Kamakura e Nikko – Due escursioni in giornata da Tokyo

Tokyo, Kyoto, una tappa veloce a Nara o Osaka e per concludere Hiroshima e il Miyajima, prima di tornare a Tokyo: questo è l’itinerario standard per molti dei turisti stranieri che si recano in Giappone, di solito concentrato in dieci giorni scarsi, in una corsa contro il tempo che non lascia spazio nemmeno per riposarsi quanto basta a riprendersi dal jet lag. Io non sono esattamente il tipo da questi tour de force devastanti, voglio esplorare i luoghi al mio ritmo e andare, per quanto possibile, dove vanno gli abitanti del posto. Si possono fare tante soste nel passaggio tra una destinazione iper-turistica e l’altra, soste rilassanti e sorprendenti che aggiungono qualcosa di diverso e più autentico all’esperienza. Alcune di queste mete, imprescindibili per i giapponesi ma molto meno gettonate tra gli stranieri, sono comodamente raggiungibili da Tokyo: basta accorciare il passo per scoprirle.

Il Grande Buddha di Kamakura

Kamakura no kenbutsu, traducibile all’incirca come “gita a Kamakura”, è la frase che mi ritorna in mente ogni tanto in maniera del tutto casuale. Arriva direttamente dalle pagine del Minna no nihongo, il libro di testo che usavo durante il mio ultimo anno universitario, quando avevo deciso di studiare un po’ di lingua giapponese come extra. Era il titolo del dialogo di uno dei primi capitoli, nel quale un gruppo di studenti si recava a Kamakura per vedere il Daibutsu, il Grande Buddha. Ricordo quanta importanza veniva data dagli insegnanti a questa città, che fu la capitale del Giappone per più di un secolo, tra il 1195 e il 1333. Un pezzo di storia spesso trascurato dal turismo internazionale, eppure fondamentale ed estremamente popolare tra i giapponesi; un passato turbolento e complesso che ha ispirato romanzi, film e serie tv. Oggi Kamakura è rinomata per la sua ricchezza culturale, ma anche per le sue spiagge che durante i mesi estivi richiamano a frotte gli abitanti delle grandi città vicine (non aspettatevi il mare della Sardegna però).

Arrivare a Kamakura da Tokyo è facilissimo grazie all’Enoshima Kamakura Free Pass, che potete acquistare online sul sito della Odakyu Railway, la compagnia che gestisce questa tratta ferroviaria, oppure di persona presso le stazioni dell’azienda. Il costo attuale è di 1640 yen (circa 11€) se partite dalla stazione di Shinjuku, leggermente di più se partite da un’altra stazione della Odakyu all’interno di Tokyo. Sarete a destinazione in meno di un’ora e mezza; in alternativa potete prendere i treni della JR, un pochino più rapidi ma anche più cari. Se avete comprato il costosissimo Japan Rail Pass prima del vostro arrivo in Giappone, questi ultimi sono inclusi nel vostro biglietto. Considerate che le tratte delle due compagnie non sono identiche; io personalmente ho trovato più conveniente la proposta di Odakyu, ma per coloro che possiedono il Japan Railway Pass probabilmente risulteranno più adatti i servizi della JR. Personalmente posso assicurarvi che il panorama lungo la prima linea è stupendo, specialmente nelle limpide mattine invernali: il monte Fuji si staglia maestoso sullo sfondo per gran parte del viaggio, e quando si arriva a Fujisawa l’azzurro dell’iconico vulcano si mescola al blu del mare.

Kamakura è anche una meta balneare molto popolare tra gli abitanti delle grandi città del Kanto, tra cui Tokyo

Cosa fare una volta giunti a Kamakura? La città ospita tantissimi templi, al punto da rendere difficile fare una selezione. Certamente non si può escludere dalla lista il Kotoku-in, che custodisce la statua del Daibutsu, il secondo Buddha monumentale del Giappone per dimensioni (ingresso 300 yen). Credo però che l’occhio venga maggiormente appagato dalla bellissima vista sul mare e dal giardino del Hase-dera (400 yen), poco distante; il sentiero che porta al punto panoramico è meraviglioso in qualsiasi stagione, ma se volete vederne il momento di massimo splendore il periodo migliore è quello che va da giugno fino alla metà di luglio circa, quando centinaia di ortensie in fiore vi accompagneranno lungo il percorso. Spostatevi poi a nord-est della stazione Kamakura della JR (una fermata di treno o 35 minuti a piedi) per raggiungere lo Tsurugaoka Hachiman-gu (gratuito), il santuario shinto più importante di Kamakura, dedicato appunto a Hachiman, divinità protettrice della città e dei samurai. In primavera il viale che porta al santuario è un ottima location per ammirare la fioritura dei ciliegi. Se dopo questa tripletta vi rimane ancora un po’ di tempo, a seconda della stagione avete diverse scelte: il Meigetsu-in è famoso, come il tempio Hase-dera, per le sue incredibili ortensie, mentre tra novembre e dicembre potreste preferire l’Engaku-ji con i suoi accesissimi colori autunnali. Oppure ancora, potreste esplorare l’isola di Enoshima, poco distante da Kamakura.

