa Gallery. Per un momento di relax, fate una pausa al Baggage Coffee; concludete il vostro tour con una visita al Meiji-jingu, altro santuario tra i più importanti di Tokyo (in questo caso di religione shinto, a differenza del Sensō-ji che è buddista). Sarete sorpresi dalla quiete improvvisa appena oltrepassato l’imponente torii che indica l’ingresso al complesso. Per la sua varietà e vitalità, Harajuku è probabilmente la mia parte preferita di Tokyo.

La Design Festa Gallery di Harajuku, dove giovani artisti espongono le proprie opere

Roppongi, la vista sulla Tokyo Tower. Roppongi è uno dei quartieri più chic della capitale, ricco di negozi, club e boutique, ma anche musei. Lo includo tra gli imperdibili perché offre una stupenda vista sulla Tokyo Tower, specialmente in inverno con le illuminazioni festive. La foto in apertura è stata scattata proprio lì, non lontano da Toranomon Hills; un punto panoramico incredibilmente sottovalutato.

Odaiba, Team Lab Planets. Il collettivo di artisti Team Lab ha avuto un grande successo negli ultimi anni, grazie alla loro capacità di coniugare arte e tecnologia offrendo un’esperienza immersiva unica nel suo genere. Attualmente è possibile ammirare le incredibili opere di Team Lab presso la location Planets, vicino alla baia di Odaiba, ma a fine anno il museo dovrebbe chiudere – non è chiaro se per tornare nella vecchia sede del museo Borderless, sempre a Odaiba. Se avete l’occasione di visitare uno dei loro musei, fatelo: il biglietto non è proprio economico, ma ne vale assolutamente la pena. Potrete letteralmente essere parte di un’opera d’arte. Vestitevi comodi e siate pronti a qualche sorpresa, l’esperienza sarà più coinvolgente di quanto possiate immaginare.

Team Lab Planets coniuga arte e tecnologia, creando un’esperienza immersiva. Spesso si è invitati a toccare le opere o si diventa parte integrante dell’installazione

Gli imperdibili proposti nell’articolo sono quasi tutti gratuiti o abbastanza economici, ma quando si ha un budget limitato il risparmio non è mai sufficiente. Tokyo può mettere a dura prova, apparentemente; ciò che incide in maggior misura sulla spesa secondo me sono gli spostamenti, inevitabilmente frequenti in una città così grande. Per fortuna esistono biglietti scontati per la metropolitana, da 24, 48 o 72 ore; li potete acquistare nelle principali stazioni, di solito presso gli info-point turistici. Quello da 72 ore costa circa 10€ e lo consiglio vivamente; sebbene non copra le linee della JR, si può viaggiare in comodità in tutta la città.
Per salvare qualche soldino anche all’ora dei pasti, una soluzione è data dal ramen, che offre sempre un ottimo rapporto qualità-prezzo, o dal tonkatsu, una sorta di cotoletta generalmente accompagnata da una speciale salsa. Per il primo, se non sapete scegliere si va sempre sul sicuro con le grandi catene tipo Ichiran e Ippudo, mentre per il secondo consiglio Niigata Katsudon Tarekatsu, a Shibuya; per cambiare un po’ – salendo leggermente di prezzo – provate l’okonomiyaki di Sometaro, ad Asakusa. Un pasto veramente economico (tra i 3 e i 5€) di qualità media ma accettabile lo potete fare presso le catene specializzate in semplici set di carne e pesce con riso e verdure, quali Sukiya e Yoshinoya. Con questi piccoli accorgimenti e allontanandosi un pochino dai quartieri principali, vedrete che persino Tokyo è una meta abbordabile.

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