Shikoku – il Giappone da scoprire

Sono pochi i turisti che si spingono fino allo Shikoku, la più piccola fra le isole maggiori che compongono il territorio giapponese. È un’area ancora relativamente rurale per gli standard nipponici, dove al di fuori delle quattro o cinque città principali si trovano perlopiù piccoli villaggi o sparuti gruppetti di case, campi coltivati, fiumi e un po’ di natura selvaggia, ormai rarissima nel Paese. Andateci in inverno e difficilmente incontrerete altri viaggiatori stranieri, ma anzi verrete guardati con curiosità. Per voi che siete in cerca di mete alternative, il momento di esplorare lo Shikoku è adesso.

Il nome Shikoku significa letteralmente “quattro paesi”, a indicare le quattro prefetture da cui è composto. Kagawa, Tokushima, Kochi ed Ehime sono le diverse anime dell’isola più sottovalutata del Giappone, ciascuna con le sue caratteristiche individuali, ma unita alle altre dal pellegrinaggio degli 88 templi che le attraversa ancora oggi. Per esplorarle al meglio è consigliabile spostarsi in auto, perché i trasporti pubblici non sono capillari e rapidi come nel resto del Paese; se volete arrivare a destinazioni più remote come la valle di Iya e il suo ponte di liane, visitare il villaggio abbandonato di Nagoro o tentare di raggiungere l’illuminazione al Capo di Muroto come il monaco buddhista Kobo Daishi, potreste preferire armarvi di patente internazionale: arrivarci con i mezzi, al momento, può essere complicato.

Ma allora visitare l’isola senza macchina non è fattibile? Niente paura, ci sono tantissime cose che si possono fare utilizzando il trasporto pubblico; dovete solo mettere in conto spostamenti lunghi e qualche cambio, e possibilmente acquistare lo All Shikoku Rail Pass (sembra caro ma tirando le somme è molto conveniente). Ecco le mie attività preferite, divise per prefettura.

Kagawa

Il Ritsurin-koen di Takamatsu

Famosa in tutto il Giappone per i suoi deliziosi sanuki udon, la prefettura di Kagawa ha molto da offrire non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche a livello culturale. Il suo capoluogo, Takamatsu, ospita il Ritsurin, a mio parere uno dei giardini più belli del Paese; un parco enorme più che un semplice giardino, ricco di scorci meravigliosi e addirittura una piccola cascata. Il momento migliore per visitarlo? Ogni periodo dell’anno ha i suoi pregi. Persino una fredda giornata piovosa di fine febbraio può essere magica: gli alberi di pruno sono in fiore, e le goccioline di pioggia adornano i rami ancora spogli o creano suggestivi banchi di nebbia. Ingresso: 410 yen.

Non tutti possono fare l’intero pellegrinaggio dello Shikoku, ma a chi ne vuole un piccolo assaggio i locali suggeriranno probabilmente il Kotohira-gu, più comunemente chiamato Konpira-san. Data l’ardua scalata per arrivare alla cima – 1368 scalini di pietra – l’impresa è ritenuta particolarmente meritevole e degna di lode. Lo consiglio però solo se siete davvero interessati a un’esperienza più spirituale; se preferite visitare templi e santuari per la loro bellezza estetica e architettonica, credo si trovino esempi più interessanti in Giappone.

Della prefettura di Kagawa fanno parte anche l’isola di Naoshima e di Teshima, ormai importantissimi punti di riferimento a livello internazionale per l’arte moderna e contemporanea. Durante tutto l’anno e in particolare in occasione della triennale di Setouchi tantissimi visitatori affollano i musei locali per ammirare, tra gli altri, l’iconica zucca di Yayoi Kusama e le ninfee di Monet. Le opzioni per soggiornare sono poche e non esattamente a buon mercato, ma Naoshima e Teshima sono facilmente raggiungibili in traghetto sia da Takamatsu che da Okayama, nell’Honshu.

Dal punto di vista gastronomico la prefettura di Kagawa, e in particolare Takamatsu, mi ha piacevolmente sorpresa: qui ho trovato alcuni dei miei locali preferiti in assoluto nel corso dei tre mesi passati nel Paese del Sol Levante. I sanuki udon, che si distinguono dagli udon classici principalmente per una consistenza un pochino più gommosa e una forma squadrata, sono un must quando si visita lo Shikoku. Provate quelli di Udon Bou per un primo assaggio economico e generoso. Cambiate poi completamente genere con un piatto semplice ma squisito, lo honetsuki dori: una coscia di pollo servita ancora attaccata all’osso, speziata e succosa, da mangiarsi rigorosamente con le mani. Tra i ristoranti più famosi dove ordinarla c’è senza dubbio Yoridorimidori; preparatevi a un po’ di coda. E per un grande classico c’è sempre il ramen, che nello Shikoku è spesso a base di brodo di pesce; andate da Suzumushi e chiedete quello con il brodo di sardine: uno dei più buoni che abbia mai mangiato.

