Forse vi sarà capitato di imbattervi, curiosando sui social, in qualche post che raccontava di una “Napoli dell’Estremo Oriente”. Per quanto incredibile possa sembrare, questa città esiste davvero, e ho potuto visitarla nel corso del mio viaggio nel sud del Giappone. Effettivamente tra Napoli e Kagoshima una certa somiglianza c’è: entrambe si affacciano su una baia dominata da un vulcano attivo, e magari sarà proprio grazie a o’ sole e o’ mare se anche gli abitanti di questa sorella giapponese hanno tanto core e sono così amichevoli rispetto ai loro connazionali, generalmente più timidi. Le due città sono gemellate dal 1960 e si sono addirittura dedicate a vicenda una via; a Kagoshima troverete quindi Napoli-dori, mentre a Napoli vedrete via Kagoshima. Al di là di questi fattori le cose in comune non sono poi molte, ma fa sorridere l’idea che due culture così lontane possano essere legate in questo modo.
Il vulcano di Sakurajima, l’isola che si trova di fronte a Kagoshima, è senza dubbio la star locale, croce e delizia per gli abitanti dei dintorni, che devono convivere con i suoi sbuffi pressoché quotidiani. Il meteo qui ha anche una sezione speciale, dedicata appositamente alle sue piccole eruzioni ed emissioni; meglio sapere in che direzione andranno, salvare il bucato e uscire di casa armati di ombrello, perché pare che la cenere punga e possa essere molto fastidiosa. Io ero curiosa di assistere a questo fenomeno così particolare, ma in inverno, periodo nel quale mi trovavo a Kagoshima, il vento soffia molto più spesso in direzione opposta, rivestendo di grigio le città che si trovano dall’altro lato del vulcano. Dal mucchietto di cenere sul balcone direi che ho mancato lo spettacolo di pochissimo!

Prima di ammirare il Sakurajima da vicino, godetevi il panorama dal Sengan-en, il meraviglioso giardino che circonda la villa un tempo appartenente alla famiglia Shimadzu. Una lunga passeggiata tra boschi, fiumi e tempietti, sempre accompagnati dall’immancabile vulcano sullo sfondo; con 1500 yen è possibile visitare anche l’interno della residenza e il piccolo museo lì a fianco. Il giardino ospita inoltre diverse case da tè e negozi di souvenir, dove si possono acquistare le opere dei mastri vetrai locali, che soffiano e intagliano abilmente il cristallo Satsuma Kiriko, famoso in patria come da noi lo è il vetro di Murano.
Per raggiungere il Sengan-en potete sfruttare i comodissimi trasporti pubblici, magari utilizzando il Cute Pass, che include l’utilizzo dei bus e tram City View, del traghetto per Sakurajima e del bus turistico di quest’ultima. Il pass da un giorno costa 1200 yen e si può comprare all’ufficio turistico di Kagoshima, vicino alla stazione. Il personale dell’ufficio è gentilissimo, efficiente e parla un inglese eccellente; credo siano i migliori che ho avuto l’occasione di incontrare in tutto il Giappone. Chiedete il loro aiuto, sapranno indirizzarvi al meglio e vi spiegheranno perfettamente come arrivare al porto.

I traghetti per Sakurajima partono ogni 15 minuti circa e la traversata è breve, quindi l’escursione si può fare tranquillamente anche con poche ore a disposizione. Una volta giunti sull’isola potete scegliere se prendete subito i bus turistici che portano direttamente all’osservatorio o fare prima una tappa al Tourist Center per imparare qualcosa sui vulcani; io ho trovato la visita molto istruttiva. Dall’osservatorio potrete ammirare da vicino i tre picchi del vulcano – di cui solo uno attivo – e la porzione di terra creatasi a seguito dell’eruzione del 1914, che unì Sakurajima alla terraferma; da allora tecnicamente Sakurajima non è più un’isola, anche se nel nome è rimasta traccia del suo passato. Forse questo vulcano non sarà imponente come altri nel Kyushu, ma di sicuro è molto più semplice da raggiungere senza un mezzo proprio ed è quasi sempre accessibile: un vulcano alla portata di tutti.
La posizione di Kagoshima ai margini del Kyushu fa sì che gli spostamenti verso le altre prefetture possano essere piuttosto lunghi e costosi (o solo costosi se utilizzate lo shinkansen); meglio raggiungerla da Kumamoto o da Fukuoka, ben collegate sia con treni che con autobus, o perché no, da Okinawa, abbastanza vicina da avere addirittura alcune isole dove si parlano dialetti di Kagoshima. Se invece come abbiamo fatto noi volete raggiungere da qui Nagasaki, chiedete assistenza al Bus Center; al momento non esistono bus diretti tra le due città, ma lo staff dell’ufficio saprà prenotare la soluzione più comoda e rapida per voi. Coloro che dispongono di mezzo proprio come sempre potranno sfruttare al meglio la loro permanenza nel Kyushu ed esplorare la magnifica natura dei dintorni. Se passate per il Giappone meridionale non perdetevi questa zona: è una prefettura sottovalutata ma che ha molto da offrire.
