Visitare i templi di Angkor è una delle esperienze più straordinarie che si possano fare nella propria vita. Vedere il sole sorgere lentamente dietro l’Angkor Wat, farsi strada tra le radici che avvolgono le rovine del Ta Prohm e ammirare gli enormi volti di pietra del Bayon suscita emozioni che difficilmente si possono spiegare a parole. Sembra di essere sul set di un film di avventura: non a caso, alcune scene del primo Tomb Raider furono girate proprio qui, contribuendo a far conoscere la meraviglia di questo luogo al resto del mondo (se mai ce ne fosse stato bisogno). Ovviamente, appena abbiamo deciso di recarci nel sud-est asiatico, non abbiamo esitato a inserire Angkor nella nostra lista, ma come sempre hanno cominciato a sorgere tantissime domande: come arrivare, quale pass acquistare, come spostarsi da un tempio all’altro, cosa portare… Per facilitare le vostre ricerche, ho scritto un articolo contenente alcune informazioni pratiche utili per la visita.

I pass acquistabili
Innanzitutto, è bene precisare che il complesso di Angkor è enorme e si estende per diversi chilometri, mentre l’Angkor Wat è un singolo tempio – seppur molto grande – che è diventato il simbolo dell’intero sito e della Cambogia stessa. Proprio perché la zona è così vasta, è impossibile vedere tutto in un solo giorno, e probabilmente anche se vi fermaste una settimana rimarrebbe sempre qualcosa da fare. Le dimensioni e l’ampiezza dell’area fanno sì che si debba prendere una decisione importante ancora prima di iniziare: quanti giorni dedicare alla visita? Non esiste una risposta facile a questa domanda, perché tutto dipende essenzialmente dalla vostra voglia di esplorare il complesso, dal tempo che avete a disposizione e dal vostro budget. Un’idea ve la può dare la durata dei pass acquistabili, rispettivamente uno, tre o sette giorni (37$, 62$ o 72$). Tra il pass da tre e quello da sette giorni la tariffa non varia molto, come potete vedere, per cui se siete in dubbio tra uno e l’altro la scelta più conveniente potrebbe essere quella di optare per l’ultimo. Diverso è il caso dei pass da uno o tre giorni; se scegliete il primo, probabilmente riuscirete a vedere solo i tre templi principali – l’Angkor Wat, il Bayon insieme a parte della cittadella, il Ta Prohm – oppure, per inserire altro nel corso della stessa giornata, dovrete partire molto presto la mattina e continuare il vostro tour anche nelle ore più calde (cosa che sconsiglio perché le temperature e l’umidità possono essere estenuanti, io dopo qualche ora riuscivo a pensare solo alla doccia). Per fortuna, nel momento della nostra visita era in corso una promozione per la quale il pass da 37$ valeva in realtà due giorni, quindi abbiamo potuto visitare sette templi: i tre principali la prima mattina, più altri quattro la seconda. Se desiderate raggiungere anche i templi più lontani e non volete impazzire concentrando troppe cose nella stessa giornata, optate almeno per il pass da tre giorni.
I must-see
In questo momento storico, nel quale il numero di visitatori non è ancora tornato ai livelli precedenti il 2020, è possibile godersi i templi in relativa tranquillità in qualsiasi orario, ma in generale è consigliato iniziare la propria giornata ad Angkor molto presto, in modo da evitare almeno in parte i grandi gruppi turistici; alcuni templi aprono già alle cinque del mattino, gli altri intorno alle sette. Se farete un piccolo sforzo alzandovi prima dell’alba, sarete ricompensati non solo dalla quiete mattutina e dagli ultimi momenti di frescura, ma anche e soprattutto da panorami incredibili. Mettete la sveglia alle quattro, contrattate un passaggio in remork o tuk tuk e fatevi strada nell’oscurità del sentiero che porta all’Angkor Wat – non sarete soli, le torce e i cellulari davanti a voi vi guideranno. Sedetevi sulle rive del lago e aspettate la magia: un’alba infuocata rivelerà presto la sagoma del tempio che si staglia imponente davanti a voi, tra un turbine di libellule che sfreccia sulla superficie dell’acqua. Per me, questo spettacolo era talmente stupendo che solo quando il sole era già alto mi sono ricordata di guardarmi attorno, notando finalmente che anche alle mie spalle avevo superato, nel buio, un panorama niente male.

Dopo aver visitato il wat principale, fatevi portare all’Angkor Thom, la cittadella; una lunga fila di imperscrutabili sculture sorveglierà il vostro ingresso. All’interno della cittadella, assolutamente imperdibile è il Bayon, celebre per i suoi enormi volti scolpiti nella roccia. Accordatevi con il vostro autista per farvi condurre almeno a un paio dei templi minori dell’Angkor Thom e godervi un tour della cittadella al fresco (consiglio un remork per aggiungere un pizzico di divertimento all’esperienza).

Per concludere il terzetto più popolare, dirigetevi al Ta Prohm e ammirate un capolavoro dell’essere umano reso ancora più pazzesco dall’intervento di madre natura; il fascino di questo luogo è accentuato dalle enormi radici degli alberi che avvolgono le rovine del tempio e diventano esse stesse parte dell’architettura.