Tokushima

Il ponte di Naruto, nella prefettura di Tokushima

La prefettura di Tokushima ospita un luogo molto speciale, il paese di Naruto, famoso per i suoi mulinelli acquatici. La conformazione dello stretto di Naruto, che unisce il Mare Interno di Seto e il Pacifico, fa’ sì che con il variare delle maree si creino rapidi spostamenti di grandi volumi d’acqua, che danno origine ai celebri mulinelli. La stagione primaverile è il momento migliore dell’anno per osservarli, perché la corrente particolarmente veloce produce vortici molto grandi; in ogni caso è sempre necessario controllare gli orari delle maree, dato che al di fuori delle fasce orarie giuste non si vede quasi nulla. Per ammirarli da vicino potete prendere parte a un’escursione in barca oppure percorrere l’Uzu No Michi, il ponte coperto sospeso che collega Naruto all’isola di Awaji (ingresso: 510 yen). In inverno consiglio di coprirsi bene, il vento può essere molto forte in questa zona.

Tra il 12 e il 15 di agosto Tokushima ospita il popolarissimo festival Awa Odori, che richiama centinaia di ballerini da tutto il Giappone, ma anche da altre nazioni. Se volete soggiornare in città nel periodo della festa prenotate con congruo anticipo.

Kochi

La spiaggia di Katsurahama

L’area di Kochi è la più remota dello Shikoku, la più rurale e selvaggia. Nonostante la città omonima abbia dimensioni di tutto rispetto, l’offerta ricettiva non è ampia, perché il turismo non ha per ora raggiunto i livelli del resto dell’isola. Star della prefettura sono senza dubbio il fiume Shimanto, che i giapponesi considerano il più incontaminato del Paese, e il Capo Ashizuri, il punto più meridionale dello Shikoku, dal quale si gode di una magnifica vista sull’oceano e di splendidi panorami notturni favoriti dallo scarso inquinamento luminoso. Purtroppo non sono semplici da raggiungere se non si è dotati di mezzo proprio; il trasporto pubblico in questo caso non è incluso nemmeno nel pass. Per qualcosa di più semplice potete raggiungere la spiaggia di Katsurahama; il bus turistico My Yu, a prezzo scontato per gli stranieri, ferma anche al giardino botanico prima di arrivare alla spiaggia.

La domenica la città di Kochi ospita il Sunday Market, imperdibile per gli amanti dello street food. Il resto della settimana potete invece provare il mercato coperto Hirome, dove molti banchi propongono il katsuo tataki, delizia locale a base di tonno scottato. Perfetto da accompagnare a una bella birra fresca.

Ehime

Ehime è la patria del mikan, il mandarino nipponico. Persino la mascotte della prefettura è a tema: un cagnolino arancione con le orecchie a forma di fogliolina, a ricordare l’agrume. Il piccolo Mikyan – questo il nome della tenera creatura – ha anche un rivale, Dark Mikyan (verde come un frutto acerbo), che disturba il nostro eroe buono, invidioso di non poter essere perfetto come lui, non essendo nato nella terra dei mandarini migliori. Se passate da Matsuyama, la città più grande della prefettura, potreste addirittura imbattervi in un tram a loro dedicato. Pronti a fare incetta di souvenir delle mascotte locali?

Mikyan, la mascotte della prefettura di Ehime
Dark Mikyan, il suo rivale

Se i gadget kawaii non sono il vostro genere, forse preferirete qualche souvenir gastronomico. L’area del Dogo Onsen, il centro termale più antico del Giappone, è ricca di negozi e bancarelle fornite di qualsiasi prodotto a base di mandarino possa venirvi in mente: dolciumi, cioccolata, birra e infusi sono solo una piccola parte di ciò che potete trovare. E quando vi stufate del mikan, ci sono tantissime altre delizie da provare; i ristoranti sono molto turistici, ma ce ne sono parecchi che propongono dell’ottimo pesce fresco.

Non trascurate poi una visita al castello di Matsuyama, una delle 12 fortezze originali ( tra quelle cioè che hanno resistito intatte dall’epoca post-feudale, dopo il 1868) rimaste nel Paese. Il castello è una meta molto popolare nel periodo della fioritura dei ciliegi. Potete arrivarci a piedi o con la cabinovia; dato il prezzo economico della cabinovia e la mancanza di grandi attrattive lungo il sentiero, suggerisco la seconda opzione. Ingresso castello: 520 yen. Cabinovia: 520 yen a/r.

Agli appassionati di ciclismo, tutto lo Shikoku offre opportunità meravigliose, ma la prefettura di Ehime in particolare si contraddistingue per il lunghissimo ponte ciclabile che unisce l’isola al resto del Giappone. Noleggiate una bicicletta a Imabari e regalatevi una pedalata con vista panoramica; i più allenati si divertiranno ad affrontare l’intero percorso, lungo circa 70km.

Informazioni utili

Lo Shikoku, grazie al clima abbastanza mite, può essere visitato in qualsiasi stagione; se avete però intenzione di cimentarvi in attività sportive all’aria aperta meglio escludere l’inverno, che vi precluderebbe alcune possibilità.

Per coloro che utilizzano i mezzi pubblici, consiglio di dare un’occhiata al pass della JR dedicato a questa zona specifica, l’All Shikoku Rail Pass. A maggio di quest’anno, dopo la mia visita, i prezzi sono purtroppo aumentati di parecchio; se pensate di visitare lo Shikoku è più conveniente richiedere il pass prima di recarvi in Giappone, perché la differenza tra l’acquisto online e quello in loco ora varia da un minimo di 3000 yen fino a 7000. Potete scegliere tra una durata di 3, 4, 5 o 7 giorni: per esplorare tutte le prefetture con i mezzi pubblici considerate almeno quello da 5 giorni.

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