L’ingresso del tempio Hase-dera di Kamakura

Kamakura è stata una delle scoperte più piacevoli di questo mio terzo viaggio nipponico, ma c’è un’altra meta egualmente bella e forse ancora più importante per i giapponesi dal punto di vista storico e culturale: Nikko, famosa per i suoi stupendi templi e santuari immersi tra i boschi montani, nonché per essere il luogo che custodisce la salma di Tokugawa Ieyasu, considerato l’unificatore del Paese. Raggiungere Nikko da Tokyo è un pochino più complicato rispetto a Kamakura; le tempistiche sono decisamente più lunghe e i costi maggiori, ma con qualche accorgimento il tutto è fattibile in giornata, sebbene la zona offra attrattive anche per coloro che vogliono fermarsi una notte o due. I collegamenti da Tokyo sono effettuati dalla Tobu, che propone due pass differenti: il Nikko World Heritage Area, valido due giorni consecutivi, e il Nikko All Area, valido quattro giorni. Il primo include solamente l’area principale dei templi Unesco, mentre con il secondo potrete spingervi a esplorare le foreste, i laghi e le cascate non lontane dalla città (l’ideale se desiderate pernottare in una struttura dotata di onsen per godervi un bagno termale). Noi abbiamo optato per il primo puramente per una questione economica e climatica – a inizio febbraio si congelava – ma anche così c’è molto da vedere. Potete acquistare il pass online oppure presso gli uffici della Tobu all’interno della stazione di Asakusa.

Purtroppo esiste solo una tabella con gli orari dei treni più veloci e costosi, mentre per i treni locali abbiamo avuto molte difficoltà a reperire le informazioni necessarie (lo staff stesso non ha saputo aiutarci granché); questo perché con questi ultimi i tempi di percorrenza sono abbastanza lunghi (circa tre ore, tre ore e mezza) e quasi nessun turista straniero sceglie questa opzione. Se però avete un budget ridotto questa potrebbe essere una soluzione davvero conveniente, in quanto vi permette di risparmiare quasi il 50% sui trasporti. Sembra un po’ complicato ma niente paura, ho testato io stessa questa alternativa per voi. Acquistate il vostro pass normalmente, indicando che volete utilizzare i local trains anziché i rapidi o i limited express, poi andate sul sito della Tobu, nella sezione dedicata agli orari del menù generale (non dove si parla dei pass per Nikko), inserite Asakusa come stazione di partenza e la Tobu Isesaki Line nel campo “route”; verrete indirizzati a un altro sito con tutti gli orari. Ignorate i limited express e guardate i treni che vanno verso Hikifune o direttamente a Minamikurihashi; a Minamikurihashi dovrete prendere un altro treno per Shimoimaishi e poi un ultimo per Nikko. Non preoccupatevi se i tempi tra un cambio e l’altro sembrano ristretti: i trasporti ferroviari giapponesi sono così precisi che le coincidenze vengono calcolate alla perfezione, con i vari treni che fermano proprio sui binari adiacenti. L’unico accorgimento che posso consigliarvi è quello di consultare gli orari la sera prima del viaggio se volete fare un’escursione giornaliera, perché con i local trains dovrete partire presto per non sprecare ore preziose. Una volta arrivati sul posto potrete spostarvi facilmente con i bus dedicati, che fermano appena fuori dalla stazione.

Uno dei soggetti più fotografati di Nikko, il ponte Shinkyo

La maggior parte dei visitatori inizia il proprio itinerario presso il ponte Shinkyo, probabilmente il soggetto fotografico più noto di Nikko. La foresta e le montagne che lo incorniciano creano un quadro meraviglioso in ogni stagione, ma ancora di più in autunno, quando il bosco si infiamma di mille sfumature scarlatte. La vera celebrità è però il Tosho-gu, il santuario shinto che custodisce le spoglie di Tokugawa; i ricchi intarsi e la raffinatezza decorativa costituiscono un forte contrasto con l’usuale semplicità architettonica giapponese. Se desiderate, continuate la vostra esplorazione al Futarasan-jinja, meno imponente del primo ma ugualmente importante: è il santuario dedicato al sacro Nantai, il monte alle sue spalle. Concludete la tripletta dei templi e santuari maggiori di Nikko con il Rinno-ji, tempio buddhista che può rivaleggiare con il Tosho-gu in quanto a raffinatezza, anch’esso dedicato come il Futarasan alle sacre montagne nei dintorni. A coloro che pernottano in zona, Nikko regala la possibilità di moltissime escursioni in mezzo alla natura; l’area di Okunikko ospita spettacolari cascate e laghi, ma anche sorgenti termali per rilassarsi dopo una lunga camminata.

La raffinatezza e complessità degli intarsi del Tosho-gu costituisce una rarità nel patrimonio giapponese, caratterizzato solitamente da una maggiore semplicità

La visita ai templi di Nikko è più costosa rispetto a quella a Kamakura, non solo per ovvie ragioni legate alla distanza, ma anche per il prezzo dei biglietti di ingresso individuali; rimane però comunque economica in relazione all’importanza del sito, quindi non fatevi scoraggiare e se possibile dedicate più di una sola giornata alla zona. Sfortunatamente dovrete essere pronti a condividere l’esperienza con molte altre persone, anche in pieno inverno; devo ammettere che questa costante presenza di folla ha un po’ guastato la visita, e sul momento ero parecchio irritata, ma con il senno di poi ci tornerei e soprattutto esplorerei Okunikko, dedicandomi a meravigliose camminate in mezzo alla foresta. Segnato per la prossima volta in Giappone.

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