Per coloro che optano per il pass da più giorni – o per chi ha una grande sopportazione per il caldo e può continuare il tour dopo i tre templi appena citati – Angkor offre ancora una miriade di opportunità, tra cui diventa sempre più difficile scegliere. Se non potete allontanarvi eccessivamente da Siem Reap, suggerisco una tappa al Pre Rup, che rende al meglio nella luce matuttina e al tramonto, e una al Preah Khan, dove sono ben visibili le finissime decorazioni sculturee e la complessa struttura interna. Nella zona intorno ai due templi, ne trovate tantissimi altri presso cui potete fermarvi, se lo desiderate, per approfondire ulteriormente la conoscenza del sito; vale la pena fare qualche sosta, perché i vari tempietti sono inaspettatamente molto diversi l’uno dall’altro, e ciascuno ha qualcosa che lo rende unico.

Come arrivare e come spostarsi
Dopo aver faticosamente deciso quale pass fa per voi e averlo acquistato online, dovrete scegliere come preferite organizzare la vostra visita e, di conseguenza, come organizzare gli spostamenti. Praticamente tutti gli hotel e ostelli di Siem Reap offrono tour di Angkor, in alcuni casi anche a prezzi competitivi; il LubD, l’ostello dove alloggiavamo, ne proponeva ad esempio uno di mezza giornata per i tre templi principali, con guida in inglese, a 15 dollari a testa. Se invece preferite prendervi i vostri tempi o comunque una visita in solitaria, il tutto è fattibile sia con che senza guida, con diversi mezzi di trasporto: taxi, tuk tuk, remork o anche in bicicletta, se sopportate bene il caldo.
Non avrete problemi a trovare un tuk tuk o un remork, basta mettere piede fuori dalla struttura dove alloggiate; semmai, potrebbe capitarvi di dover allontanare gli autisti più insistenti, anche se generalmente un rifiuto gentile ma fermo è sufficiente per far desistere anche i più ostinati. Ricordatevi sempre di contrattare per ottenere un prezzo equo, e non abbiate paura di andare via e riprovare con qualcun altro se l’offerta non vi convince. Noi controllavamo prima le tariffe su Grab, per poi contrattare fino a ottenere una tariffa simile o inferiore; generalmente non è complicato riuscirci. Su Grab potete anche ingaggiare un autista che rimanga a vostra disposizione per un tot di ore, indicando in fase di prenotazione quali e quanti templi vi interessano. I prezzi erano assolutamente in linea con le proposte ottenibili “dal vivo”; in ogni caso, al di fuori dei templi principali vi conviene mettervi d’accordo in anticipo con un autista affinché rimanga con voi tutto il giorno, perché potrebbe essere più difficile trovare qualcuno disposto a trasportarvi per una singola tratta.

I prezzi
In definitiva, quanto potete aspettarvi di spendere? Al momento della nostra visita (ottobre 2022), i prezzi che abbiamo trovato erano i seguenti:
• Per visitare i templi principali del cosiddetto Piccolo Circuito – Angkor Wat, Bayon e parte della Cittadella, Ta Prohm – senza guida, contrattando gli spostamenti da e per Siem Reap e tra i vari templi singolarmente: circa 10€ a testa. Se volete una guida, avevo letto di prezzi intorno ai 10-15 dollari (oltre ai trasporti) ma come scritto prima alcuni ostelli e hotel possono offrirvi tour comprensivi di guida a tariffe molto vantaggiose, quindi vale sempre la pena verificare con chi vi ospita. Il vantaggio di non unirsi a un gruppo è dato dalla possibilità di visitare i templi già dall’alba, quando l’atmosfera è magica e l’aria ancora “fresca”, cosa che non sempre è fattibile con i tour organizzati.
• Per visitare i templi principali del Grande Circuito – Pre Rup, Ta Som, Noak Poun, Preah Khan – senza guida, con autista prenotato su Grab a disposizione dalla partenza fino al rientro in città, circa 10€ a testa. Le offerte al di fuori di Grab andavano dai 10 ai 15€ a testa, o leggermente di più per un taxi. Credo comunque che l’esperienza in remork sia più bella perché permette di immergersi nei suoni e negli odori del luogo, cosa che il taxi non consente.
Informazioni pratiche
Per la visita ai templi, è essenziale un abbigliamento comodo e leggero, meglio se coprente, per proteggersi dal sole e dalle zanzare. Indossate scarpe confortevoli, in quanto in diverse occasioni dovrete arrampicarvi su scale dissestate e massi o evitare radici e macerie. Applicate l’antizanzare, sia di giorno che di sera, e una protezione solare (suggerisco anche di portarsi un cappellino). Non dimenticate di fare scorta d’acqua e magari qualche spuntino prima di partire; esistono alcuni chioschi e ristorantini, ma non dappertutto, e molti non erano aperti durante la nostra permanenza.
Concludo semplicemente ripetendovi di fare assolutamente questa esperienza se ne avete l’occasione, possibilmente dedicando anche un po’ di tempo al resto della Cambogia; è un Paese che ha tanto da offrire da tutti i punti di vista, uno di quei luoghi che toccano il cuore e cambiano le persone, dandogliene l’opportunità. Tra tutte le nazioni visitate nel corso del viaggio nel sud-est asiatico, senza dubbio quella che mi ha emozionato di più.

Wow, che posto !!!
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Davvero incredibile, è un posto magico. In Cambogia in generale ci ho lasciato il cuore!
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