Tre giorni a Madrid

Spagna vuol dire per voi estate, sole e mare? Che ne dite invece di visitarla in inverno? Andarci durante i mesi freddi può costituire un’alternativa interessante, a un costo inferiore. Noi abbiamo deciso di dedicare qualche giorno a Madrid, e nonostante la stagione non l’abbiamo trovata affatto spenta, anzi: ci siamo stupiti per la gran quantità di turisti in giro per locali e musei.

Devo ammettere che, data la posizione sopraelevata della città, non siamo quasi mai stati risparmiati dal vento freddo, ma questo non ci ha impedito di vedere quello che avevamo programmato prima della partenza. Se Madrid non mi ha subito entusiasmata per la presenza costante di cantieri e caos, nel giro di poche ore si è fatta amare, con il suo essere così imponente, viva, allegra.

Di seguito vi propongo il nostro itinerario, che ci ha permesso di vedere moltissimo in tre giorni scarsi; potete quindi prendere spunto da qui se non avete molto tempo a disposizione! Normalmente non amo fare le cose di corsa, ma a volte non si hanno altre possibilità. Seguendo la nostra tabella di marcia, potrete fare tutto con calma e anzi più di noi, se siete ben allenati.

Giorno 1.

Grazie all’arrivo a Madrid prima delle 10.30 del mattino, avevamo ancora tutta la giornata davanti, complice anche la posizione centrale del nostro hotel, l’Eurostars Casa De La Lirica, vicino a Puerta del Sol. L’albergo lo consiglio vivamente, soprattutto per la colazione stratosferica – mai visto così tanta scelta in un hotel. Non è proprio economico, ma vale la spesa. Per iniziare, abbiamo fatto un breve giro della Gran Via, la strada principale: se volete potete fare shopping, anche se a dirla tutta la maggior parte dei negozi potete trovarli anche a casa vostra…Forse vi possono interessare maggiormente i numerosi teatri e cinema, o i maestosi edifici che la circondano. Non lontano, si snoda la Calle Mayor, l’antica via maestra, se così vogliamo chiamarla. Intorno ai due corsi, troverete le piazze principali: Puerta del Sol, dove potrete scattare una foto alla statua dell’Oso y Madroño, “l’orso e il corbezzolo”, simbolo della città (e dell’Atletico Madrid); Plaza Mayor, con la bellissima Casa de la Panaderìa; Plaza de España, con il suo enorme monumento dedicato a Cervantes.

Madrid, Plaza Mayor, Casa de la Panaderia
Madrid, Plaza Mayor, Casa de la Panaderia

Intorno a mezzogiorno ci siamo spostati verso Palazzo Reale, ma sconsiglio di visitarlo nella tarda mattinata, che da quanto ho visto mi sembra la fascia oraria più gettonata (la coda arrivava dall’altra parte della piazza, non certo piccola). Potete invece cominciare con la Catedral de la Almudena, proprio lì a fianco, più relativa cripta. La cattedrale è stupenda, e secondo me è un esempio riuscitissimo di come si possano ancora produrre opere artistiche religiose mozzafiato, seppur molto moderne. Qui sotto metto una mia foto per darvi un’idea. Ingresso libero, volendo potete lasciare una piccola offerta.

Madrid, Catedral de la Almudena
Madrid, Catedral de la Almudena

Per la pausa pranzo noi siamo andati al Mercado San Miguel, raggiungibile a piedi. Il mercato è caratteristico e, per quanto piccolino, merita una visita, ma non aspettatevi di uscirne con la pancia piena avendo speso poco; il posto è molto turistico e pertanto i prezzi sono cari, tuttavia l’atmosfera conviviale lo rende un luogo delizioso.

Dopo esserci rifocillati un po’, abbiamo fatto un secondo tentativo con il Palacio Real, e questa volta siamo stati più fortunati: pochissima coda. In Spagna si mangia più tardi rispetto a noi, quindi siamo riusciti ad approfittare del momento in cui la maggioranza delle persone pranzava. Visita consigliatissima, il palazzo è enorme e sfarzoso – come poche volte ho visto altrove – e al suo interno custodisce preziose chicche che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa. Costo: 11€ a testa. Terminato il tour, siamo tornati in hotel per riposarci un po’.

Madrid, Palazzo Reale
Madrid, Palazzo Reale
Madrid, Palazzo Reale, Scalone d'ingresso
Madrid, Palazzo Reale, Scalone d’ingresso

Per la cena, non potevamo che iniziare con qualche tapas! Ovviamente le possibilità erano molte, ma la nostra scelta è ricaduta su Casa Gonzalez, non lontano da Puerta del Sol. Il locale è alla mano, ma la qualità molto buona a mio parere, e le porzioni abbondanti. Ampia la scelta di formaggi, devo ammettere che non avevo idea che la Spagna ne avesse così tante varietà! E se dopo cena avete ancora voglia di stare in giro, non vi annoierete di certo: con la sua grande quantità di ristoranti e bar, Madrid rende onore al suo appellativo di “città che non dorme mai”, anche a gennaio.

Giorno 2.

Secondo giorno dedicato all’arte, com’era inevitabile. Non avendo moltissimo tempo a disposizione, ci siamo concentrati solamente sul Prado e sul Reina Sofia, ma ricordate che Madrid ospita altri importanti musei, come ad esempio il Thyssen-Bornemisza, dove sono esposti molti capolavori. La maggioranza dei musei offre un paio d’ore al giorno in cui si può entrare gratuitamente, ma ovviamente queste coincidono con il momento di maggiore sovraffollamento, oltre al fatto che, se è la prima volta che li visitate, due ore non vi basteranno mai. Noi abbiamo impiegato circa tre ore e mezza al Prado e anche di più al Reina Sofia, ma una visita più approfondita richiederebbe almeno un giorno intero! Segnalo in particolare, da non perdere: per il Prado la sezione fiamminga, con alcuni bellissimi Bosch, e quella dedicata a Goya e alle sue pinturas negras – stupende, se non amate questo artista cambierete idea vedendole – mentre ovviamente al Reina Sofia non potete non ammirare la Guernica. Approfittatene anche per vedere le mostre temporanee, incluse nel biglietto: potreste imbattervi in qualche sorpresa.

Questa volta per il pranzo abbiamo provato 100 Montaditos, catena che ormai è arrivata anche in Italia. Con 12€ abbiamo mangiato in due, e la qualità è buona. Consiglio il bocadillo con calamares, piatto tipico di Madrid – i madrileni amano i bocadillos, li troverete ovunque! Poco lontano la stazione di Atocha, un tempo la principale arteria ferroviaria della città, fino ai tragici attentati del 2004. Oggi ospita un giardino interno, negozi e qualche locale, dove sostano gli ancora numerosi pendolari.

Per la cena, non abbiamo proprio resistito: abbiamo dovuto cercare il nostro angolo di Giappone anche qui, e ne abbiamo trovato uno eccezionale! Il ramen di Chuka, in Calle de Echegaray, è spettacolare (ma anche gli altri piatti non scherzano); lo staff è giovane ma decisamente capace. Lungo la stessa strada, per una bella cerveza artigianale, potete provare il Brew Wild, che offre moltissima scelta. In generale questa via e la zona circostante sono vivaci e piene di locali interessanti, la consiglierei per una bella serata in compagnia.

Giorno 3.

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato ad attività all’aperto, anche se le condizioni atmosferiche non erano delle più azzeccate. In mattinata abbiamo fatto un giro al celebre Parque del Retiro, che ospita il Palazzo di Cristallo, costruito in occasione dell’esposizione delle Filippine del 1887 e oggi sede di mostre e installazioni temporanee. Il parco è molto grande, se vi piace andare in bici qui avrete sicuramente molto spazio a disposizione! E se volete potete fare un giro in barca o canottaggio nel laghetto in cui si erge il maestoso monumento dedicato ad Alfonso XII (se il tempo lo permette). Più tardi ci siamo spostati al quartiere La Latina, caratterizzato da strette viuzze lastricate, tra le quali si nascondo molto ristorantini. Noi abbiamo scelto il Juana La Loca, e di nuovo abbiamo mangiato benissimo! Da assaggiare la loro tortilla, il mini-burger, l’uovo tartufato e l’anguilla.

Madrid, Parque del Retiro
Parque del Retiro, immancabile foto di paperelle/anatre che mi piacciono tanto

Nel pomeriggio, per concludere la nostra breve vacanza, abbiamo visitato…Il Santiago Bernabeu, lo stadio del Real Madrid! Sì, chi mi conosce sa che non seguo molto il calcio, ma devo dire che l’allestimento del museo e il tour sono organizzati benissimo (escludendo le tappe obbligate in cui cercheranno di convincervi a spendere altri soldi in gadget vari) e non mi sono per nulla annoiata, anzi. Superate lo scoglio psicologico dei 25€ di biglietto di ingresso e vedrete che ne vale la pena, secondo me molti musei dovrebbero prendere esempio da questo posto per modernizzarsi un po’ e capire come attirare i visitatori e coinvolgerli. Il tocco di classe: a fine percorso potrete accomodarvi sulle panchine dove si sono seduti e si siedono ancora oggi alcuni fra i giocatori più forti del mondo!

Madrid, Santiago Bernabeu
Madrid, Santiago Bernabeu

 

Al prossimo viaggio!

3 pensieri su “Tre giorni a Madrid

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